Il 15 luglio 1965 la sonda Mariner 4 della Nasa raggiunse Marte. Nel momento del flyby – l'avvicinamento massimo – la fotocamera di bordo scattò le prime immagini ravvicinate della superficie. Si scoprì che i famosi “canali”, avvistati da Schiaparelli nell'Ottocento, altro non erano che un'illusione ottica. E soprattutto che il pianeta, coperto di crateri e con un'atmosfera rarefatta, era molto meno “abitabile” di quanto si ipotizzasse. Dieci anni più tardi, 15 luglio 1975, a sette ore di distanza l'una dall'altra, decollarono una navicella Soyuz del Programma spaziale sovietico (da Bajkonur, con due astronauti a bordo) e una Apollo della Nasa (da Cape Canaveral, con tre uomini di equipaggio). Era la prima collaborazione "stellare" tra Stati Uniti e Urss, simbolo di distensione tra le due superpotenze. Due giorni dopo, milioni di persone assistettero in tv all'agganciamento tra le due capsule. Seguì la prima stretta di mano in orbita tra i due comandanti, Thomas Stafford e Alexei Leonov.
L’almanacco del 15 luglio, accadde oggi: la prima sonda su Marte
di Luigi Gaetani
Nel 1965 le immagine ravvicinate della superficie