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I papabili, Parolin in pole ma salgono le quotazioni dell’americano Prevost

(ansa)

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Molto dipende dal risultato del primo scrutinio che, naturalmente, non si può conoscere. Tra gli asiatici attenzione anche a David
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Il paradosso finalmente sta per sciogliersi. Da una parte c’è il collegio cardinalizio più affollato e più internazionale della storia, 133 cardinali provenienti da 70 paesi diversi, molti non si conoscevano prima dei funerali di Francesco. Dall’altra c’è la necessità di trovare in tempi brevi un nuovo Papa alla Chiesa, le norme lo facilitano e l’opportunità politica di non mostrare una Chiesa disorientata lo consiglia. Ne verrà fuori un Pontefice che potrebbe essere una sorpresa, e non sarebbe una novità nella lunga storia della Chiesa, o uno dei favoriti. Il più papabile è il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano con Francesco. Sarebbe entrato in Conclave con una quarantina almeno di voti. Tutti gli riconoscono grandi doti diplomatiche, tanto più necessarie in un frangente geopolitico come quello attuale, non ha però un’esperienza pastorale in diocesi. Il drappello di conservatori potrebbe puntare sull’ungherese Peter Erdo per poi virare su un candidato più carismat…

Il paradosso finalmente sta per sciogliersi. Da una parte c’è il collegio cardinalizio più affollato e più internazionale della storia, 133 cardinali provenienti da 70 paesi diversi, molti non si conoscevano prima dei funerali di Francesco. Dall’altra c’è la necessità di trovare in tempi brevi un nuovo Papa alla Chiesa, le norme lo facilitano e l’opportunità politica di non mostrare una Chiesa disorientata lo consiglia. Ne verrà fuori un Pontefice che potrebbe essere una sorpresa, e non sarebbe una novità nella lunga storia della Chiesa, o uno dei favoriti. Il più papabile è il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano con Francesco. Sarebbe entrato in Conclave con una quarantina almeno di voti. Tutti gli riconoscono grandi doti diplomatiche, tanto più necessarie in un frangente geopolitico come quello attuale, non ha però un’esperienza pastorale in diocesi. Il drappello di conservatori potrebbe puntare sull’ungherese Peter Erdo per poi virare su un candidato più carismatico come il Patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa, che a 60 anni è un po’ giovane per diventare Papa ma gode di apprezzamenti trasversali. Nel Conclave plasmato all’ottanta per cento da Jorge Mario Bergoglio non c’è un gruppo bergogliano omogeneo, ma molti dei cardinali guidano o hanno guidato diocesi in giro per il mondo, il profilo pastorale potrebbe prevalere. Ci sono personalità più simili alla figura di Francesco, come il salesiano spagnolo Cristobal Lopez Romero, molti anni tra Paraguay e Bolivia, e ora arcivescovo di Rabat in Marocco, o il filippino Pablo Virgilio David, emerso nel corso delle congregazioni generali con un discorso che ha colpito molti confratelli, al punto che i 21 porporati asiatici potrebbero puntare su di lui, almeno inizialmente, anziché sul più noto connazionale Louis Antonio Tagle, prefetto di Propaganda Fide. Altro cardinale al quale molti guardano con interesse, in Europa ma non solo, è l’arcivescovo di Marsiglia Jean-Marc Aveline. Ma più ancora di altri potrebbe essere lo statunitense Francis Robert Prevost a venire fuori dalla Sistina vestito di bianco. Non è scontato per la Chiesa scegliere un porporato proveniente dalla superpotenza Usa, ma l’agostiniano di origini italiane, francesi e spagnole ha trascorso venti anni in Perù, da missionario e da vescovo. Francesco lo ha chiamato a Roma come prefetto del potente dicastero dei Vescovi. Pragmatico, carattere riservato ma non privo di personalità, è noto per le sue capacità di ascolto e di collaborazione. È apprezzato da cardinali dei più diversi orientamenti e potrebbe mettere d’accordo in tempi brevi un collegio cardinalizio mai così diversificato.

Pietro Parolin, il diplomatico della Santa Sede

Pietro Parolin, è nato a Schiavon, in provincia di Vicenza, 70 anni fa. Entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede nel 1986, nel 2002 Giovanni Paolo II lo ha nominato viceministro degli Esteri. Il cardinale Tarcisio Bertone lo inviò nunzio in Venezuela, nel 2009, papa Francesco lo ha richiamato a Roma, affidandogli in particolare il delicatissimo dossier dei rapporti con la Cina, sfociati in uno storico accordo bilaterale. Posizioni moderate, accompagna le grandi doti diplomatiche a un carattere gentile e uno humor sottile. (3,5: la quota dei bookmaker)

Pierbattista Pizzaballa, il Custode della Terra Santa

(agf)

Pierbattista Pizzaballa, nato 59 anni fa nel Bergamasco, attuale patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha trascorso più della metà della sua vita in Medio Oriente. Ha concepito la vocazione a 9 anni. Nel 2004 è stato nominato Custode di Terra Santa, incarico che ha ricoperto per ben dodici anni. Di orientamento tradizionale, negli anni è intervenuto quasi esclusivamente, e con grande chiarezza, sulle questioni mediorientali. Dopo il 7 ottobre è entrato due volte a Gaza per essere vicino alla locale parrocchia. (quota bookmaker: 8)

Jean-Marc Aveline, il francese del dialogo con l’Islam

(ansa)

Jean-Marc Aveline, 66 anni, è l’astro nascente del cattolicesimo francese. L’arcivescovo di Marsiglia, eletto recentemente presidente della conferenza episcopale d’Oltralpe, è un teologo di vaglia molto impegnato nel dialogo con l’Islam e su questioni come l’immigrazione. Ha imparato l’italiano, sebbene non sia ancora perfetto. In una messa a Roma prima del Conclave ha definito il pontificato di Francesco «immenso» e ricordato l’eredità del Concilio vaticano II e di tutti i Papi che ci sono stati da allora. (quota bookmaker: 17)

Robert Francis Prevost, il pragmatico missionario di Chicago

(ansa)

Nato 69 anni fa a Chicago da una famiglia di origini italiana, francese e spagnola, Robert Francis Prevost è stato nominato a sorpresa da papa Francesco, nel 2023, prefetto del potente dicastero dei vescovi, l’ufficio vaticano che seleziona i vescovi mondiali. Questo sacerdote agostiniano ha trascorso venti anni in Perù, dapprima come missionario poi, nominato da Bergoglio, come vescovo. Gran capacità di lavoro e di ascolto, riservato, pragmatico, è difficile trovare sue dichiarazioni sui temi caldi. È apprezzato da molti cardinali di varie aree. (quota bookmaker: 34)

Cristóbal López Romero, il salesiano spagnolo inviato a Raba

(reuters)

Europeo ma con una vasta esperienza in America latina e nord Africa, il cardinale Cristobal Lopez Romero, 72 anni, salesiano spagnolo, arcivescovo di Rabat, in Marocco, è fortemente impegnato nella difesa dei diritti dei migranti e nel dialogo con l’islam. Carattere gioviale, ha trascorso molti anni in Paraguay e Bolivia. “Le migrazioni non sono un problema ma la conseguenza di molti problemi”, ha detto. Diventare Papa? “Se mi vedo in pericolo di essere eletto inizio a correre e mi trovano in Sicilia”, ha scherzato il porporato spagnolo. (quota bookmaker: 51)

Luis Antonio Tagle, il filippino di Propaganda Fide

(agf)

Louis Antonio Tagle, 67 anni, è stato arcivescovo di Manila, la capitale delle Filippine, il terzo paese più cattolico del mondo dopo Brasile e Messico. Nel 2020 Francesco, che lo stimava da tempo, lo ha chiamato a Roma per guidare Propaganda Fide. È uno dei non numerosi cardinali conosciuti da quasi tutti i porporati di un collegio molto sparpagliato. Un altro filippino, però, è emerso nel frattempo, Pablo Virgilio David, 66 anni, una forte sensibilità sociale, stimato da porporati asiatici, europei e latino-americani. (quota bookmaker: 4,50)

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