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Sardegna, la fibra in casa arriva all’88% ma il cellulare non prende: il paradosso dell’isola

L’isola è sesta in Italia per copertura della fibra ottica, ma prima per estensione delle aree senza segnale mobile. Problemi anche sulle strade principali. La Regione stanzia altri 3 milioni di euro, mentre il Piano Italia 5G viene ridimensionato
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Si può avere la fibra ottica sotto casa e ritrovarsi senza campo pochi chilometri più in là. È il paradosso digitale della Sardegna, dove la diffusione delle connessioni ultraveloci procede a ritmo sostenuto, mentre la copertura della telefonia mobile continua a lasciare scoperte vaste porzioni di territorio. Con conseguenze che non riguardano soltanto la possibilità di navigare su Internet, ma anche la sicurezza sulle strade, il turismo e le attività economiche.

A fotografare questa situazione è un'inchiesta della Nuova Sardegna, che incrocia i dati dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) con quelli di Infratel, la società pubblica incaricata di attuare i programmi per la banda ultralarga.

Le connessioni fisse

Sul fronte delle connessioni fisse l'isola ha compiuto un salto notevole. A gennaio 2025 la fibra Ftth, quella che arriva direttamente nelle abitazioni, raggiungeva circa il 59% delle famiglie. Secondo l'aggiornamento Agcom relativo al terzo trimestre 2026, la copertura è salita all'88,05%, oltre cinque punti sopra la media nazionale del 82,92%. La Sardegna è così passata dalle ultime posizioni al sesto posto tra le regioni italiane.

Ma basta spostarsi fuori dai centri abitati perché lo scenario cambi. Secondo la mappatura Infratel, alla fine del 2024 nell'isola risultavano privi di copertura mobile circa 80.400 ettari, equivalenti a 804 chilometri quadrati. È la superficie scoperta più estesa d'Italia. Nonostante i miglioramenti successivi, la Sardegna concentra ancora, secondo i dati riportati dalla Nuova Sardegna, il 17% delle aree italiane senza segnale.

La qualità dei segnali

Anche la qualità delle connessioni è un problema. In quasi un quarto del territorio regionale, il 24,5%, la velocità di picco della rete mobile non supera i 30 megabit al secondo, contro il 18,4% della media nazionale. E la copertura 5G, secondo i dati della precedente mappatura Infratel, si fermava al 66,8% della superficie regionale, rispetto al 71,7% italiano.

Il problema riguarda anche la sicurezza. Lo scorso agosto Ivan Mameli, sindaco di Bari Sardo, comune dell’Ogliastra, ha denunciato l'assenza di copertura telefonica in diversi tratti delle statali 125 e 389, soprattutto nelle gallerie, dove la difficoltà di chiamare i soccorsi rappresenta un problema di sicurezza. La Regione ha riconosciuto la criticità, sottolineando le possibili conseguenze sulle comunicazioni di emergenza. Difficoltà analoghe vengono segnalate anche lungo la statale 131, una delle principali arterie dell'isola.

Le diseguaglianze

Le disuguaglianze sono particolarmente evidenti nelle zone rurali. In Gallura e nel Medio Campidano la copertura della fibra resta sotto la media nazionale, mentre nelle campagne le infrastrutture fisse ad altissima capacità raggiungono il 78,4% delle famiglie, contro l'87,3% italiano. A essere penalizzate sono anche le piccole e medie imprese: soltanto il 74,9% risulta raggiunto dalla fibra, una quota che scende al 63,5% nel Sud Sardegna.

Per affrontare il problema la Regione ha stanziato altri 3 milioni di euro per il biennio 2026-2027, destinati alla realizzazione di cavidotti, tralicci e altre infrastrutture che consentano agli operatori di estendere le reti nei territori isolati. I finanziamenti potranno arrivare fino a 150mila euro per Comune. La misura si aggiunge a un primo milione stanziato nel 2025, con il quale sono stati finanziati interventi in nove Comuni, da completare entro il 2027.

L’incognita dei finanziamenti nazionali

Resta però l'incognita dei finanziamenti nazionali. A giugno il Piano Italia 5G del Pnrr è stato rimodulato, riducendo da 1.385 a 973 le aree interessate dagli interventi. Il consorzio guidato da Inwit sostiene di avere comunque raggiunto l'obiettivo europeo di copertura previsto dal programma, grazie a una diversa progettazione delle infrastrutture. Non è chiaro, tuttavia, quale sia l'effetto della revisione sulla Sardegna, dove erano inizialmente previsti 18 nuovi siti in 22 aree.

Intanto la Regione ha destinato altri 5 milioni di euro ai punti di facilitazione digitale, per mantenere gli oltre 135 sportelli già attivati e aprirne fino a 60 nuovi. Serviranno ad aiutare i cittadini a utilizzare i servizi online, comprese, in prospettiva, le prenotazioni sanitarie e la scelta del medico.

Ma il divario digitale dell'isola resta prima di tutto un problema di infrastrutture. Perché poter accedere a un servizio digitale serve a poco se, quando ci si allontana da casa, la connessione scompare.

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