«Le nuove carceri minorili? Non servono. Non serve parlare di ragazzi da mandare alle sbarre. È come se avessimo all’improvviso perso un alfabeto comune. Le parole del ministro sono apparse davvero fuori asse. Serve abbassare i toni, articolare un ragionamento. Interrogarci tra scuola, sistema dei servizi pubblici, enti locali. Questo serve». Un’analisi severa quella che affida a Repubblica il gi…