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Influenza, il blackout dei dati: ecco perché la rete che monitora i casi è ferma da otto mesi

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Il sistema di rilevazione dei numeri da parte di Istituto superiore di sanità e ministero alla Salute si è bloccato nel marzo scorso per questioni di privacy ma nessuno riesce a farlo ripartire
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La stagione influenzale è iniziata, le persone si iniziano ad ammalare ma non è possibile sapere quante siano. La circolazione del virus stagionale e di altri che si diffondono in questo periodo è misteriosa. Il sistema di rilevazione dei casi, basato sui cosiddetti “medici sentinella”, quest’anno non è partito. Nell’era della circolazione delle informazioni, dei monitoraggi continui, che ai tempi del Covid permettevano di conoscere il numero di casi, decessi e addirittura dei tamponi fatti ogni giorno, l’Italia fa un passo indietro. Sono addirittura otto mesi, perché già dal primo marzo dell’anno scorso il sistema, che si chiama RespiVirNet, era stato bloccato. “le Regioni hanno sospeso i flussi dati che alimentano la sorveglianza integrata RespiVirNet, in attesa di una regolamentazione in linea con quanto previsto dalle norme vigenti per la gestione dei dati personali”, è scritto sul sito dove dovrebbero essere comunicati i dati.

Le norme sulla privacy

Il problema ha a che fare con …

La stagione influenzale è iniziata, le persone si iniziano ad ammalare ma non è possibile sapere quante siano. La circolazione del virus stagionale e di altri che si diffondono in questo periodo è misteriosa. Il sistema di rilevazione dei casi, basato sui cosiddetti “medici sentinella”, quest’anno non è partito. Nell’era della circolazione delle informazioni, dei monitoraggi continui, che ai tempi del Covid permettevano di conoscere il numero di casi, decessi e addirittura dei tamponi fatti ogni giorno, l’Italia fa un passo indietro. Sono addirittura otto mesi, perché già dal primo marzo dell’anno scorso il sistema, che si chiama RespiVirNet, era stato bloccato. “le Regioni hanno sospeso i flussi dati che alimentano la sorveglianza integrata RespiVirNet, in attesa di una regolamentazione in linea con quanto previsto dalle norme vigenti per la gestione dei dati personali”, è scritto sul sito dove dovrebbero essere comunicati i dati.

Le norme sulla privacy

Il problema ha a che fare con la privacy, praticamente da prima che finisse la stagione influenzale dell’anno scorso è tutto rimasto bloccato. Nel 2022 venne rivisto il sistema di segnalazione delle malattie infettive, che sostituiva quello vecchio di trent’anni. Serviva per garantire la sorveglianza epidemiologica e quindi l’allerta rapida. Il sistema di raccolta dei dati avrebbe fatto muovere il Garante della privacy, che ha chiesto modifiche. Istituto superiore di sanità e ministero alla Salute avrebbero elaborato un nuovo regolamento che è stato trasmesso al Garante e aspettano che si concluda l’iter. Intanto però i dati non arrivano e non è chiaro come stia andando quest’anno l’influenza. Se i casi sono tanti o pochi. Il ministero non ha trovato una soluzione per riuscire comunque a dare una stima del numero di persone colpite.

“Schillaci riferisca”

“È scandaloso che la piattaforma RespVirNet, decisiva per il monitoraggio, del virus dell'influenza sia bloccata da otto mesi. Siamo di fronte ad un pasticcio forse legato alla sottovalutazione degli effetti dell'influenza in una popolazione peraltro anziana oppure alla incapacità di gestione. Di certo, è un fatto grave che il ministro della Salute deve spiegare al parlamento e al paese», ha detto ieri alla Camera Luana Zanella di Avs. Ilenia Malavasi del Pd aggiunge: “Vogliamo sapere se il ministero fosse a conoscenza di questa situazione e perché non sia intervenuto con un decreto ad hoc o una norma transitoria, nelle more del nuovo regolamento. soprattutto, vogliamo sapere che cosa intenda fare ora, in quali tempi garantirà la riattivazione della piattaforma e quali misure urgenti adotterà con l'iss, le regioni e il garante. la sorveglianza epidemiologica è uno strumento fondamentale di salute pubblica e non può essere fermata da un inghippo burocratico. il nostro paese non può restare senza una sorveglianza attiva”.

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