CITTA’ DEL VATICANO – CE n’è uno che rimarrà per tutto il tempo delle votazioni in un piccolo locale tecnico vicino alla Cappella Sistina, con un comando remoto della stufa da attivare nel caso si inceppi proprio al momento di far partire le fumate che annunciano al mondo l’esito degli scrutini.
Altri due si occuperanno di predisporre le composizioni floreali per il luogo della preghiera e per quello del voto. Poi ci saranno autisti per accompagnare gli elettori da casa Santa Marta al Palazzo apostolico, cinque fra elettricisti e ascensoristi, altri quattro tecnici termo-idraulici oltre a quello addetto alla stufa. Non mancheranno medici e infermieri. E il personale per mensa e pulizie, tra cui alcune suore che si occupano ordinariamente di casa Santa Marta.
I nomi però non vengono resi noti. Sono gli invisibili del conclave: dinamici e laboriosi ma il più possibile silenziosi e assolutame…
CITTA’ DEL VATICANO – CE n’è uno che rimarrà per tutto il tempo delle votazioni in un piccolo locale tecnico vicino alla Cappella Sistina, con un comando remoto della stufa da attivare nel caso si inceppi proprio al momento di far partire le fumate che annunciano al mondo l’esito degli scrutini.
Altri due si occuperanno di predisporre le composizioni floreali per il luogo della preghiera e per quello del voto. Poi ci saranno autisti per accompagnare gli elettori da casa Santa Marta al Palazzo apostolico, cinque fra elettricisti e ascensoristi, altri quattro tecnici termo-idraulici oltre a quello addetto alla stufa. Non mancheranno medici e infermieri. E il personale per mensa e pulizie, tra cui alcune suore che si occupano ordinariamente di casa Santa Marta.
I nomi però non vengono resi noti. Sono gli invisibili del conclave: dinamici e laboriosi ma il più possibile silenziosi e assolutamente riservati. Pena la scomunica. Saranno in clausura anche loro, non potranno comunicare nemmeno con le famiglie. E non potranno mai raccontare ciò che vedranno e sentiranno in quei giorni. Domani giureranno nella Cappella Paolina, proprio come faranno due giorni dopo i cardinali. Ma, anche in questo caso, per loro la cerimonia avverrà lontano dai riflettori.
Insieme ai laici ci sarà una rappresentanza ecclesiastica, a partire dai sacerdoti a disposizione dei cardinali per confessarli nelle varie lingue. Due presuli avranno ruoli particolari ma dovranno uscire anche loro dalla Sistina al momento del voto: il maestro delle celebrazioni pontificie, Diego Ravelli, pronuncerà il celeberrimo extra omnes, il cardinale ultraottantenne Raniero Cantalamessa è stato scelto per pronunciare la predica che precede la prima votazione. L’arcivescovo brasiliano Ilson de Jesus Montanari è invece il segretario del collegio cardinalizio: al suo predecessore Lorenzo Baldisseri, Bergoglio cedette il copricapo rosso quando gli fu consegnato quello da papa. Un gesto ricorrente nella storia, anche se Ratzinger non lo fece con Francesco Monterisi nel 2005: la porpora gliela concesse ma solo a distanza di cinque anni.
Ecclesiastici saranno anche i sagrestani, mentre un assistente è previsto solo per il cardinale che presiede il conclave, in questo caso Pietro Parolin. Nulla di paragonabile al passato, quando tutti gli elettori si trascinavano dietro almeno un collaboratore ciascuno fino a costituire un piccolo popolo di conclavisti. Per queste persone, costrette a sistemazioni di fortuna nei pochi spazi a disposizione e con soluzioni igieniche precarie, la clausura diventava spesso fatale. Anche perché chi si ammalava non sempre veniva lasciato uscire dal conclave.
Ora i tempi sono cambiati, il personale di supporto agli elettori si è ridotto ma l’isolamento è rimasto un imperativo. A vigilare dall’interno ci sono anche il colonnello e un maggiore delle guardie svizzere e il direttore dei servizi pontifici di sicurezza con alcuni collaboratori. Martedì supervisioneranno all’apposizione di quasi 80 sigilli di piombo su tutti gli accessi al perimetro del conclave.