CITTÀ DEL VATICANO – L’ultimo pomeriggio domenicale da cardinale aveva scaricato la tensione del preconclave sul campo di tennis a due passi da casa sua, ben nascosto nel complesso della curia generalizia degli agostiniani che lui stesso aveva fatto costruire quando era priore generale. Sette giorni dopo, Robert Prevost è già Leone XIV e il terzo giorno del pontificato lo ha iniziato sulla tomba di Pietro.
È arrivato a piedi insieme a monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Casa Pontificia. Mentre attraversava la piazza dietro all’ingresso del Petriano, alle spalle del colonnato di San Pietro, un gruppo di fedeli in coda per entrare in piazza l’ha visto e acclamato. Lui ha risposto con un cenno di saluto.
Ma il bagno di folla sarebbe arrivato dopo: a mezzogiorno c’erano 150mila persone, secondo le autorità italiane, per la prima recita del Regina Coeli, la preghiera della domenica che sostituisce l’Angelus durante il tempo di Pasqua. «Cari fratelli e sorelle, buona domenica»…
CITTÀ DEL VATICANO – L’ultimo pomeriggio domenicale da cardinale aveva scaricato la tensione del preconclave sul campo di tennis a due passi da casa sua, ben nascosto nel complesso della curia generalizia degli agostiniani che lui stesso aveva fatto costruire quando era priore generale. Sette giorni dopo, Robert Prevost è già Leone XIV e il terzo giorno del pontificato lo ha iniziato sulla tomba di Pietro.
È arrivato a piedi insieme a monsignor Leonardo Sapienza, reggente della Casa Pontificia. Mentre attraversava la piazza dietro all’ingresso del Petriano, alle spalle del colonnato di San Pietro, un gruppo di fedeli in coda per entrare in piazza l’ha visto e acclamato. Lui ha risposto con un cenno di saluto.
Ma il bagno di folla sarebbe arrivato dopo: a mezzogiorno c’erano 150mila persone, secondo le autorità italiane, per la prima recita del Regina Coeli, la preghiera della domenica che sostituisce l’Angelus durante il tempo di Pasqua. «Cari fratelli e sorelle, buona domenica», è stato il suo esordio. Un inchino con le mani giunte davanti al petto il suo congedo finale.
Sono stati momenti riservati invece quelli vissuti di prima mattina nelle grotte vaticane. Leone si è fermato in particolare sulle tombe di Paolo VI, Giovanni Paolo I e Benedetto XVI. Il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica, l’ha accompagnato nello splendido corridoio che porta alla cappella dove è sepolto Pio XII, poi un lungo momento di preghiera davanti al sarcofago di san Pietro. È lì accanto che ha celebrato la messa. «Tante volte Gesù dice nel Vangelo: non abbiate paura. Bisogna essere coraggiosi nella testimonianza che diamo, con la parola e soprattutto con la vita: dando la vita, servendo, qualche volta con grandi sacrifici per vivere proprio questa missione», ha detto il Papa nell’omelia pronunciata per metà in inglese e il resto in italiano. Ha aggiunto: «Penso che sia importante che tutti noi impariamo sempre di più ad ascoltare, per entrare in dialogo. Anzitutto con il Signore: sempre ascoltare la Parola di Dio. Poi anche ascoltare gli altri, sapere costruire i ponti, sapere ascoltare per non giudicare, non chiudere le porte pensando che noi abbiamo tutta la verità e nessun altro può dirci niente». Era presente padre Alejandro Moral Antón, il priore generale degli agostiniani. E c’era anche John Prevost, uno dei fratelli maggiori del pontefice, che è arrivato a Roma da New Lenox dopo la fumata bianca.
Ieri è stato anche il giorno in cui il Papa ha preso possesso formalmente dell’appartamento pontificio al terzo piano del Palazzo apostolico. I sigilli che erano stati posti dopo la morte di Francesco, sono stati rimossi dal nuovo pontefice dopo il Regina Coeli alla presenza di una piccola delegazione ufficiale composta dal camerlengo Kevin Farrell, dal segretario di Stato Pietro Parolin, dal sostituto per gli Affari generali Edgar Pena Parra, dal segretario per i Rapporti con gli Stati Paul Gallagher e da monsignor Sapienza. In attesa di capire se diventerà la nuova abitazione di Leone XIV, domenica prossima la recita del Regina Coeli potrebbe tornare alla finestra dello studio, come da consuetudine.
E nel frattempo, Prevost potrebbe prendere possesso, meno formalmente, anche del campetto da tennis che si trova in un angolo appartato dello stato pontificio, su viale Vaticano all’angolo con via Leone IV. L’ideale per un momento di relax anche da Papa.