Schianto dell’elicottero, la procura militare indaga. Crosetto in Bosnia dai feriti: “Presto a casa”
di Viola GiannoliSulla morte di Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo, Simone Ruggia e Claudio Marchesi indaga ora la procura militare di Roma. Un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato, è in mano al procuratore Marco De Paolis che ha avviato un procedimento conoscitivo per capire cos’è successo a quel Chinook dell’esercito italiano in servizio per la missione Eufor Althea che giovedì in Bosnia si è avvitato su sé stesso e si è schiantato al suolo lasciando a terra undici feriti e i corpi senza vita di due militari dell’Aviazione e due volontari della Croce rossa.
Sarà l’esame dei resti del Ch47 e la raccolta delle testimonianze dei superstiti a fornire elementi utili per ricostruire l’accaduto. I tecnici della commissione incaricata dalla Difesa sono arrivati ieri a Brcko e sono già al lavoro sui rottami del velivolo italiano. Un secondo team investigativo specializzato in incidenti aerei è stato messo su, per ordine della procura della Bosnia-Erzegovina, dal ministero dei Trasporti locale.…
Sulla morte di Laura Procacci, Franco Adriano Zecchillo, Simone Ruggia e Claudio Marchesi indaga ora la procura militare di Roma. Un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato, è in mano al procuratore Marco De Paolis che ha avviato un procedimento conoscitivo per capire cos’è successo a quel Chinook dell’esercito italiano in servizio per la missione Eufor Althea che giovedì in Bosnia si è avvitato su sé stesso e si è schiantato al suolo lasciando a terra undici feriti e i corpi senza vita di due militari dell’Aviazione e due volontari della Croce rossa.
Sarà l’esame dei resti del Ch47 e la raccolta delle testimonianze dei superstiti a fornire elementi utili per ricostruire l’accaduto. I tecnici della commissione incaricata dalla Difesa sono arrivati ieri a Brcko e sono già al lavoro sui rottami del velivolo italiano. Un secondo team investigativo specializzato in incidenti aerei è stato messo su, per ordine della procura della Bosnia-Erzegovina, dal ministero dei Trasporti locale. E opererà a fianco degli italiani.
A Brcko e 57 chilometri più a sud, a Tuzla, nella tarda mattinata di ieri è volato anche il ministro della Difesa Guido Crosetto per una visita ai feriti prima di spostarsi al Camp Budmir, Sarajevo, quartier generale della missione Eufor Althea. «L’Italia oggi è qui al fianco dei suoi servitori. La mia mano non è quella di un uomo pro tempore ministro della Difesa, ma è quella dello Stato e di tutti coloro che si sentono vicini ai nostri militari», ha scritto Crosetto, postando la stretta di mano con uno dei feriti. «Un miracolo che si siano salvati. Nove stanno abbastanza bene: due di loro non hanno praticamente subito alcun danno. Altri due hanno problemi più seri, sono in una clinica di alto livello, se la caveranno», ha raccontato il ministro.
Al contingente italiano in Bosnia, ora in lutto per i colleghi perduti, ha chiesto invece di «tenere duro». «Grazie per quello che fate e la dignità con cui continuate a svolgere il vostro lavoro anche nel dolore. Non siete soli», ha detto il ministro.
In mattinata, insieme alla premier Giorgia Meloni, Crosetto aveva deposto per le vittime una corona di rose al Circo Massimo, nel Villaggio della Difesa allestito a Roma per la giornata delle forze armate. Doveva essere una festa e invece è diventato il luogo del cordoglio. Bandiere a mezz’asta, nessun coro, un silenzio eloquente. «È una giornata triste, l’incidente dimostra i rischi di chi indossa l’uniforme», ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, davanti alla stele al centro dell’arena. È lì che sono comparsi i fiori delle autorità e di decine di persone che hanno lasciato petali e messaggi per le quattro vittime. «Non sarete dimenticati» o anche solo un «grazie».
Al Villaggio è arrivato pure il colonnello dell’esercito Gianfranco Paglia, il parà rimasto ferito in Somalia, attuale consigliere del ministro della Difesa. È toccato a lui parlare a nome di tutte le forze armate: «I colleghi caduti hanno onorato il loro giuramento fino all’estremo sacrificio — ha sottolineato — La speranza è che la gente capisca e che la stele si riempia di fiori».
Dopo il cordoglio bipartisan, in Parlamento è nata la polemica politica: «La sicurezza dei nostri militari dovrebbe venire prima di tutto ma purtroppo riceviamo continue lamentele sulla sproporzione tra i dieci miliardi spesi per il riarmo e le poche centinaia di milioni destinate alla manutenzione dei mezzi o al supporto tecnico e logistico dei reparti», dice l’M5s. Secondo la sottosegretaria Isabella Rauti la denuncia nel giorno delle lacrime è però un «atto di sciacallaggio».