Cronaca

Allarmi bomba sugli aerei, un’altra giornata di caos. Meloni: “siamo preoccupati”

Wizz Air and Ryanair aircrafts at Milan Malpensa Airport, after a Wizz Air flight from Milan to Warsaw was diverted to Vienna following a bomb threat, amid a series of similar threats affecting flights across Europe, in Ferno, near Milan, Italy, November 5, 2026. REUTERS/Claudia Greco
Wizz Air and Ryanair aircrafts at Milan Malpensa Airport, after a Wizz Air flight from Milan to Warsaw was diverted to Vienna following a bomb threat, amid a series of similar threats affecting flights across Europe, in Ferno, near Milan, Italy, November 5, 2026. REUTERS/Claudia Greco (reuters)

Segnalazioni in tutto il continente, tre in Italia. Evacuate le sedi di media in Irlanda e Bulgaria. La rivendicazione: “È solo l’inizio”

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Era attesa e puntuale è arrivata. Per il secondo giorno consecutivo un’ondata di falsi allarmi bomba ha scatenato il caos nei cieli europei, con voli dirottati, scortati dai caccia e bonificati all’arrivo, proprio mentre una serie di false segnalazioni venivano recapitate alle redazioni di una ventina di media tra Irlanda, Gran Bretagna e Bulgaria.

Le intelligence se lo aspettavano, anzi — si ragiona — in un certo senso non avrebbe potuto essere altrimenti. Una campagna di swatting — così si chiama in gergo — non necessita di grandi risorse. Per inviare una valanga di falsi allarmi relativi a obiettivi sensibili, bastano una serie di account trafugati o anonimizzati — sono diversi i provider che li forniscono — e connessioni private o cifrate che schermano l’origine del traffico telematico o telefonico. Quelle individuate con i primi approfondimenti sono di livello avanzato, ma perché uno swatting sia efficace non è neanche necessario. E il risulto è massimo: servizi di sicurezza mobilitati, danni economici, ma soprattutto panico e disorientamento nella popolazione.

Un fenomeno che le intelligence monitorano da tempo con preoccupazione: gli attacchi aumentano a ritmo vertiginoso. Solo nell’ultimo anno, afferma il Dipartimento di sicurezza, quelli sulle scuole Usa sono aumentati del 540%. Protocolli per identificare la natura dei messaggi, form che identifichino utenti sospetti e filtri esistono e sopra ci si lavora, ma in caso di obiettivi sensibili la prudenza è d’obbligo.

Ecco perché alla fine dell’ennesima giornata di falsi allarmi, si possono solo fare i conti. Con 9 voli monitorati Praga è stato lo scalo messo più sotto stress, altri quattro su Madrid, due in Italia, altri ancora a Bruxelles, Parigi e Sofia. In tutto sono almeno 22, che si aggiungono ai 25 aerei disturbati da falsi allarmi bomba il giorno prima, ai sette del 2 novembre, come all’unica segnalazione dell’1 novembre, in un mese complicato da attacchi ai sistemi di refrigerazione in tutta Europa e ondate di falsi allarmi nelle scuole di Italia, Serbia, Scozia, Irlanda del Nord e Ungheria. Al caos nei cieli, ieri si è aggiunto il tentativo di mettere a soqquadro i media, con almeno una decina fra radio, tv e giornali irlandesi evacuati e bonificati.

Allarmi bomba nei cieli europei, l'atterraggio dell'aereo e le procedure di sicurezza

Che si tratti di un’evoluzione “dell’attacco” al settore aereo del giorno precedente lo dichiara in una mail recapitata a diversi media irlandesi, britannici e bulgari il sedicente capo dell’organizzazione neonazista russa Male Legion che aveva rivendicato i primi attacchi. «Questo è solo l’inizio. Molto presto faremo saltare in aria i vostri aerei, navi da crociera, stazioni della metropolitana e treni», promette Mikhail Andropov. Un nome, fanno notare gli analisti, che evoca quello dello storico capo del Kgb poi diventato capo del partito, ma di cui non sembra esserci traccia sui canali ancora attivi del movimento. Esattamente gli stessi su cui il fondatore, Vladislav Pozdnyakov, smentisce qualsiasi coinvolgimento dell’organizzazione: «Non c’è più».

Tutti elementi da prendere con le pinze suggeriscono analisti e investigatori, sempre più inclini a leggere un disegno e una strategia unica nello sciame di allarmi e attacchi, ma probabilmente attori diversi e non in contrasto fra loro. «Per adesso però — spiega una fonte vicina al fascicolo — non ci sono elementi concreti». La prossima settimana a Bruxelles si riuniranno gli esperti della sicurezza aerea dei 27 Paesi per discutere le misure di risposta e prevenzione necessarie, ma al momento, conferma la commissione Ue ai Trasporti, «tocca alle autorità nazionali procedere». In Italia le procure di Milano, Busto Arsizio e Roma procedono per procurato allarme, ma è lavoro che anche la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo segue da vicino. Diverso il discorso per l’attacco hacker ai refrigeratori: il procuratore nazionale Giovanni Melillo ha deciso di assumere il coordinamento delle indagini degli uffici interessati.

L’ondata di attacchi hacker e falsi allarmi «dice che sotto attacco sono le infrastrutture civili», afferma una preoccupata premier Meloni, mentre il ministro degli Esteri spagnolo Albares parla di «tentativo di aggressione ibrida e di guerra psicologica». Intanto in Europa cresce la preoccupazione per i vertici che giovedì e venerdì riuniranno a Dublino almeno 50 leader dell’Ue. «Si stanno mettendo a punto adeguati protocolli di risposta», assicura il premier Michael Martin. Ma il percorso per individuare l’origine della minaccia sembra invece tutto in salita.

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