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Le vittime del clima: tre milioni in dieci anni. Il direttore dell’Oms: “Umanità minacciata”

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A pochi giorni dalla Cop31, l’allarme della rivista Lancet: “Il caldo uccide più di hiv e malaria, è crisi di salute globale”
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Un trionfo monumentale per l’umanità e il pianeta». Il 12 dicembre 2015 leader dell’Onu e politici del mondo si sono alzati in piedi, mani unite protese in su, per festeggiare l’accordo di Parigi sul clima. Nella Cop21, la conferenza Onu sul risaldamento globale, 195 paesi si sono impegnati a contenere entro 1,5 gradi l’aumento di temperatura rispetto all’era preindustriale.

Undici anni più tardi (ognuno dei quali è rientrato nella lista degli undici anni più caldi mai registrati), alla vigilia della Cop31 che si aprirà il 9 novembre in Turchia, il bilancio non è roseo. L’obiettivo del grado e mezzo è superato in modo pressoché continuativo da un anno. L’Onu prevede di sfiorare i 3 alla fine del secolo. In un esteso rapporto dedicato agli effetti del clima sulla salute, la rivista medica The Lancet ha coinvolto 146 ricercatori di 30 paesi. Il The Lancet Countdown on Health and Climate Change conclude che ormai «il riscaldamento del pianeta deve essere dichiarato crisi di salute global…

Un trionfo monumentale per l’umanità e il pianeta». Il 12 dicembre 2015 leader dell’Onu e politici del mondo si sono alzati in piedi, mani unite protese in su, per festeggiare l’accordo di Parigi sul clima. Nella Cop21, la conferenza Onu sul risaldamento globale, 195 paesi si sono impegnati a contenere entro 1,5 gradi l’aumento di temperatura rispetto all’era preindustriale.

Undici anni più tardi (ognuno dei quali è rientrato nella lista degli undici anni più caldi mai registrati), alla vigilia della Cop31 che si aprirà il 9 novembre in Turchia, il bilancio non è roseo. L’obiettivo del grado e mezzo è superato in modo pressoché continuativo da un anno. L’Onu prevede di sfiorare i 3 alla fine del secolo. In un esteso rapporto dedicato agli effetti del clima sulla salute, la rivista medica The Lancet ha coinvolto 146 ricercatori di 30 paesi. Il The Lancet Countdown on Health and Climate Change conclude che ormai «il riscaldamento del pianeta deve essere dichiarato crisi di salute globale».

Nel decennio seguito agli accordi di Parigi (Lancet considera gli anni 2016-2025) «il cambiamento climatico ha provocato 3 milioni di vittime nel mondo». Il picco è stato di 710mila nel 2023: più di malaria e Hiv. L’estate scorsa, secondo un calcolo diverso pubblicato da Nature, ha raggiunto i 50mila morti in Europa.

«Alcuni problemi di salute causati dal clima sono peggiorati nel decennio successivo all’accordo di Parigi rispetto al decennio precedente» scrive Lancet. «L’azione per contrastare il riscaldamento del pianeta non riesce a tenere il passo. La salute d’ora in poi deve essere messa al centro di ogni decisione sul clima, a partire dalla riduzione delle emissioni».

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (che ha contribuito al rapporto) conferma senza mezzi termini che «il cambiamento climatico è fra le minacce principali per la salute dell’umanità. Vi contribuiscono stress da calore, eventi meteo estremi, insicurezza nella produzione di cibo e malattie».

Poteva, eppure, andare peggio. L’accordo di Parigi è stato insufficiente ma non inutile. «Prevedevamo un aumento di 4 gradi, ora grazie agli sforzi internazionali siamo scesi a 2,6» spiega Simon Stiell, il segretario della sezione Climate Change dell’Onu, originario di Grenada, riferendosi alle previsioni per fine secolo. «Abbiamo i dati, abbiamo le soluzioni» si accalora Alan Dangour, direttore della sezione Clima e Salute del Wellcome Trust. «C’è bisogno di leadership politica e coraggio per dare priorità al benessere di molti rispetto al profitto di pochi».

Per quanto sembri un precipizio, il decennio dell’accordo di Parigi è stato un tiro alla fune. E benché soccombenti, i progressi non sono mancati. Lancet sottolinea l’enorme investimento in energia pulita: 2,1 trilioni di dollari nel 2025, quasi il doppio dei fondi investiti in combustibili fossili. Pale eoliche e pannelli solari generavano il 5,5% dell’elettricità all’entrata in vigore dell’accordo di Parigi. Nel 2023 erano al 13,5%. Con meno combustibili fossili, la riduzione dell’inquinamento dell’aria ha evitato 323mila morti all’anno. Eppure da petrolio, gas e carbone arriva ancora l’80% dell’energia consumata nel mondo. Le emissioni di gas serra battono record alla fine di ogni anno.

«Gli interessi personali continuano a rallentare i progressi» scrive Lancet, la meno timida fra le riviste scientifiche di fronte alle battaglie politiche. «Lobby, disinformazione e interessi legati ai combustibili fossili continuano a indebolire il sostegno all’azione climatica».

Un esempio su tutti: i sussidi pubblici ai combustibili fossili: «Hanno raggiunto livelli record tra 2022 e 2024. In dieci paesi costano più della spesa sanitaria». L’Italia è fra i paesi censiti da questa statistica. Per calmierare i prezzi di gas e carburanti il nostro paese ha speso nell’ultimo decennio in media 17,2 miliardi all’anno: «L’equivalente dell’8,4% del budget nazionale per la sanità».

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