Elicottero precipitato in Bosnia, il giallo dei comandi: le indagini si concentrano sulla pedaliera
di Gianluca Di FeoLe immagini degli ultimi secondi restano inspiegabili. Il video mostra i sistemi principali dell’elicottero funzionanti: i rotori e i motori non sembrano avere anomalie. I piloti apparentemente cercano invano di riprendere il controllo del CH47 Chinook. Cosa è accaduto lo accerteranno le inchieste tecniche delle forze armate: attraverso i rottami si verificheranno le condizioni delle parti meccaniche e ci saranno perizie sull’apparato digitale – simile al cosiddetto “fly by wire” - che gestisce i comandi di volo. Fondamentali saranno le testimonianze dei due piloti, feriti nel violentissimo impatto assieme ad altre nove persone delle persone a bordo: quattro le vittime.
Non sarà un’istruttoria breve e anche la procura militare di Roma ha a…
Le immagini degli ultimi secondi restano inspiegabili. Il video mostra i sistemi principali dell’elicottero funzionanti: i rotori e i motori non sembrano avere anomalie. I piloti apparentemente cercano invano di riprendere il controllo del CH47 Chinook. Cosa è accaduto lo accerteranno le inchieste tecniche delle forze armate: attraverso i rottami si verificheranno le condizioni delle parti meccaniche e ci saranno perizie sull’apparato digitale – simile al cosiddetto “fly by wire” - che gestisce i comandi di volo. Fondamentali saranno le testimonianze dei due piloti, feriti nel violentissimo impatto assieme ad altre nove persone delle persone a bordo: quattro le vittime.
Non sarà un’istruttoria breve e anche la procura militare di Roma ha aperto un’indagine conoscitiva. Il documento chiave è il filmato. Le ipotesi, del tutto preliminari, si concentrano proprio sui comandi che avrebbero dovuto permettere il passaggio dalla fase verticale di decollo al movimento orizzontale.
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Il Chinook ha un’aerodinamica unica rispetto agli altri elicotteri, perché dispone di un doppio rotore sincronizzato di oltre trenta metri. I veterani italiani e stranieri che hanno volato su questo mezzo, costruito nelle varie versioni in oltre 1200 esemplari, non riescono a dare una spiegazione. L’attenzione è rivolta alle pedaliere dei piloti, decisive in quei secondi. Può esserci stato un difetto nella trasmissione degli impulsi digitali ai rotori oppure un guasto meccanico nei meccanismi che dirigono l’angolazione delle pale.
Il precedente negli Stati Uniti
Nelle chat internazionali degli elicotteristi però viene sottolineato un precedente avvenuto negli Stati Uniti. Il solo in cui un Chinook evidenzia gli stessi problemi. Il confronto tra i video delle due tragedie in effetti è impressionante. Il 21 luglio 2022 un CH47D della compagnia privata Rotak è precipitato durante una missione antincendio nell’Idaho.
L’inchiesta del National Transportation Safety Board ha accertato che la causa è stata un Ipad finito sotto il pedale del copilota: il tablet ha bloccato l’uso del comando e provocato la perdita di controllo. Si è generata infatti la spinta in un’unica direzione, che ha poi buttato l’elicottero verso il basso: l’Ipad ha impedito di correggere con il pedale il moto anomalo. I piloti sono morti nello scontro. La presenza in cabina del tablet è stata considerata una grave violazione delle norme di sicurezza.
Allo stato, non si può ipotizzare che all’interno del Chinook dell’Esercito sia avvenuto qualcosa del genere: in Idaho si trattava di un mezzo privato mentre le procedure rispettate dai nostri militari sono rigorose, con un’attenzione estrema nelle verifiche di sicurezza prima del decollo. Ma la profonda similitudine tra i due incidenti sembra indicare come l’origine del disastro sia da ricercare nei comandi diretti dalla pedaliera, che sono integrati nell’apparato digitale Digital Advanced Flight Control System (DAFCS) costruito dalla britannica BAE Systems.
Le ultime tracce del Chinook
Il Chinook distrutto in Bosnia è stato prodotto dall’Agusta su licenza della Boeing nel 2015: è stato il quinto dei sedici acquistati dall’Esercito. Aveva la matricola militare MM81782. L’ultima traccia su Flightradar 24, il sito che monitora i voli civili, risale al 29 gennaio: è il trasferimento attraverso l’Adriatico per raggiungere i Balcani. In quella data l’Italia ha assunto il comando della missione europea Althea, fornendo anche la componente ad ala rotante. Da gennaio il CH47 F è stato impegnato in numerose attività. Ha avuto un ruolo nell’esercitazione di fine agosto che ha visto lo schieramento rapido di rinforzi della Folgore in Bosnia. Le foto testimoniano le capacità dei piloti, che conducono azioni di sbarco dal cielo di squadre d’assalto o fanno calare incursori con le funi.
Venerdì l’elicottero stava compiendo un addestramento per l’evacuazione medica sul piccolo aeroporto civile di Gorice, nell’area di Brčko. Il Chinook era appena decollato dalla pista, con il grande portellone posteriore aperto per permettere di controllare la situazione: uno dei due sottufficiali morti era in quella posizione, legato con un cavo all’interno della fusoliera. Con una nota, il movimento M5S ha chiesto di fare “piena luce sulle cause di questa tragedia per accertare se il probabile guasto sia stato dovuto a carenze nella manutenzione. La sicurezza dovrebbe venire prima di tutto, ma purtroppo dai militari stessi riceviamo continue lamentele sulla sproporzione tra le sempre maggiori risorse destinate al riarmo e le scarse risorse destinate invece al supporto tecnico dei mezzi in servizio”.
Va sottolineato fino allo scorso decennio l’Esercito aveva 40 elicotteri CH47C che sono stati sostituiti con soltanto sedici nuovi esemplari della variante F, pur trattandosi di strumenti decisivi nelle missioni militari e in quelle di protezione civile. Allo stesso tempo, l’attenzione dei vertici è sempre rivolta prioritariamente alla tutela del personale. Lo ha ribadito il capo di Stato maggiore, il generale Carmine Masiello, durante un convegno sui droni giovedì mattina, poche ore prima della tragedia: “Siamo ossessionati dalla responsabilità di proteggere le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Sappiamo quali rischi corrono, perché li abbiamo vissuti con loro: per questo cerchiamo sempre le soluzioni più costose per i loro mezzi, perché vogliamo essere certi che abbiano il meglio”.