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Piazze blindate, la sfida dei ribelli: “Ne sceglieremo altre a sorpresa”

IPA89816943 - Milano, 17-10-2026 Manifestazione di "Italia in Piazza", duri scontri tra la Polizia e il movimento studentesco 

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Il Viminale: via ai fermi preventivi. Il movimento 17 ottobre annulla i cortei di oggi. Forze dell’ordine in allerta da Nord a Sud. Vigilia di perquisizioni in diciotto città: cento identificati, sequestrati bastoni e coltelli
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«Le piazze annunciate per sabato sono annullate. Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Alle 15.30, comunicheremo la piazza finale».

Alla vigilia del sabato che fa paura, da Milano a Napoli, dove moltissimi negozi, catene commerciali, ristoranti, hanno già deciso di tenere abbassate le saracinesche e di proteggere le vetrine con pannelli di legno, i casseurs italiani hanno deciso di giocare al gatto col topo con le forze dell’ordine. Soffiando sul fuoco dell’allarme e scommettendo sull’effetto sorpresa.

La “sala crisi” al Viminale

Ma al Viminale l’annuncio del Movimento 17 ottobre non condiziona il dispositivo di sicurezza messo in campo. Dalla sala cris…

«Le piazze annunciate per sabato sono annullate. Alle 14.30 in punto, in ogni città, comunicheremo tre concentramenti. Tre punti distinti per città, resi noti solo mezz’ora prima. Alle 15.30, comunicheremo la piazza finale».

Alla vigilia del sabato che fa paura, da Milano a Napoli, dove moltissimi negozi, catene commerciali, ristoranti, hanno già deciso di tenere abbassate le saracinesche e di proteggere le vetrine con pannelli di legno, i casseurs italiani hanno deciso di giocare al gatto col topo con le forze dell’ordine. Soffiando sul fuoco dell’allarme e scommettendo sull’effetto sorpresa.

La “sala crisi” al Viminale

Ma al Viminale l’annuncio del Movimento 17 ottobre non condiziona il dispositivo di sicurezza messo in campo. Dalla sala crisi del Dipartimento di pubblica sicurezza, già prima dell’alba, si monitoreranno i movimenti dei gruppi chiamati a raccolta per le 15.30. Con un’indicazione politica chiara: utilizzare tutti gli strumenti messi a disposizione dal governo. A cominciare dal fermo preventivo per chiunque sia ritenuto un pericolo per l’ordine pubblico, minori compresi. Palazzo Chigi ha fatto in fretta: l’ottavo decreto sicurezza, varato martedì, già ieri era in Gazzetta ufficiale. E dunque è pienamente esecutivo. Tanto che, nelle città più a rischio disordini, è stata rafforzata la presenza di magistrati di turno per la convalida di eventuali fermi preventivi. «Aupisco il rispetto delle regole, la violenza non c’entra con la democrazia. Ci siamo attrezzati con un decreto legge che sarà pienamente operativo in occasione di queste manifestazioni», ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Blitz della Digos in 18 città

Il Viminale, dunque, nonostante la consapevolezza di avere a che fare questa volta con una protesta assai fluida e fuori dagli schemi consolidati, non teme l’effetto sorpresa. In questa settimana, il lavoro dell’intelligencee degli esperti di cybersecurity sulle piattaforme di social network su cui si muove il tam tam della protesta ha dato i suoi frutti. E ieri mattina, con un blitz scattato contemporaneamente in diciotto città, gli agenti della Digos hanno perquisito le abitazioni di un centinaio di ragazzi, la metà dei quali minorenni, identificati dopo le devastazioni dello scorso weekend. Portato via un piccolo arsenale di armi soft air, coltelli di ogni genere, manganelli telescopici, tirapugni, mazze, sfollagente, aste di alluminio, una balestra, taniche di plastica piene di benzina, passamontagna, maschere, scaldacollo. A casa di alcuni dei ragazzi sono stati trovati anche capi saccheggiati nei negozi di Milano. E poi cellulari, tablet, pc, preziosi ad intercettare gruppi e amministratori di chat utilizzate per organizzare le proteste. «Si è cominciato a squarciare il velo o più veli su questo fenomeno. Sicuramente c’è un coordinamento tra i protagonisti di queste scorribande», l’analisi del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Le piazze più calde

Un’azione preventiva proprio nelle città in cui si ritiene che oggi possano verificarsi violenze e disordini: Milano, Roma, Torino, Bologna su tutte, ma anche Bari, Napoli, Firenze, Genova, Como, Padova e Verona. Tutti gli uomini e le donne disponibili sono schierati - fanno sapere al Dipartimento di Pubblica sicurezza - compresi i 15 Reparti mobili con i loro 5.800 agenti, mandati in rinforzo di quelli degli apparati di sicurezza delle varie città. Ai quali si aggiungono i 500 parà dell’operazione Strade Sicure a Milano e migliaia di agenti delle polizie locali in tutte le piazze d’Italia.

Polizia, carabinieri, Guardia di finanza e militari in strada, secondo un dispositivo non statico a presìdi fissi ma flessibile e adeguato a rispondere ai flussi poco prevedibili dei manifestanti, con controlli che dai centri storici e dalle vie dello shopping si allargheranno alle stazioni ferroviarie e a quelle più periferiche delle metropolitana, droni dall’alto per una visuale complessiva dei movimenti nelle città. In campo anche uno schieramento di esperti di sicurezza cibernetica per monitorare e intercettare in tempo convocazioni, raduni, intenzioni dei manifestanti.

Il rischio delle contromanifestazioni degli Ultrà

Con una preoccupazione in più: quella di eventuali contromobilitazioni di ambienti ultrà delle tifoserie del calcio pronti a scendere in strada contro i manifestanti «a difesa di strade e piazze», come già filtrato nelle ultime ore dal monitoraggio degli ambienti sportivi.

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