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Nazisti, razzisti e misogini. Ecco i Male Legion, il gruppo che ha rivendicato l’ondata di allarmi

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Nati in Russia nel 2016, sono stati banditi nel 2021. Noti per le campagne di dossieraggio contro attivisti e falsi allarmi sequestro o bomba per colpire soggetti e locali considerati troppo progressisti, dal 2022 sono diventati fra i più ferrei sostenitori della guerra in Ucraina
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L’attendibilità è ancora tutta da capire. Ma al momento c’è una rivendicazione per l’ondata di allarmi bomba, diciannove al momento, che ha scatenato il caos nei cieli europei. È arrivata per mail a diversi scali, con un testo standard che segnala ordigni su diversi aerei, firmata dai Combattenti dello Stato Maschile. È la traduzione di Muzhskoe Gosudarstvo, noto anche Male Legion o Male State, uno dei più violenti movimenti dell’estrema destra russa.

Vecchi clienti delle agenzie di cybersicurezza

Nati in Russia nel 2016, non sono degli sconosciuti per le agenzie di cybersicurezza, che in passato li hanno collocati fra i soggetti di massima pericolosità. Non si tratta però di un collettivo di hacker, sebbene nel gruppo – dimostrano le azioni del passato – ci sia più di uno con conoscenze informatiche avanzate, che hanno permesso azioni e attacchi in Russia e all’estero.

L’attendibilità è ancora tutta da capire. Ma al momento c’è una rivendicazione per l’ondata di allarmi bomba, diciannove al momento, che ha scatenato il caos nei cieli europei. È arrivata per mail a diversi scali, con un testo standard che segnala ordigni su diversi aerei, firmata dai Combattenti dello Stato Maschile. È la traduzione di Muzhskoe Gosudarstvo, noto anche Male Legion o Male State, uno dei più violenti movimenti dell’estrema destra russa.

Vecchi clienti delle agenzie di cybersicurezza

Nati in Russia nel 2016, non sono degli sconosciuti per le agenzie di cybersicurezza, che in passato li hanno collocati fra i soggetti di massima pericolosità. Non si tratta però di un collettivo di hacker, sebbene nel gruppo – dimostrano le azioni del passato – ci sia più di uno con conoscenze informatiche avanzate, che hanno permesso azioni e attacchi in Russia e all’estero.

L’inizio su Vkontakte

Fondato dal blogger Vladislav Pozdnyakov, il movimento è nato come comunità chiusa sulla piattaforma social VKontakte (l’equivalente russo di Facebook) per poi tracimare su una serie di canali telegram. Un’aquila bicefala nera stilizzata, chiaramente ispirata a quella nazista, accompagnata dalle lettere cirilliche "МГ”, come simbolo, misoginia, omofobia, odio razziale, lotta al multiculturalismo, suprematismo bianco come tratto distintivo, il movimento ha finito per aggregare centinaia di migliaia di utenti sui propri canali. Ma non si è limitato alla mera propaganda. Nel periodo di picco, ha creato anche sezioni fisiche regionali in tutta la Russia.

Cyberbullismo, doxxing e minacce

Pozdnyakov, affiancato dagli storici collaboratori Dmitry Gubanov e Igor Nosov, ha iniziato a farsi notare per la feroce opposizione all’approvazione della legge contro la violenza domestica, per poi dedicarsi a vere e proprie campagne contro attivisti Lgbtq+, attivisti e politici per i diritti civili, brand inclusivi. Vkontakte ha bloccato il canale, ma il gruppo già aveva messo radici su altre piattaforme. Nel mirino dell’antiterrorismo e dei tribunali russi, che hanno più volte messo sotto inchiesta Pozdnyakov, il gruppo è finito per le attività di cyber-bullismo, doxxing (diffusione di dati privati) e le minacce di morte contro donne, attivisti e coppie interrazziali, ma l’allerta vera è scattato dopo le prime operazioni di swatting.

Falsi allarmi su bombe e sequestri

Sostanzialmente, si tratta di false segnalazioni anonime alle forze dell'ordine a cui viene riferito di sparatorie, omicidi o sequestri in corso, così dettagliate e credibili da spingere gli agenti a fare irruzione nell'abitazione di una vittima innocente. A essere colpiti, blogger, attivisti, politici, o chiunque si opponesse alle loro campagne d’odio. Un’altra ondata di attacchi ha riguardato locali commerciali e ristoranti in Russia, dove le squadre d’assalto si sono presentate dopo falsi allarmi bomba arrivati via email. Stesso metodo utilizzato per seminare il panico in Montenegro, dove un’ondata di missive elettroniche ha provocato l’irruzione delle forze speciali in strutture critiche, tra cui il più grande centro commerciale di Budva e diverse scuole pubbliche.

Il fondatore condannato e il movimento bandito in Russia

All’epoca Pozdnyakov, su cui pendeva una condanna a due anni per estremismo, era un ricercato. Nell'ottobre 2021 un tribunale di Nizhny Novgorod, in Russia, ha dichiarato il movimento “organizzazione estremista” e lo ha bandito dalla Russia, Apple e Android hanno cancellato i canali da tutte le piattaforme, ma il movimento non si è fermato. Con l’inizio della guerra in Ucraina ha solo cambiato pelle, diventando uno dei più ferventi sostenitori dell’invasione del governo che in precedenza avversava perché “troppo liberale”.

La svolta con l’inizio della guerra in Ucraina

Sui social, i canali, ribattezzati “Male Legion” o con il nome del fondatore, sono diventati fra i più attivi nel diffondere immagini e video di azioni di guerra, conditi da continui riferimenti al nazismo. Di Pozdnyakov la stampa russa si è occupata anche di recente: il 28 ottobre 2025 si erano diffuse notizie secondo le quali il blogger sarebbe stato ucciso a colpi d'arma da fuoco in Indonesia. Due giorni dopo però, aveva ricostruito l'agenzia russa Ura, era riapparso ammettendo di aver inscenato la propria morte per attirare l'attenzione e suscitare reazioni sui social.

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