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Fine vita, la presidente dell’Umbria: “Serve una legge nazionale per dare uguali diritti a tutti”

(ansa)

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La governatrice Stefania Proietti si è astenuta sul testo approvato dal centrosinistra: “Non possono decidere gli enti locali”
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Presidente Stefania Proietti, l’Umbria è la quinta regione italiana ad aver approvato una legge sul fine vita. Pensa che il governo impugnerà anche questa?

«Le leggi regionali sono state tutte impugnate, quindi mi aspetto che il governo lo faccia anche in questo caso. Nel merito ci sono state diverse strade: se la legge è scritta adeguatamente non viene bocciata».

Pensa che la legge approvata dalla sua maggioranza di centrosinistra e sulla quale lei non ha partecipato al voto supererà il vaglio della Consulta?

«Il punto, secondo me, è uno. Su un tema come quello del fine vita non possono essere le regioni a legiferare».

Perché?

«Per un motivo di equità e serietà perché stante il fatto che le sentenze della Corte hanno riconosciuto un diritto di autodeterminazione delle persone, nello stesso tempo le procedure del servizio sanitario nazionale non possono essere regolamentate in modo diverso da Regione a Regione».

È necessaria una legge nazionale?

«Certo, torno a chiedere con forza che …

Presidente Stefania Proietti, l’Umbria è la quinta regione italiana ad aver approvato una legge sul fine vita. Pensa che il governo impugnerà anche questa?

«Le leggi regionali sono state tutte impugnate, quindi mi aspetto che il governo lo faccia anche in questo caso. Nel merito ci sono state diverse strade: se la legge è scritta adeguatamente non viene bocciata».

Pensa che la legge approvata dalla sua maggioranza di centrosinistra e sulla quale lei non ha partecipato al voto supererà il vaglio della Consulta?

«Il punto, secondo me, è uno. Su un tema come quello del fine vita non possono essere le regioni a legiferare».

Perché?

«Per un motivo di equità e serietà perché stante il fatto che le sentenze della Corte hanno riconosciuto un diritto di autodeterminazione delle persone, nello stesso tempo le procedure del servizio sanitario nazionale non possono essere regolamentate in modo diverso da Regione a Regione».

È necessaria una legge nazionale?

«Certo, torno a chiedere con forza che venga chiamato in causa il Parlamento. Già avevo chiesto alla mia maggioranza di non correre con una legge regionale, anche se era stata avanzata una proposta popolare che merita rispetto».

Matteo Salvini ha però detto chiaramente non ci sarà tempo in questa legislatura per approvare una legge nazionale. Quelle regionali servono a riempire un vuoto?

«Il tema è sul tavolo già da molto tempo. Tante Regioni, come l’Umbria, si sono trovate ad adempiere a quello che i tribunali hanno deciso. Ma ogni cittadino ha diritto alle stesse cure. La competenza di uno Stato è maggiore di quella di una Regione se si tratta di affrontare tutte le tematiche, come particolari tecnici che possono riguardare l’uso dei farmaci».

Dopo un lungo percorso giudiziario, come Regione, avete aiutato la giornalista Laura Santi ad avere accesso al suicidio assistito attraverso l’auto-somministrazione di un farmaco letale. Alla luce di questa storia non serve fare in fretta anche, eventualmente, con le leggi regionali in mancanza di quella nazionale?

«Per me è stato un privilegio parlare con Laura Santi e starle vicino, ho potuto capire direttamente dalla sua viva voce il senso della lotta che lei aveva fatto, le motivazioni più profonde, e anche i limiti del sistema sociosanitario che non sta facendo abbastanza per le fragilità».

Come detto, lei è uscita al momento del voto della legge, dopo aver spiegato in aula le ragioni, avrebbe anche potuto ostacolare il percorso.

«In realtà il mio voto, anche se negativo, non avrebbe influenzato l’esito della votazione. Io come presidente con delega alla sanità avrei invece potuto ostacolare il percorso di Laura e non lo ho fatto».

Perché?

«A marzo dell’anno scorso abbiamo preso in carico Laura, che poi ci ha lasciato a luglio. Pur partendo dalle mie convinzioni etiche che la vita è più importante di tutto, nel mio ruolo di responsabilità sono entrata nella storia di Laura, la ho incontrata, ascoltata, capita; lei aveva già prenotato il suo fine vita in Svizzera. Così ho pensato solo a tutto quello che avrei potuto fare per lei, per farla stare bene in quelli che, come aveva già deciso, sarebbero stati i suoi ultimi giorni considerato che già aveva preso e formalizzato la sua decisione».

Il tema che divide la maggioranza di governo è il ruolo che deve avere il servizio sanitario nazionale, lei che ne pensa?

«Il tema del fine vita va trattato al più alto livello legislativo, solo così si possono delineare il ruolo e le competenze del sistema sanitario nazionale in maniera uniforme in tutto il nostro Paese e non così com’è ora con differenze e discriminazione tra le diverse regioni».

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