L’almanacco del giorno, 12 luglio, accadde oggi: la cecchina dell’Armata rossa Lyudmila Pavlichenko
di Luigi GaetaniAlexander Hamilton è stato uno dei padri fondatori degli Usa, militare durante la Rivoluzione e valido ministro del Tesoro nel primo governo Washington. Purtroppo, all'epoca, anche le controversie politiche potevano sfociare in questioni d'onore – e dunque, di pistola. Il vicepresidente Aaron Burr era uno dei suoi avversari più accaniti. Quando Hamilton lo criticò con espressioni troppo forti, Burr lo sfidò a duello. E lo centrò in pieno, uccidendolo il 12 luglio 1804. Aveva un'ottima mira Lyudmila Pavlichenko, nata il 12 luglio 1916 vicino Kiev. Aveva iniziato a sparare da ragazzina e quando nel 1941 i nazisti invasero l'Urss lei chiese di entrare nell'Armata Rossa. Avrebbero voluto farle fare l'infermiera, ma lei aveva altre idee: diventò una cecchina. In circa un anno uccise 309 nemici, una delle tiratrici più efficaci della storia. Dopo essere stata ferita, fu mandata in tour promozionale in America, per convincere Washington ad aprire un secondo fronte contro la Germania. Incontrò Roosevelt e fu la prima cittadina sovietica ricevuta alla Casa Bianca. I giornalisti americani non la presero sul serio: erano più interessati al suo abbigliamento, volevano sapere che biancheria portava sotto la divisa e se al fronte si truccava. Lei rispose: “Sono orgogliosa di indossare l'uniforme della leggendaria Armata Rossa. È stata santificata dal sangue dei miei compagni, caduti combattendo i fascisti”.