PARIGI – È un giallo il comportamento del pilota del volo Aer Lingus da Dublino a Roma, protagonista ieri mattina di un braccio di ferro nei cieli francesi che si è trasformato in un caso giudiziario. La procura di Évreux, in Normandia, ha aperto un’inchiesta con al centro il comandante irlandese che ieri mattina, quando una serie di allarmi bomba ha seminato il panico nei cieli europei, ha rifiutato di obbedire all’ordine delle autorità francesi per atterrare nella base aerea militare 105 a un centinaio a ovest di Parigi. Un comportamento ancora senza spiegazione, che ha costretto l’aeronautica francese a mobilitare due jet militari, un Rafale e un Mirage 2000, per scortare l’Airbus A320 fino alla base normanna. «Poiché il pilota non ha collaborato come previsto con le autorità, il primo ministro ha immediatamente ordinato ai caccia di intercettare l’aereo e scortarlo», ha spiegato il governo francese.
PARIGI – È un giallo il comportamento del pilota del volo Aer Lingus da Dublino a Roma, protagonista ieri mattina di un braccio di ferro nei cieli francesi che si è trasformato in un caso giudiziario. La procura di Évreux, in Normandia, ha aperto un’inchiesta con al centro il comandante irlandese che ieri mattina, quando una serie di allarmi bomba ha seminato il panico nei cieli europei, ha rifiutato di obbedire all’ordine delle autorità francesi per atterrare nella base aerea militare 105 a un centinaio a ovest di Parigi. Un comportamento ancora senza spiegazione, che ha costretto l’aeronautica francese a mobilitare due jet militari, un Rafale e un Mirage 2000, per scortare l’Airbus A320 fino alla base normanna. «Poiché il pilota non ha collaborato come previsto con le autorità, il primo ministro ha immediatamente ordinato ai caccia di intercettare l’aereo e scortarlo», ha spiegato il governo francese.
Il procuratore Rémi Coutin, arrivato nella base militare, ha spiegato che è stata aperta un’inchiesta per chiarire cosa sia successo nella cabina di pilotaggio. «Sono sul posto per chiarire il comportamento del pilota irlandese che avrebbe rifiutato di ottemperare all’ordine di atterrare in un aeroporto militare, preferendo un aeroporto civile» ha spiegato Coutin. Il comandante deve essere interrogato dagli investigatori in un’audizione volontaria, senza essere ancora sottoposto a fermo né formalmente incriminato per un reato. «Deciderò successivamente se procedere a un eventuale fermo» ha precisato il magistrato, evocando una possibile violazione del codice dei trasporti francese. L’inchiesta è stata affidata congiuntamente a tre diversi reparti della gendarmeria, tra cui quelli specializzati nei trasporti aerei e nell’aeronautica militare. Anche il copilota dell’A320, di nazionalità britannica, sarà interrogato dagli investigatori, che analizzeranno inoltre la scatola nera dell’aereo per ricostruire le comunicazioni e le decisioni prese durante il volo.
Il braccio di ferro tra le autorità francesi e il comandante del volo EI402 partito da Dublino ha costretto l’aeronautica a mobilitare due jet miliatri che si sono alzati in volo per scortare l’Airbus A320 fino alla base militare. Secondo i dati del sito specializzato Flightradar24, l’aereo diretto all’aeroporto di Roma-Fiumicino stava sorvolando la regione parigina prima di cambiare rotta verso la Normandia. Un altro dettaglio è da chiarire. Durante il volo il comandante ha attivato il codice Squawk 7700, il segnale internazionale di emergenza utilizzato nell’aviazione civile, trasmesso attraverso il transponder dell’aereo. A differenza del codice 7500, utilizzato per segnalare un dirottamento illecito, il 7700 indica un’emergenza generale, che può riguardare problemi tecnici, sanitari o minacce alla sicurezza.
Le ragioni del rifiuto di atterrare nella base militare da parte del comandante irlandese restano ancora misteriose. Aer Lingus si è limitata a confermare che il volo è stato dirottato per ragioni di sicurezza ed è atterrato senza incidenti a Evreux, senza commentare l’inchiesta aperta dalla magistratura francese sul comportamento del comandante. Secondo la testimonianza di una passeggera a bordo il pilota aveva spiegato che la minaccia bomba non sembrava credibile. Il comandante potrebbe aver valutato in modo diverso il livello di rischio, preferendo uno scalo civile per ragioni operative e di sicurezza. L’associazione irlandese dei piloti ha preso le difese del collega, ricordando ieri che la responsabilità principale di un comandante resta la protezione dei passeggeri e dell’equipaggio. Le autorità francesi contestano però proprio il mancato rispetto delle istruzioni ricevute a garanzia di chi era su quel volo.