Un caso inedito, unico. Ma non dimentichiamo che dietro c’è una persona che è morta, un’altra che sconta una pena e un presunto innocente che rischia il processo. Una vicenda drammatica, non una fiction», dice Gian Luigi Gatta, professore di diritto penale alla Statale di Milano, che affronta i vari scenari possibili del rompicapo giudiziario di Garlasco.
Partiamo dalle ipotesi. Se non passasse la richiesta di revisione per Stasi, e Sempio venisse condannato, avremmo due colpevoli per l’omicidio di Chiara Poggi. Cosa succederebbe?
«Ci sarebbe un contrasto tra giudicati. Ciascuno dei due condannati potrebbe lamentare l’inconciliabilità della propria sentenza con l’altra. Sarebbe un cortocircuito che il nostro ordinamento risolve con i “tempi supp…
Un caso inedito, unico. Ma non dimentichiamo che dietro c’è una persona che è morta, un’altra che sconta una pena e un presunto innocente che rischia il processo. Una vicenda drammatica, non una fiction», dice Gian Luigi Gatta, professore di diritto penale alla Statale di Milano, che affronta i vari scenari possibili del rompicapo giudiziario di Garlasco.
Partiamo dalle ipotesi. Se non passasse la richiesta di revisione per Stasi, e Sempio venisse condannato, avremmo due colpevoli per l’omicidio di Chiara Poggi. Cosa succederebbe?
«Ci sarebbe un contrasto tra giudicati. Ciascuno dei due condannati potrebbe lamentare l’inconciliabilità della propria sentenza con l’altra. Sarebbe un cortocircuito che il nostro ordinamento risolve con i “tempi supplementari”. Per esempio con una doppia richiesta di revisione: sia Stasi sia Sempio potrebbero presentarla».
E se finisse zero a zero? Stasi innocente e Sempio assolto...
«Per questo omicidio non ci possono essere due colpevoli. Ma due innocenti, sì: il presupposto dovrebbe essere una revisione della condanna di Stasi e un’assoluzione di Sempio: se dovesse restare anche un solo dubbio, le regole imporrebbero di scagionarlo. Arriveremmo a un esito insoddisfacente per i parenti della vittima. Ma il sistema ha le sue regole e garanzie. Non si deve individuare un colpevole a tutti i costi: è la tentazione che si annida dietro casi come questo».
Terzo scenario. Un nuovo colpevole: Sempio.
«Metterebbe in luce uno dei più gravi errori giudiziari della storia italiana, un danno enorme nei confronti di Stasi ma anche dei parenti della vittima. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno, ci sarebbe da dire che il sistema funziona anche a distanza di tempo perché è in grado di individuare un errore. Questa vicenda ci deve far pensare anche al problema della conservazione dei corpi di reato. Se oggi è possibile che un processo si riapra, pensi tra vent’anni».
E se si tornasse al punto di partenza? Sempio assolto e Stasi che rimane l’unico colpevole.
«Anche questo è possibile. Viene da chiedersi: molto rumore per nulla? Secondo me no, perché se la procura di Pavia ritiene di avere in mano elementi per riaprire il caso, se c’è un dubbio ragionevole che un condannato per un reato così grave sia innocente, è giusto accertarlo. Non mi sentirei di criticare i pm. Ne sarebbe valsa la pena, sarebbe stato ingiusto non farlo».
La difesa di Sempio chiederà al gup di aspettare l’esito della revisione prima di esprimersi sulla richiesta di processo. Cosa ne pensa?
«Formalmente sono due procedimenti distinti. In caso di richiesta di revisione, per ragioni di opportunità e buon senso, è verosimile che il giudice di Sempio fissi il calendario delle sue udienze in modo da attendere e capire cosa succede nell’altro procedimento. Ma non ha alcun vincolo, la legge non prevede una sospensione: i due procedimenti potrebbero anche andare in parallelo. I tempi? Non saranno certo brevi, si misurano in anni».