I primi accertamenti effettuati sui resti del grande poeta cileno Pablo Neruda confermano che aveva un tumore molto avanzato alla prostata con metastasi e che, con tutta probabilità, fu questa la causa della sua morte il 23 settembre del 1973, dodici giorni dopo il golpe militare che abbatté Salvador Allende e il governo dell'Unidad Popular.
Dopo la denuncia del partito comunista cileno su un ipotetico intervento della polizia segreta di Pinochet che, secondo il suo ex autista Manuel Araya, poteva aver avuto un ruolo nella morte del poeta, il giudice cileno Mario Carroza aveva ordinato la riesumazione del corpo. Il 6 aprile scorso i resti di Neruda erano stati riesumati dalla tomba di Isla Negra dove il poeta giaceva insieme alla terza e ultima moglie Matilde Urrutia. Oggi Carroza ha ricevuto il dossier sugli esami radiologici e istologici nei quali si evidenzia lo stato molto avanzato del suo cancro.
I dubbi e la denuncia del Pc cileno erano sorti in seguito ad una intervista concessa nel 2011 dall'uomo che fu assistente personale e autista del poeta. Nell'intervista, rilasciata a quasi 40 anni dai fatti, Manuel Araya sosteneva che la morte di Neruda era stata la conseguenza di una iniezione letale fattagli da agenti del servizio segreto del regime nella clinica dove era ricoverato a Santiago del Cile, la stessa dove anni dopo morì, in circostanze sospette, l'ex presidente democristiano Frei. Secondo Araya gli agenti del regime avrebbero ucciso Neruda per evitare che si trasformasse in un simbolo dell'opposizione alla dittatura militare appena instaurata. Una versione giudicata però fantasiosa da tutti gli amici del poeta, militante comunista e premio Nobel, che sapevano quanto fosse grave la sua malattia in quelle tragiche settimane.
In ogni caso per una prova definitiva sulle cause della morte di Neruda il giudice cileno Carroza attende l'esito delle analisi tossicologi che ancora in corso presso i laboratori dell'Università della North Carolina, negli Stati Uniti. Eduardo Contreras, l'avvocato del Pc cileno che ha presentato la denuncia che ha dato origine all'esumazione dei resti, ha detto che le analisi preliminari confermano il tumore ma non escludono altre cause. Alla vigilia della sua morte Neruda, da tre giorni ricoverato nella clinica Santa Maria di Santiago, progettava di andare in esilio con la moglie Matilde Urrutia in Messico per organizzare la resistenza pacifica internazionale al golpe di Pinochet.
Dopo la denuncia del partito comunista cileno su un ipotetico intervento della polizia segreta di Pinochet che, secondo il suo ex autista Manuel Araya, poteva aver avuto un ruolo nella morte del poeta, il giudice cileno Mario Carroza aveva ordinato la riesumazione del corpo. Il 6 aprile scorso i resti di Neruda erano stati riesumati dalla tomba di Isla Negra dove il poeta giaceva insieme alla terza e ultima moglie Matilde Urrutia. Oggi Carroza ha ricevuto il dossier sugli esami radiologici e istologici nei quali si evidenzia lo stato molto avanzato del suo cancro.
I dubbi e la denuncia del Pc cileno erano sorti in seguito ad una intervista concessa nel 2011 dall'uomo che fu assistente personale e autista del poeta. Nell'intervista, rilasciata a quasi 40 anni dai fatti, Manuel Araya sosteneva che la morte di Neruda era stata la conseguenza di una iniezione letale fattagli da agenti del servizio segreto del regime nella clinica dove era ricoverato a Santiago del Cile, la stessa dove anni dopo morì, in circostanze sospette, l'ex presidente democristiano Frei. Secondo Araya gli agenti del regime avrebbero ucciso Neruda per evitare che si trasformasse in un simbolo dell'opposizione alla dittatura militare appena instaurata. Una versione giudicata però fantasiosa da tutti gli amici del poeta, militante comunista e premio Nobel, che sapevano quanto fosse grave la sua malattia in quelle tragiche settimane.
In ogni caso per una prova definitiva sulle cause della morte di Neruda il giudice cileno Carroza attende l'esito delle analisi tossicologi che ancora in corso presso i laboratori dell'Università della North Carolina, negli Stati Uniti. Eduardo Contreras, l'avvocato del Pc cileno che ha presentato la denuncia che ha dato origine all'esumazione dei resti, ha detto che le analisi preliminari confermano il tumore ma non escludono altre cause. Alla vigilia della sua morte Neruda, da tre giorni ricoverato nella clinica Santa Maria di Santiago, progettava di andare in esilio con la moglie Matilde Urrutia in Messico per organizzare la resistenza pacifica internazionale al golpe di Pinochet.