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L’ex ministra, turisti e giovani tra le vittime: “Come l’apocalisse”

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Le operazioni di soccorso andate avanti senza sosta per tutta la notte, si è scavato anche con l’aiuto dei droni. Il sacerdote: “Ho dato l’estrema unzione a due ragazzi, sono sconvolto”
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Sessantotto salme già ricomposte nella morgue improvvisata a Toledo dall’Unità militare di emergenza. «Ma nessuno si illude che rimarranno tante», dice il governatore di Castilla-La Mancha Emiliano Garcia Page davanti alle due carrozze ribaltate del treno Iryo. Lì sotto o intrappolate in quel che resta dei vagoni ci sono sicuramente altre vittime.

Si cercano ancora due donne italiane

Si contano i morti e soprattutto si cercano i dispersi nel buio della notte di Urda. Tra i nomi che mancano all’appello quelli di due donne italiane. Fino a sera nessuna notizia di loro. I familiari, che le sapevano in viaggio sui treni deragliati, si sono subito rivolti alla Farnesina e per ore la squadra inviata …

Sessantotto salme già ricomposte nella morgue improvvisata a Toledo dall’Unità militare di emergenza. «Ma nessuno si illude che rimarranno tante», dice il governatore di Castilla-La Mancha Emiliano Garcia Page davanti alle due carrozze ribaltate del treno Iryo. Lì sotto o intrappolate in quel che resta dei vagoni ci sono sicuramente altre vittime.

Si cercano ancora due donne italiane

Si contano i morti e soprattutto si cercano i dispersi nel buio della notte di Urda. Tra i nomi che mancano all’appello quelli di due donne italiane. Fino a sera nessuna notizia di loro. I familiari, che le sapevano in viaggio sui treni deragliati, si sono subito rivolti alla Farnesina e per ore la squadra inviata dal Consolato generale italiano le ha cercate sul luogo del disastro, negli ospedali, nei centri di accoglienza dove sono stati portati i feriti. Ma nulla. Il ministero degli Esteri non fornisce la loro identità, si sa solo che una delle due donne è originaria della provincia di Pistoia anche se da tempo viveva in Spagna ed era iscritta all’Aire, come i quattro italiani feriti che fortunatamente stanno bene. Ed è stato proprio uno dei feriti a dire che con lui viaggiava la sorella che non si trova. Una delle due donne viaggiava sull’Iryo insieme agli altri quattro italiani, l’altra sul treno Renfe diretto a Siviglia.

Dispersa l’ex ministra del lavoro

Lo stesso sul quale, a Madrid, era salita Fatima Banez, 59 anni, ex ministra del Lavoro del Partito Popolare tra il 2011 e il 2018. «Sono sconvolto, Fatima mi stava raggiungendo per partecipare alla manifestazione in programma a Sivilgia in occasione della giornata annuale dell’impresa, adesso è dispersa», racconta il presidente della Junta de Andalucia Juan Manuel Moreno.

Molte vittime giovani e turisti

«La maggior parte delle vittime che ho visto era giovane — dice uno dei sacerdoti accorsi sul luogo del disastro — a due di loro sono riuscito a dare l’estrema unzione. Sono davvero commosso». Sul treno partito da Madrid e diretto a Siviglia c’erano tanti giovani. «E anche molti turisti — racconta disperato uno dei sopravvissuti che ha provato a tirare fuori dai vagoni le persone che gli viaggiavano vicine — Stavo andando a Siviglia a vedere la partita di basket di mio figlio, ero nella quinta carrozza, uno di quelle totalmente distrutte. Lì dentro ci sono ancora persone, non so se vive o morte. Ce le ho stampate negli occhi. Ferite, intrappolate tra le lamiere, aggrappate alle mie gambe che imploravano aiuto».

Il fratello del torero Vazquez

Quattro corpi sono già stati individuati dai soccorritori all’interno del treno Iryo, conferma il governatore mentre una donna di Salamanca che cerca il figlio venticinquenne partito da Madrid per un colloquio di lavoro si rifiuta di lasciare il luogo dell’incidente dove si lavora con la luce delle fotoelettriche e dei fari dei camion frigorifero. Si cerca anche un altro nome noto in Spagna, Antonio Vazquez, fratello del torero Curro Vazquez. Era in viaggio per visionare dei tori, il suo nome era finito in una lista di feriti ricoverati in ospedale, ma i familiari non lo hanno trovato da nessuna parte e ora è tra i dispersi. Teresa Albacete, portavoce della Guardia Civil di Toledo, prova a rassicurare le famiglie:« Si lavora anche la notte con i nostri droni con i sensori termici e i cani molecolari. Resteremo qui fino a quando non ci sarà certezza che non è rimasto più nessuno». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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