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Il Papa annulla su consiglio dei medici la visita a Assisi il 27 ma si prepara all’America Latina

(reuters)

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I dottori “per precauzione” e “considerato il breve tempo trascorso dall'intervento” hanno suggerito a Leone di non fare il viaggio in elicottero per andare all’incontro interreligioso per il 40esimo dall’evento voluto da Wojtyla
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Lo ha annunciato egli stesso: gradualmente, ma sta riprendendo le sue attività. “Superata questa fase delicata”, ha detto papa Leone XIV all’Angelus di domenica scorsa, il primo dopo l’intervento chirurgico per asportare un cancro al polmone, “adesso riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio e delle vostre preghiere”. E così tutto riprende: con il progetto di realizzare il tanto desiderato viaggio in America Latina a novembre ma, su consiglio dei medici, è annullato il viaggio previsto ad Assisi per la settimana prossima.

Stop a Assisi

Il 27 ottobre nella città di San Francesco il Papa era atteso per un incontro interreligioso che commemora e rilancia lo storico incontro voluto nel 1986 da Giovanni Paolo II. I dottori del Papa, Luigi Carbone e Stefano Margaritora, hanno diramato oggi un comunicato nel quale informano che “come da programma, il Santo Padre è stato sottoposto a radiografia del torace di controllo. L'esame ha confermato l'ottimo andamento del dec…

Lo ha annunciato egli stesso: gradualmente, ma sta riprendendo le sue attività. “Superata questa fase delicata”, ha detto papa Leone XIV all’Angelus di domenica scorsa, il primo dopo l’intervento chirurgico per asportare un cancro al polmone, “adesso riprenderò gradualmente le mie attività, sempre con l’aiuto di Dio e delle vostre preghiere”. E così tutto riprende: con il progetto di realizzare il tanto desiderato viaggio in America Latina a novembre ma, su consiglio dei medici, è annullato il viaggio previsto ad Assisi per la settimana prossima.

Stop a Assisi

Il 27 ottobre nella città di San Francesco il Papa era atteso per un incontro interreligioso che commemora e rilancia lo storico incontro voluto nel 1986 da Giovanni Paolo II. I dottori del Papa, Luigi Carbone e Stefano Margaritora, hanno diramato oggi un comunicato nel quale informano che “come da programma, il Santo Padre è stato sottoposto a radiografia del torace di controllo. L'esame ha confermato l'ottimo andamento del decorso post-operatorio. Tuttavia”, prosegue la nota, “considerato il breve tempo trascorso dall'intervento, i medici curanti hanno ritenuto opportuno sconsigliare, a scopo precauzionale, il previsto viaggio in elicottero il 27 ottobre”. Chiosa la sala stampa della Santa Sede: “Per favorire la ripresa a seguito dell’intervento di chirurgia toracica di martedì della scorsa settimana, seguendo il consiglio dei medici, Papa Leone XIV non potrà essere presente ad Assisi il 27 ottobre, come previsto, per l’incontro ‘Pace disarmata e disarmante’, nel 40esimo anniversario della Giornata di preghiera mondiale per la pace, convocata da San Giovanni Paolo II. Papa Leone farà pervenire un suo messaggio di vicinanza agli organizzatori, ai capi ed ai rappresentanti delle confessioni cristiane e delle religioni, come agli ospiti che saranno presenti, nella convinzione che lo ‘spirito di Assisi’, il dialogo e la ricerca di parole e gesti di pace siano risorse preziose in un’epoca di conflitti”.

Putin e Zelensky

Leone XIV ha ripreso a lavorare, in realtà, già dalla stanza d’ospedale, dove venerdì pomeriggio, il giorno prima delle dimissioni, ha telefonato niente meno che al presidente russo Vladimir Putin per chiedergli una tregua in grado di salvare la città ucraina di Oleshky; colloquio al quale è seguito Volodymyr Zelensky tre giorni fa, dal palazzo apostolico. Ma al di là di queste iniziative straordinarie, dettate anche dalla crisi umanitaria che attanaglia gli abitanti della città dell’Ucraina orientale, il Pontefice ha ripreso anche il lavoro quotidiano.

Ripresa delle udienze

All’Angelus si è regolarmente affacciato dalla finestra del suo studio alla terza loggia del palazzo apostolico, la stessa da cui, solo una settimana prima, aveva dato l’annuncio choc del ricovero. Ieri ha ripreso le udienze: prima un discorso rivolto ai membri del dicastero per le Cause dei santi e poi addirittura l’udienza generale in piazza San Pietro, con tanto di giro tra i 30mila fedeli in “papamobile” coperta nonostante il cielo grigio e gli sprazzi di pioggia. Ieri mattina tre udienze: ai cardinali Mario Grech e Kevin Farrell, che un paio di settimane fa hanno gestito il vertice con i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo a dieci anni dall’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco, poi un discorso all’America Jewish Commitee, e – accolto dall’entusiasmo dei presenti – un discorso ai partecipanti a un congresso sulla pastorale scolastica a universitaria (“Sotto la corazza tanti adolescenti chiedono di essere amati”). Anche oggi il Papa ha nuove udienze. I discorsi di questi giorni sono a volte un po’ più brevi, ma il Papa li pronuncia senza incertezze nella voce.

Verso l’America latina

Se la trasferta ad Assisi – che sarebbe avvenuta “in elicottero”, sottolineano i medici – è stata annullata “considerato il breve tempo trascorso dall'intervento”, continuano invece i preparativi per il viaggio in Uruguay, Argentina e Perù dal 6 al 17 novembre: il Papa ci teneva così tanto che ha voluto accelerare il ricovero per potere avere il tempo necessario per recuperare le forze. E come ha detto ai media vaticani il professor Stefano Margaritora già il giorno delle dimissioni, “dopo questi tipi di intervento, penso che un paio di settimane per una ripresa fisica veramente completa ci vogliono. Quindi, essendo già quasi passata una settimana, tutto sommato io credo che il Papa in un’altra decina di giorni possa essere pienamente recuperato. Riguardo a un viaggio lungo, con spostamenti aerei, da effettuarsi tra circa tre settimane, direi che non ci sono motivi clinici per cui questo viaggio non venga fatto”. Non a caso a margine dell’udienza generale in piazza San Pietro di mercoledì scorso Leone ha risposto ad un gruppo di pellegrini argentini che gli dicevano che lo attendono nel paese: “Argentina, ya vamos!”, Argentina, arriviamo!

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