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Migranti, Giovanni Soldini in missione nel Mediterraneo con Emergency. “Qui emergenza umanitaria”

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Si è imbarcato oggi in Sicilia dopo i primi training con il team di soccorso
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Nel team di soccorso della Life Support di Emergency, partita oggi per una nuova missione nel Mediterraneo ci sarà anche il navigatore oceanico Giovanni Soldini. Profondo conoscitore del mare, più volte in passato è intervenuto per stigmatizzare la progressiva stretta sul soccorso civile e sulle navi ong che nonostante fermi, processi e blocchi continuano a pattugliare il Mediterraneo.

"Mi fa male vedere che c'è una volontà politica di lasciar fare al mare quello che non sappiamo fare noi. Non si può risolvere problema della migrazione facendo rendendo la vita difficile ai soccorsi e facendo morire le persone. È una cosa barbara, in mare la gente si è sempre salvata", aveva detto qualche settimana fa a Repubblica, a cui ha raccontato la sua missione fatta in Kenya insieme ad Amref, che lì costruisce e porta avanti scuole, ma anche progetti di pozzi e carri a energia solare.

Dopo i primi giorni di training a terra con le squadre di soccorso, Soldini è partito oggi dalla Sicilia insieme…

Nel team di soccorso della Life Support di Emergency, partita oggi per una nuova missione nel Mediterraneo ci sarà anche il navigatore oceanico Giovanni Soldini. Profondo conoscitore del mare, più volte in passato è intervenuto per stigmatizzare la progressiva stretta sul soccorso civile e sulle navi ong che nonostante fermi, processi e blocchi continuano a pattugliare il Mediterraneo.

"Mi fa male vedere che c'è una volontà politica di lasciar fare al mare quello che non sappiamo fare noi. Non si può risolvere problema della migrazione facendo rendendo la vita difficile ai soccorsi e facendo morire le persone. È una cosa barbara, in mare la gente si è sempre salvata", aveva detto qualche settimana fa a Repubblica, a cui ha raccontato la sua missione fatta in Kenya insieme ad Amref, che lì costruisce e porta avanti scuole, ma anche progetti di pozzi e carri a energia solare.

Dopo i primi giorni di training a terra con le squadre di soccorso, Soldini è partito oggi dalla Sicilia insieme alla crew dell’ong. “Ho sempre seguito il grande lavoro che Emergency fa con la Life Support – commenta - e sono felice e onorato di salire a bordo per la sua 46esima missione”.

Nel giro di ventiquattro ore la nave dovrebbe raggiungere la zona Sar, l’area di ricerca e soccorso dove sempre più spesso si contano naufragi e violentissime intercettazioni. Le condizioni per attraversare il mare sono sempre più difficili, ma dalla sponda Sud i viaggi, in un Mediterraneo sempre più svuotato di soccorsi istituzionali e dove sempre più aggressiva si fa la presenza della Guardia costiera e delle milizie libiche, non si fermano.

Anzi. Ad aumentare è chi dall’altra parte del Mediterraneo non arriva. Secondo i dati del Missing Migrants Project dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) da gennaio in tutto il Mediterraneo si contano 1.823 morti, contro 1.265 registrati l’anno scorso nel medesimo periodo. Sulla rotta centrale, che dalla Libia punta verso l’Italia o Creta, sono 996, contro gli 835 del 2025.

“Dal 2014 ad oggi si contano oltre 35.600 vittime nel Mediterraneo, di cui oltre 26.800 morte o disperse nel solo tratto centrale, dove è operativa la Life Support”, ricordano da Emergency. Cifre, ha ammesso anche Oim, approssimate per difetto: non di tutti i naufragi si ha notizia.“Di fronte a quella che è a tutti gli effetti una crisi umanitaria non riconosciuta e a una situazione ulteriormente peggiorata nell'ultimo anno, Emergency continuerà a soccorrere chi rischia la vita nel Mediterraneo centrale – afferma il capomissione Jonathan Nanì La Terra –. Perché è l’unica cosa giusta da fare ed è quanto prevede il diritto internazionale.”

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