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La Sardegna vieta i cellulari a tavola: “Per i bimbi solo giochi e chiacchiere con mamma e papà”

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Una misura per favorire la socialità che presto potrebbe varcare i confini dell’isola
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A tavola senza smartphone davanti agli occhi. Chiacchiere e giochi sono i benvenuti in 15 ristoranti della Sardegna dove i telefonini, invece, sono ospiti poco graditi. Un patto tra ristoratori, medici pediatri e la Garante per l’infanzia prende il via dall’isola ma, in cantiere, c’è il progetto di estendere l’iniziativa a tutta l’Italia.

“A tavola senza schermi” sarà sperimentato dal primo novembre, e per un mese, nei locali che hanno aderito tra Cagliari, Nuoro, Sassari e Olbia. Disconnessi dalla rete per ritrovarsi tra genitori e figli, tra amici, tra coppie. Sul tavolo, insieme a un vademecum sull’iniziativa, ci sarà anche “un kit del ritrovo”: giochi e attività pensati per ogni fascia d’età. “Sarà fornito anche un QR code ai genitori per l’uso consapevole del digitale che illustri rischi e pericoli ma anche i vantaggi della tecnologia”, spiega il pediatra Osama Al Jamal, della Fimp .

Smartphone a tavola per il 95 per cento degli adolescenti

Secondo i dati snocciolati dalla Fimp (…

A tavola senza smartphone davanti agli occhi. Chiacchiere e giochi sono i benvenuti in 15 ristoranti della Sardegna dove i telefonini, invece, sono ospiti poco graditi. Un patto tra ristoratori, medici pediatri e la Garante per l’infanzia prende il via dall’isola ma, in cantiere, c’è il progetto di estendere l’iniziativa a tutta l’Italia.

“A tavola senza schermi” sarà sperimentato dal primo novembre, e per un mese, nei locali che hanno aderito tra Cagliari, Nuoro, Sassari e Olbia. Disconnessi dalla rete per ritrovarsi tra genitori e figli, tra amici, tra coppie. Sul tavolo, insieme a un vademecum sull’iniziativa, ci sarà anche “un kit del ritrovo”: giochi e attività pensati per ogni fascia d’età. “Sarà fornito anche un QR code ai genitori per l’uso consapevole del digitale che illustri rischi e pericoli ma anche i vantaggi della tecnologia”, spiega il pediatra Osama Al Jamal, della Fimp .

Smartphone a tavola per il 95 per cento degli adolescenti

Secondo i dati snocciolati dalla Fimp (Federazione italiana dei medici pediatri), durante la conferenza stampa che ha illustrato il progetto, il 95% degli adolescenti italiani usa regolarmente lo smartphone, oltre la metà lo tiene acceso 24 ore su 24 e uno su quattro mostra i segnali di un uso problematico.

"Abbiamo cercato di costruire un intervento che abbia sia una funzione di socialità – dice la Garante in Sardegna per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Anna Cau – sia di utilizzare questo momento per veicolare le informazioni che la scienza condivide in relazione ai rischi per i minori da un malgoverno del digitale".

"Imparare il parental control”

Nessuna demonizzazione della tecnologia. Il problema, aggiunge il pediatra Al Jamal, "non riguarda soltanto il tempo passato dai minori davanti ai dispositivi, ma anche i contenuti digitali non controllati: la stragrande maggioranza dei genitori non sa cosa sia il parental control". L’iniziativa è stata possibile anche al contributo dei ristoratori che ogni giorno vedono con i propri occhi cosa accade in tavola durante i loro servizi. Lo spiega bene Emanuele Frongia, presidente regionale Fipe Sardegna: "La famiglia che con il bimbo vivace che dà il cellulare per farlo star buono, molti adulti che mangano e nel frattempo hanno gli occhi fissi sul telefonino, poi c’è invece la famiglia che porta già i giochi per i figli. Noi vogliamo offrire alle famiglie uno spazio e qualche strumento in più per ritrovarsi. Un test, quello sardo, che potrebbe presto varcare i confini dell’isola”.

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