Cronaca

I cardiologi americani: “Gli energy drink legati ad alcuni attacchi di cuore nei giovani”

In alcuni paesi europei la vendita degli energy drink è vietata ai minori o limitata, ma manca ancora un accordo unico nell’Unione Europea. Credit Svetlana Mishchenko/iStock

In alcuni paesi europei la vendita degli energy drink è vietata ai minori o limitata, ma manca ancora un accordo unico nell’Unione Europea. Credit Svetlana Mishchenko/iStock

 

Al congresso di Chicago presentata un’analisi statistica su 28mila casi di infarto e aritmia. Manca una dimostrazione del rapporto causa-effetto. “Ma i prodotti che contengono caffeina o altri stimolanti andrebbero sottoposti a maggiori controlli”

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“I prodotti che contengono caffeina o altri stimolanti andrebbero sottoposti a maggiori controlli”. Uno studio presentato oggi a Chicago al congresso dell’American Heart Association, la società dei cardiologi americani, ha preso in esame 28mila casi di attacco di cuore registrati tra il 2017 e il 2025 negli Stati Uniti. Una percentuale superiore al normale - ha riscontrato l’analisi – era legata al precedente consumo di energy drink, in particolare fra le persone sane tra 18 e 34 anni.

Per il calcolo l’autore dello studio, Sai Samayamanthula della Virginia School of Medicine, ha usato il registro degli eventi avversi legati agli integratori alimentari e ai prodotti contenenti caffeina e stimolanti. Il database è gestito dall’Fda, la Food and Drug Administration, a livello federale.

A qualunque età, è emerso dall’analisi, chi aveva bevuto un energy drink o una bevanda che conteneva stimolanti mostrava una probabilità 4,5 volte superiore al normale di dover ricorrere a un medico o andare al pronto soccorso per un attacco cardiaco, 4 volte superiore al normale di avere un’aritmia, 3 volte di soffrire di tachicardia, 2,71 di provare dolore al petto e 2 di svenire.

Il 45% dei casi visitati in emergenza e legati al consumo eccessivo di caffeina e stimolanti riguardava proprio giovani tra i 18 e i 34 anni, persone che non avevano particolari fattori di rischio per il cuore, donne e uomini in egual proporzione.

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Il legame fra energy drink e problemi di cuore al momento resta solo basato sulle statistiche. Non ci sono studi scientifici che dimostrino un rapporto di causa- effetto e di fronte a un’industria agguerrita, anche dal punto di vista legale, i medici soppesano le loro parole.

“Per molte persone sane che consumano questi prodotti occasionalmente il rischio è probabilmente basso” precisa Samayamanthula. “Chi però beve energy drink o ricorre ai supplementi stimolanti in modo regolare può facilmente superare le dosi raccomandate di caffeina”.

Il motivo per cui non esistono studi precisi sugli effetti degli energy drink è chiaro: si tratta di prodotti alimentari o supplementi nutrizionali, non di medicinali. Solo questi ultimi sono sottoposti a verifiche preliminari sugli effetti per la salute e seguiti in modo rigoroso per individuare eventuali effetti collaterali.

“Sono merci che si trovano in ogni supermercato accanto all’acqua minerale” spiega Samayamanthula. “Così molte persone pensano che non ci sia alcun tipo di rischio”. La sensazione di energia che danno, la pubblicità e il sapore gradevole hanno reso queste bevande molto appetite. Le vendite sono più che raddoppiate nell’ultimo decennio, raggiungendo I 20 miliardi di dollari negli Stati Uniti e gli 80 miliardi nel mondo.

Se mancano ricerche specifiche sugli energy drink, esistono però studi che dimostrano il rischio per il cuore causato da un consumo eccessivo di caffeina. Il limite da non superare, secondo la American Heart Association, è di 400 milligrammi al giorno. Un espresso italiano contiene in media 80 milligrammi.

Alcuni energy drink, riporta l’analisi presentata a Chicago, raggiungono la caffeina di tre espressi, mentre alcuni supplementi usati nello sport possono arrivare a dodici. Non sono però regolamentati come farmaci né negli Stati Uniti, né in Italia.

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