Era un promemoria per comprendere quello che il servizio pubblico ha fatto per loro. Ai cittadini che accedevano al servizio sanitario nazionale sarebbe stata comunicata, sui documenti cartacei o informatici dei pronto soccorso e degli ambulatori, il costo di quella prestazione. Non si trattava di un conto da pagare ma di una comunicazione simbolica. A prevedere la novità, già adottata in alcune Regioni, è stata la prima stesura della legge Finanziaria, in un comma degli articoli della manovra dedicati alla sanità, che non costava niente. L’aula della Camera ha però deciso di stralciarla perché “di carattere ordinamentale e organizzativo e priva di effetti finanziari”-
L’articolo della Finanziaria
“Al fine di garantire la massima trasparenza in materia di costi delle prestazioni sanitarie a carico del servizio sanitario nazionale erogate dalle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, con riferimento alle prestazioni di specialistica ambulatoriale e di pronto soccorso non s…
Era un promemoria per comprendere quello che il servizio pubblico ha fatto per loro. Ai cittadini che accedevano al servizio sanitario nazionale sarebbe stata comunicata, sui documenti cartacei o informatici dei pronto soccorso e degli ambulatori, il costo di quella prestazione. Non si trattava di un conto da pagare ma di una comunicazione simbolica. A prevedere la novità, già adottata in alcune Regioni, è stata la prima stesura della legge Finanziaria, in un comma degli articoli della manovra dedicati alla sanità, che non costava niente. L’aula della Camera ha però deciso di stralciarla perché “di carattere ordinamentale e organizzativo e priva di effetti finanziari”-
L’articolo della Finanziaria
“Al fine di garantire la massima trasparenza in materia di costi delle prestazioni sanitarie a carico del servizio sanitario nazionale erogate dalle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate, con riferimento alle prestazioni di specialistica ambulatoriale e di pronto soccorso non seguito da ricovero per accessi non caratterizzati da condizioni di emergenza o urgenza – era scritto nel testo – sono stabilite le caratteristiche del documento riepilogativo da rilasciare all’assistito, in forma digitale o cartacea, contenente le informazioni riguardanti la tipologia di prestazione resa, la corrispondente tariffa, nonché le relative modalità di rilascio”. Per la misura era previsto un decreto del ministero alla Salute e l’intesa in Conferenza delle Regioni. Non è escluso a questo punto che si cerchi di introdurla attraverso un nuovo atto,
Non era un ticket
La novità serviva a far conoscere ai cittadini i costi per il sistema pubblico di una visita specialistica o un esame oppure dell’assistenza fornita dal pronto soccorso a chi non ha problemi urgenti. Per questo tipo di servizi alcuni cittadini devono pagare un ticket (a meno che non sia esente) che sono comunque molto inferiori al costo reale delle cure al pronto soccorso o di visite ed esami. Sensibilizzare serviva a far comprendere ai cittadini quali sono i costi della sanità pubblica, finanziata dal gettito fiscale.