Cortei, 60 perquisizioni in 23 città italiane: “Contro chi ha incitato alla violenza sui social”
Sessanta perquisizioni in 23 città italiane nei confronti di soggetti che, tramite chat e canali social, avevano incitato a compiere atti violenti durante i cortei. Gli interventi, scattati a ridosso dello sciopero generale di ieri, sono stati eseguiti dalla Digos e dalla Polizia Postale.
La mobilitazione, proclamata dall’Unione Sindacale di Base (Usb) contro "l’economia di guerra" e il carovita, ha visto scendere in piazza sindacati, studenti, lavoratori, movimenti per il diritto alla casa e realtà pro-Pal. I promotori dell'Usb esultano parlando di «oltre un milione» di persone, mentre il Viminale stima la presenza a 255mila manifestanti.
A Milano il corteo è partito dalla stazione Centrale. Non si sono registrati i saccheggi avvenuti in passate occasioni, ma i manifestanti hanno invaso la tangenziale all'altezza di Lambrate.
Situazione analoga a Bologna, dove la tangenziale è rimasta bloccata per tre ore.
I fermi a Roma e Torino
Migliaia in piazza anche a Firenze, Genova, Bari, Pale…
Sessanta perquisizioni in 23 città italiane nei confronti di soggetti che, tramite chat e canali social, avevano incitato a compiere atti violenti durante i cortei. Gli interventi, scattati a ridosso dello sciopero generale di ieri, sono stati eseguiti dalla Digos e dalla Polizia Postale.
La mobilitazione, proclamata dall’Unione Sindacale di Base (Usb) contro "l’economia di guerra" e il carovita, ha visto scendere in piazza sindacati, studenti, lavoratori, movimenti per il diritto alla casa e realtà pro-Pal. I promotori dell'Usb esultano parlando di «oltre un milione» di persone, mentre il Viminale stima la presenza a 255mila manifestanti.
A Milano il corteo è partito dalla stazione Centrale. Non si sono registrati i saccheggi avvenuti in passate occasioni, ma i manifestanti hanno invaso la tangenziale all'altezza di Lambrate.
Situazione analoga a Bologna, dove la tangenziale è rimasta bloccata per tre ore.
I fermi a Roma e Torino
Migliaia in piazza anche a Firenze, Genova, Bari, Palermo. Nonostante la natura prevalentemente pacifica delle mobilitazioni, nel tardo pomeriggio a Roma un gruppo di incappucciati ha incendiato alcuni cassonetti e lanciato bottiglie contro le forze dell'ordine. Intorno alle 19, a corteo principale concluso, un gruppo di studenti ha tentato di dirigersi verso i palazzi istituzionali. La polizia ha blindato gli accessi e, dopo una prima carica a Ponte Sisto, i disordini si sono spostati a Testaccio. Fermate otto persone.
Alta tensione anche a Torino, dove si sono registrati due arresti. Dopo che alcuni manifestanti hanno scaricato del letame davanti alla sede del Comune, gli scontri più gravi sono esplosi in piazza Castello. La polizia ha usato gli idranti per respingere gli attivisti del centro sociale Askatasuna. Le tensioni sono poi proseguite fino a sera nella centralissima via Roma.