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Il papà di Jessica uccisa con l’insulina: “Regalò una valigia alla figlia, voleva partire con lei”

(ansa)

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Parla Maurizio Dalla Chiara: “Dopo il primo ricovero non vedeva l’ora di tornare dalla sua bambina, ma dopo due giorni è morta”
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L’infermiere di Verona Nadir Rossi aveva pianificato tutto: come uccidere lentamente la moglie Jessica Dalla Chiara con dosi di insulina iniettate tramite iniezioni e flebo, come passare per un marito inconsolabile e come vivere nell’agiatezza incassando una polizza sulla vita sottoscritta dalla vittima di ben 100 mila euro. “Ci credevo ormai che fosse stato capace di uccidere mia figlia. Sono trascorsi due anni dalla fine di Jessica ma finalmente abbiamo avuto giustizia”, dice adesso Maurizio Dalla Chiara, il papà di Jessica, a poche ore dall’arresto del genero accusato del femminicidio del 2024. Rossi è stato raggiunto ieri nella sua casa di Bussolego dalla squadra mobile di Verona, appena rientrato dopo avere lasciato la figlia di 4 anni all’asilo.

Due anni do…

L’infermiere di Verona Nadir Rossi aveva pianificato tutto: come uccidere lentamente la moglie Jessica Dalla Chiara con dosi di insulina iniettate tramite iniezioni e flebo, come passare per un marito inconsolabile e come vivere nell’agiatezza incassando una polizza sulla vita sottoscritta dalla vittima di ben 100 mila euro. “Ci credevo ormai che fosse stato capace di uccidere mia figlia. Sono trascorsi due anni dalla fine di Jessica ma finalmente abbiamo avuto giustizia”, dice adesso Maurizio Dalla Chiara, il papà di Jessica, a poche ore dall’arresto del genero accusato del femminicidio del 2024. Rossi è stato raggiunto ieri nella sua casa di Bussolego dalla squadra mobile di Verona, appena rientrato dopo avere lasciato la figlia di 4 anni all’asilo.

Due anni dopo la fine di sua figlia questa svolta se l’aspettava?

“Sì, certo. E adesso chiedo a lui di dire tutta la verità su cosa ha fatto a Jessica. Ho dentro un dolore troppo grande e tanta rabbia”.

Il primo ricovero di Jessica risale al maggio del 2024. Sua figlia aveva sospettato qualcosa?

“Lei era un’infermiera, assisteva anche i malati a domicilio, era super controllata e sanissima. Non si spiegava cosa le stesse succedendo, non riusciva a darsi una spiegazione. Ma non aveva alcun sospetto sul marito. Ha fatto una marea di esami in ospedale, dove è rimasta ricoverata per un mese”.

C’erano stati litigi, c’era tensione tra sua figlia e il marito?

“Si conoscevano dai tempi del liceo. Stavano insieme da sempre. Non avevo avuto alcun sentore di qualcosa che non andasse bene tra loro. Mia figlia era contenta. Se l’avessi vista preoccupata sarei di certo intervenuto”.

E lei? Non aveva notato nulla di strano in quell’uomo?

“Era sempre taciturno e avevo percepito che non avesse una grande simpatia nei miei confronti. Ma non m’importava, pensavo alla serenità di mia figlia”.

Dopo il primo ricovero c’è stato un secondo avvelenamento, secondo le indagini, quello fatale.

“Certo, a quanto pare con una flebo. La mia povera Jessica è rimasta a casa solo due giorni prima di morire. Ricordo come fosse adesso mia figlia che lascia l’ospedale e prima di tornare a casa compra una valigia per la sua bambina, che allora aveva due anni. L’aveva acquistata perché voleva fare un viaggio dopo quel lungo ricovero e non vedeva l’ora di riabbracciare sua figlia. Due giorni dopo invece è morta”.

La sua ex moglie ha chiesto di avere affidata vostra nipote.

“Sì, la mia ex moglie ed io siamo sempre rimasti in ottimi rapporti. Lei abita nell’appartamento sopra a quello dove viveva Jessica con suo marito. Ha cresciuto la nostra nipotina con amore per i primi due anni. I genitori andavano a lavoro e lei aveva sempre la piccola con sé e preparava pranzi e cene per loro quando tornavano dai turni in ospedale”.

In questi due anni ha visto sua nipote?

“Solo un paio di volte, non di più. Lui ha lasciato l’appartamento vicino quello della mia ex moglie e l’ha affittato. Ogni volta che vedevo la piccola c’era sempre lui a seguirci, a controllare cosa ci dicessimo. E io che ormai avevo la certezza che fosse stato lui ad uccidere mia figlia, non avevo proprio voglia di stargli vicino”.

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