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Elicottero precipitato in Serbia, ipotesi blocco dei sistemi di controllo. “Guasto inspiegabile”

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Il documento chiave è il filmato: i rotori e i motori non sembrano avere anomalie. L’attenzione è sulla pedaliera dei piloti
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Le immagini degli ultimi ventidue secondi restano inspiegabili, ma sono la prova più importante per accertare cosa abbia causato giovedì lo schianto dell’elicottero militare in Bosnia. Il video mostra i sistemi principali dell’elicottero funzionanti: i rotori e i motori non sembrano avere anomalie. I piloti paiono cercare invano di riprendere il controllo del Boeing CH47F Chinook. Cosa è accaduto lo accerteranno le perizie tecniche: attraverso i rottami si verificheranno le condizioni delle parti meccaniche e ci saranno analisi sull’apparato digitale — simile al cosiddetto “fly by wire” — che gestisce i comandi di volo. Fondamentali le testimonianze dei due piloti, feriti nel violentissimo impatto assieme ad altre nove delle persone a bordo. A indagare saranno in molti: la procura ordinaria di Roma, quella militare, gli inquirenti federali di Sarajevo e ovviamente la commissione tecnica della Difesa. Potrebbe esserci pure un’istruttoria di Bruxelles, visto che la tragedia è avvenuta d…

Le immagini degli ultimi ventidue secondi restano inspiegabili, ma sono la prova più importante per accertare cosa abbia causato giovedì lo schianto dell’elicottero militare in Bosnia. Il video mostra i sistemi principali dell’elicottero funzionanti: i rotori e i motori non sembrano avere anomalie. I piloti paiono cercare invano di riprendere il controllo del Boeing CH47F Chinook. Cosa è accaduto lo accerteranno le perizie tecniche: attraverso i rottami si verificheranno le condizioni delle parti meccaniche e ci saranno analisi sull’apparato digitale — simile al cosiddetto “fly by wire” — che gestisce i comandi di volo. Fondamentali le testimonianze dei due piloti, feriti nel violentissimo impatto assieme ad altre nove delle persone a bordo. A indagare saranno in molti: la procura ordinaria di Roma, quella militare, gli inquirenti federali di Sarajevo e ovviamente la commissione tecnica della Difesa. Potrebbe esserci pure un’istruttoria di Bruxelles, visto che la tragedia è avvenuta durante una missione europea. Insomma, sarà necessario uno sforzo per coordinare investigatori e periti, a partire dalle autopsie delle quattro vittime.

Il documento chiave è il filmato. Le ipotesi, del tutto preliminari, si concentrano sui comandi che avrebbero dovuto permettere il passaggio dalla fase verticale di decollo al movimento orizzontale. Il Chinook ha una aerodinamica unica rispetto agli altri elicotteri, perché dispone di un doppio rotore sincronizzato di oltre trenta metri. I veterani italiani e stranieri che hanno volato su questo mezzo, costruito nelle varie versioni dal 1961 in oltre 1200 esemplari, non riescono a dare una logica agli attimi finali. L’attenzione è rivolta agli strumenti attivati dalle pedaliere dei piloti, decisivi in quei secondi: può esserci stato un difetto nella trasmissione degli impulsi digitali ai rotori oppure un guasto meccanico nei meccanismi che dirigono l’angolazione delle pale.

Nelle chat internazionali degli elicotteristi però viene sottolineato un precedente avvenuto negli Stati Uniti. Il solo in cui un Chinook evidenzia gli stessi problemi. Il confronto tra i video delle due tragedie in effetti è impressionante. Il 21 luglio 2022 un CH47D della compagnia privata Rotak è precipitato durante una missione antincendio nell’Idaho. L’inchiesta del National Transportation Safety Board ha accertato che la causa è stata un Ipad finito sotto il pedale del copilota: il tablet ha bloccato l’uso del comando e provocato la perdita di controllo. Si è generata la spinta in un’unica direzione, che ha poi buttato l’elicottero verso il basso: l’Ipad ha impedito di correggere con il pedale il moto anomalo. I piloti sono morti nello scontro. La presenza in cabina del tablet è stata considerata una grave violazione delle norme di sicurezza.

Non si può ipotizzare che all’interno del Chinook dell’Esercito sia avvenuto qualcosa del genere: in Idaho si trattava di un mezzo privato mentre le procedure rispettate dai nostri militari sono rigorose, con un’attenzione estrema nelle verifiche di sicurezza prima del decollo. La profonda similitudine tra i due incidenti sembra però indicare come l’origine del disastro sia da ricercare nei comandi legati alla pedaliera, che sono integrati nell’apparato digitale Digital Advanced Flight Control System (DAFCS) costruito dalla britannica BAE Systems.

Il CH47F è in servizio con quasi tutti i Paesi della Nato, usato anche per i raid delle forze speciali. Viene ritenuto estremamente affidabile. Quello distrutto in Bosnia è stato assemblato dall’Agusta (Leonardo) in accordo con la Boeing nel 2015: è il quinto dei sedici acquistati dall’Esercito. La divisione elicotteri di Leonardo si occupa pure della manutenzione: i Chinook sono i “pesi massimi” per le attività militari e di Protezione Civile, con un investimento di alcune decine di milioni l’anno per mantenerli nella massima efficienza. Il CH47 ha attraversato l’Adriatico per unirsi alla missione Eufor Althea lo scorso 29 gennaio e da allora sembra rimasto in Bosnia. Le immagini dell’esercitazione di intervento rapido condotta a fine agosto testimoniano le capacità dei piloti, che sbarcano dal cielo di squadre d’assalto con manovre impegnative. Giovedì l’elicottero stava compiendo un addestramento di routine per l’evacuazione medica sul piccolo aeroporto civile di Gorice, nell’area di Brčko. Era appena decollato dalla pista, con il grande portellone posteriore aperto per permettere di controllare la situazione: uno dei due sottufficiali morti era in quella posizione, legato con un cavo all’interno della fusoliera.

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