Il grido è lo stesso, da una piazza all’altra d’Italia, dove il fermo di Youssef Siher, la mente del Movimento 17 ottobre, non ha bloccato la protesta e la rabbia. «Torneremo presto», urlano studenti, antagonisti, ma soprattutto giovanissimi, molti minorenni e ragazzi di seconda generazione. È il volto inedito delle manifestazioni che hanno attraversato il paese. Cortei in larga parte pacifici, d…