Papa Leone riceve Bob Dylan in Vaticano
di Iacopo ScaramuzziPapa Leone XIV ha ricevuto in Vaticano Bob Dylan.
A darne notizia è l’Osservatore Romano, che pubblica in prima pagina l’immagine dell’incontro con la seguente didascalia: “Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 4 novembre, Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza privata il signor Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan”. Dylan indossava una felpa nera col cappuccio.
Ad accompagnarlo dal Papa è stato padre Antonio Spadaro, gesuita e sottosegretario del dicastero vaticano per la Cultura, che già nei mesi scorsi aveva accompagnato da Leone la cantante Patti Smith.
“Oggi ho accompagnato Bob Dylan da Papa Leone insieme ad Andrea Monda”, direttore dell’Osservatore Romano, scrive su X il gesuita. “Non senza l’emozione di vivere un incontro che ha il sapore della storia e la sensazione che, ad ogni passo nel Palazzo apostolico, sarebbe potuta accadere qualunque cosa! Con noi Carlo Feltrinelli, e Susan Pullman”.
L’udienza, scrive su Vatican News Salvatore Cernuzio, è stata “breve, con saluti e sca…
Papa Leone XIV ha ricevuto in Vaticano Bob Dylan.
A darne notizia è l’Osservatore Romano, che pubblica in prima pagina l’immagine dell’incontro con la seguente didascalia: “Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 4 novembre, Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza privata il signor Robert Allen Zimmerman, in arte Bob Dylan”. Dylan indossava una felpa nera col cappuccio.
Ad accompagnarlo dal Papa è stato padre Antonio Spadaro, gesuita e sottosegretario del dicastero vaticano per la Cultura, che già nei mesi scorsi aveva accompagnato da Leone la cantante Patti Smith.
“Oggi ho accompagnato Bob Dylan da Papa Leone insieme ad Andrea Monda”, direttore dell’Osservatore Romano, scrive su X il gesuita. “Non senza l’emozione di vivere un incontro che ha il sapore della storia e la sensazione che, ad ogni passo nel Palazzo apostolico, sarebbe potuta accadere qualunque cosa! Con noi Carlo Feltrinelli, e Susan Pullman”.
L’udienza, scrive su Vatican News Salvatore Cernuzio, è stata “breve, con saluti e scambi di battute”.
Il sito di informazione vaticana ricorda che il noto cantautore e poeta statunitense, 85 anni, premio Nobel per la Letteratura, è a Roma dove domani, giovedì 5 novembre, si esibirà al Palazzo dello Sport per il passaggio autunnale del Rough and Rowdy Ways Tour, la serie di concerti con tappe pure a Milano e Bologna noti anche per il divieto di riprese con gli smartphone.
“Il Papa che dalla Loggia si è presentato come ‘un figlio di sant’Agostino’ conosce la musica di Dylan, e Dylan era contento di conoscere il papa americano”, scrive sull’Osservatore Romano padre Spadaro, sottolineando che “il legame sotterraneo di affinità tra Bob Dylan e sant’Agostino è stato esplorato da critici musicali, teologi e saggisti, e tocca le radici stesse della visione dylaniana del mondo maturata tra blues e gospel”. Il gesuita ricorda anche che “nel 2016 l’Accademia svedese gli assegnò il Nobel per la letteratura e per due settimane non riuscì a parlargli. Lo ritirò per lui Patti Smith, che ha incontrato Leone lo scorso 21 luglio”.
Il Papa nato a Chicago, ricorda sempre il sito vaticano, aveva citato Bob Dylan nel luglio 2026, quando – firmando la prefazione di un libro della Libreria editrice vaticana dal titolo Disarmata e disarmante. La pace è un dono – utilizzava le parole di una sua composizione poetica (rivolta figurativamente alla bomba atomica) per lanciare un severo monito contro il riarmo globale e l’incubo del nucleare: “Ti odio perché ti ha fatto l’uomo e l’uomo ti possiede e l’uomo ti maneggia”. I versi che il Papa citava nel libro a cura del giornalista Alessandro Banfi appartengono a Go Away You Bomb (Vai via, bomba), un testo di protesta che l’autore scrisse nel 1963 nel pieno delle tensioni della Guerra Fredda. Un’opera particolare visto che il brano non è mai stato inciso o pubblicato ufficialmente negli album musicali e il manoscritto originale è rimasto inedito fino al ritrovamento nel 2013.
Nel 1997 Dylan fu invitato ad esibirsi insieme ad altri artisti al XXIII Congresso Eucaristico Nazionale a Bologna, davanti al Papa – allora Giovanni Paolo II – e ad una folla di circa 300 mila giovani.