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Papa, l’oncologo: “Ora controlli ogni sei mesi, rischio recidiva molto basso”

Intervista a Carmine Pinto, che dirige la rete oncologica dell’Emilia-Romagna. “Operato in tempo”
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Carmine Pinto, primario a Reggio Emilia, dirige la rete oncologica dell’Emilia-Romagna ed è ha guidato l’Aiom, l'associazione italiana di oncologia medica.

Perché il Papa non deve fare terapie?

“Perché l’adenocarcinoma che gli è stato rimosso era al primo stadio e perché, come evidentemente hanno rivelato gli esami istologici, nei linfonodi non sono state trovate cellule tumorali. Anche se il nodulo avesse avuto una mutazione che rendeva possibile una terapia target preventiva, con un tumore in quello stadio non ci sono evidenze che il farmaco dia vantaggi”.

Quali controlli dovrà fare?

“Di solito il follow up per i pazienti come lui prevede una tac ogni sei mesi. Se poi ci sono sospetti si può fare una pet. Per i primi tre anni si…

Carmine Pinto, primario a Reggio Emilia, dirige la rete oncologica dell’Emilia-Romagna ed è ha guidato l’Aiom, l'associazione italiana di oncologia medica.

Perché il Papa non deve fare terapie?

“Perché l’adenocarcinoma che gli è stato rimosso era al primo stadio e perché, come evidentemente hanno rivelato gli esami istologici, nei linfonodi non sono state trovate cellule tumorali. Anche se il nodulo avesse avuto una mutazione che rendeva possibile una terapia target preventiva, con un tumore in quello stadio non ci sono evidenze che il farmaco dia vantaggi”.

Quali controlli dovrà fare?

“Di solito il follow up per i pazienti come lui prevede una tac ogni sei mesi. Se poi ci sono sospetti si può fare una pet. Per i primi tre anni si va avanti così, poi il rischio di un ritorno del tumore si riduce e i controlli radiologici possono diventare meno frequenti”.

Il tumore è stato trovato per caso. Se non fosse stato visto a che velocità sarebbe cresciuto?

“Questo tipo di tumori hanno una crescita abbastanza lenta. Tra sei mesi, ad esempio, non sarebbe stato molto più grosso di come è stato trovato adesso. Ovvio che se fosse passato molto più tempo sarebbe stato più pericoloso. Perciò possiamo dire che per fortuna il Papa è stato operato in tempo”.

Quale rischio c’è che quel tipo di tumore torni?

“Sempre in base alle caratteristiche che si desumono dalle comunicazioni ufficiali, il rischio di recidiva è basso, intorno al 20%”.

Come si analizzano i linfonodi?

“Sono almeno una decina, vengono esaminati uno a uno, facendo una o due sezioni per capire se ci sono cellule neoplastiche”.

Perché oltre all’esame istologico è stato fatto quello di biologia molecolare?

“Serve a studiare le caratteristiche genetiche del tumore. Per un cancro al polmone in fase iniziale si cercano 2-3 alterazioni molecolari, quelle che possono indirizzare in un certo modo le terapie. Magari, trattandosi del Papa, in questo caso hanno controllato 8-10 alterazioni, come avviene di solito per chi ha tumori in stadi più avanzati”.

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