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Venezia, spari tra i turisti all’Arsenale: ferito un 35enne, fermato un uomo

Il luogo della sparatoria all'Arsenale 
Inseguito e raggiunto da due colpi di pistola alle gambe in pieno centro storico. I carabinieri bloccano un connazionale albanese di 40 anni. Turisti in fuga e rifugiati nei locali. Si indaga sul movente
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Due colpi di pistola in pieno giorno, un uomo ferito alle gambe e una caccia all'uomo tra le calli di Venezia. È accaduto sabato 24 ottobre, poco dopo le 18, nei pressi dell'Arsenale, nel sestiere di Castello, ancora affollato di residenti e turisti. La vittima è un cittadino albanese di 35 anni, raggiunto da due proiettili, uno a una gamba e l'altro a una caviglia. Trasportato all'ospedale Civile, è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Le sue condizioni non sono considerate gravi e non è in pericolo di vita.

Per la sparatoria i carabinieri hanno bloccato un connazionale di 40 anni, sospettato di aver esploso i colpi. L'uomo è stato rintracciato poche ore dopo l'aggressione e accompagnato in caserma per gli accertamenti. Secondo il quotidiano locale La Nuova Venezia, i militari sarebbero riusciti a individuarlo nel giro di circa tre ore.

L'inseguimento e gli spari davanti ai passanti

La sparatoria è avvenuta tra campo della Tana e fondamenta de l'Arsenale, a poca distanza dall'ingresso della Marina Militare. Secondo una prima ricostruzione, il trentacinquenne sarebbe stato inseguito da un altro uomo prima di essere raggiunto dai colpi. I due, entrambi di nazionalità albanese, si conoscevano.

L'aggressione si è consumata sotto gli occhi di numerosi passanti. Alcuni hanno inizialmente scambiato gli spari per petardi, altri sono fuggiti cercando riparo nelle attività commerciali della zona. Alla Nuova Venezia, il titolare dell'Osteria alla Tana ha raccontato di essersi trovato davanti persone visibilmente scosse e impaurite. All'enoteca La Caneva, invece, un gruppo di turisti francesi ha chiesto di poter entrare per mettersi al sicuro.

L'allarme ha fatto scattare un intervento immediato delle forze dell'ordine. Una pattuglia dei carabinieri si trovava nelle vicinanze proprio quando sono stati esplosi i colpi. Sul posto sono arrivati anche gli agenti della polizia e i sanitari del 118, che hanno soccorso il ferito e lo hanno trasferito in ospedale.

Il fermo e le indagini sul movente

A coordinare gli accertamenti sono i carabinieri del nucleo operativo lagunare, affiancati dai colleghi del reparto investigativo e dei natanti. Decisive per individuare il sospettato sarebbero state le prime indicazioni fornite dalla vittima, rimasta cosciente e in grado di parlare con gli investigatori, insieme alle testimonianze e alle immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Secondo quanto riferito dall'Ansa, sul luogo della sparatoria sono stati recuperati due proiettili, elementi che potranno contribuire alla ricostruzione della dinamica e agli accertamenti balistici sull'arma utilizzata.

Resta da chiarire perché il trentacinquenne sia stato preso di mira. Tra le ipotesi considerate dagli investigatori c'è quella di un regolamento di conti, ma non sono emersi elementi sufficienti per stabilire se all'origine dell'aggressione vi siano debiti, questioni personali o contrasti legati ad attività illecite. Da accertare anche se chi ha sparato intendesse uccidere oppure ferire la vittima come forma di intimidazione.

Al momento non risultano comunicate ufficialmente le accuse nei confronti del quarantenne né eventuali ulteriori provvedimenti giudiziari. Le indagini proseguono per chiarire le responsabilità e ricostruire le circostanze di una sparatoria che ha seminato il panico in una delle zone più frequentate del centro storico veneziano.

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