Dal cielo piovono detriti. Il telescopio della Nasa in caduta libera sulla Terra
di Elena DusiC’era un tempo la spada di Damocle. Oggi c’è il telescopio Swift. Lanciato dalla Nasa 22 anni fa, ha osservato esplosioni di supernovae e buchi neri che divorano stelle orbitando a 600 chilometri di altezza. La sua carriera però oggi è arrivata alla fine. Swift ricadrà sulla Terra in settimana.
Non avendo più propellente, il suo rientro sarà incontrollato. Vuol dire che potrà finire anche sulla terraferma e il più recente fra i corpi militari americani, la Space Force, dovrà seguirne la rotta, pronta a dare l’allarme col preavviso di un’ora in caso di minacce alle zone abitate.
«L’Italia non è a rischio. Swift ha un’orbita inclinata di 21 gradi rispetto all’equatore. Non può dunque cadere a latitudini superiori a 21 gradi» rassicura Mario Salatti, responsabile del settore Space Situational Awareness, che monitora i rischi provenienti dallo spazio, dagli asteroidi pericolosi ai detriti e alla meteorologia spaziale per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana. L’Italia va da 35 a 47 gradi d…
C’era un tempo la spada di Damocle. Oggi c’è il telescopio Swift. Lanciato dalla Nasa 22 anni fa, ha osservato esplosioni di supernovae e buchi neri che divorano stelle orbitando a 600 chilometri di altezza. La sua carriera però oggi è arrivata alla fine. Swift ricadrà sulla Terra in settimana.
Non avendo più propellente, il suo rientro sarà incontrollato. Vuol dire che potrà finire anche sulla terraferma e il più recente fra i corpi militari americani, la Space Force, dovrà seguirne la rotta, pronta a dare l’allarme col preavviso di un’ora in caso di minacce alle zone abitate.
«L’Italia non è a rischio. Swift ha un’orbita inclinata di 21 gradi rispetto all’equatore. Non può dunque cadere a latitudini superiori a 21 gradi» rassicura Mario Salatti, responsabile del settore Space Situational Awareness, che monitora i rischi provenienti dallo spazio, dagli asteroidi pericolosi ai detriti e alla meteorologia spaziale per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana. L’Italia va da 35 a 47 gradi di latitudine.
La tonnellata e mezzo del telescopio Nasa si aggiunge alle 430 tonnellate di satelliti, razzi e altro materiale spaziale che ogni anno ripiovono sulla Terra: più di una tonnellata al giorno.
«La maggior parte brucia in atmosfera. La quota che arriva intatta a terra è trascurabile» spiega Salatti. Swift dovrebbe seguire la stessa sorte, ma frammenti dello specchio e componenti di tungsteno potrebbero tradire le previsioni.
Nelle ultime due settimane per ben due volte si è andati vicini alla tragedia. Il 19 ottobre un brandello di metallo contorto, lungo più di due metri è precipitato con un boato in un palmeto in Indonesia. Il 15 ottobre un altro frammento di 3 metri era finito in un campo di mais del Minnesota. Si trattava forse dei resti di un razzo cinese lanciato qualche giorno prima.
«Le 430 tonnellate ricadute sulla Terra nel 2025 sono il quadruplo rispetto al 2020 e il sestuplo rispetto al 2010» prosegue l’ingegnere dell’Asi. «È l’effetto dell’enorme aumento di satelliti lanciati in cielo. Il solo Elon Musk ne ha in orbita più di 10mila e ha presentato un piano per realizzare una costellazione di data center con un milione di satelliti».
Se oggi probabilmente scamperemo al rientro di Swift, la caduta di razzi e satelliti potrebbe diventare un rischio non trascurabile in un futuro prossimo. Un rapporto della Federal Aviation Administration americana stima che dal 2035 ci sarà il 61% di probabilità che una persona venga uccisa ogni anno da detriti spaziali. Le chance che venga colpito un aereo in volo sono 7 su 10mila. Finora solo una donna nel 1997 era stata ferita (in modo leggero). Si trovava in un parco in Oklahoma ed era stata raggiunta da un frammento di razzo grande come una lattina. Allora le chance che accadesse un evento del genere erano una su un trilione.
Se Swift oggi è costretto a tornare a terra in modo incontrollato è perché l’attività solare ha accelerato il decadimento della sua orbita. «Le previsioni del meteo spaziale che riusciamo a elaborare non sono ancora del tutto precise» spiega Salatti. «Sappiamo però che durante le fasi di maggiore attività solare gli strati più alti dell’atmosfera si espandono». Un telescopio in orbita a 600 chilometri, come Swift, si trova dunque ad attraversare un’aria più densa del previsto, che oppone più resistenza al movimento e gli fa perdere quota.
Ora, calato a meno di 300 chilometri, il telescopio della Nasa è appeso a un filo che durerà pochi giorni. L’agenzia spaziale americana a luglio aveva fatto l’estremo tentativo di salvarlo, incaricando un’azienda privata di lanciare un robot munito di tre braccia. Link - il suo nome - avrebbe dovuto acciuffare Swift, accendere i motori e riportarlo in un’orbita più alta. «In futuro operazioni simili potrebbero diventare routine» secondo Salatti. Con 28mila satelliti e 56mila altri oggetti che orbitano attorno alla Terra, per un totale di 9.300 tonnellate di peso, lo spazio sta diventando infatti trafficato.
Link, nella sua missione per salvare Swift, è finito fuori controllo a pochi chilometri dall’obiettivo, iniziando a girare su se stesso. I 30 milioni pagati dalla Nasa per allungare la vita di un telescopio da 250 sono andati a vuoto. E Link, c’era poco da dubitare, a fine settembre è ricaduto a terra.