Il richiamo al surrealismo del titolo, Cadavere squisito, è anche la chiave di lettura del nuovo giallo di Luigi Carletti (il precedente si intitolava Prigione con piscina). La scomposizione creativa usata dagli artisti francesi è infatti il leitmotiv di una storia complessa che non lascia tregua, perché composta di tanti microracconti che cominciano con un piccolo indizio e poi si allargano a macchia d'olio.
Anche stavolta Carletti, giornalista e manager editoriale, ambienta il suo noir a Roma, tra le strade del centro, su terrazze dove si tocca il cielo con un dito. C'è un cadavere che non si trova, ce n'è uno che appartiene al passato, ci sono morti d'altro genere, antichi omicidi passati per disgrazie. Il protagonista si chiama Nicola Maria Sadler, detto Nick, guru della comunicazione e della pubblicità, tombeur des femmes, una ex moglie malata, un rapporto hard con la cognata, un amore nuovo che improvvisamente sparisce. Dal suo appartamento a picco sui tetti della capitale tra via del Babuino e via Margutta le tracce di Dora, giovane e bellissima pittrice, dopo una banale litigata si sono perse, così come quelle del gatto Aramis che appartiene (forse) all'anziana nobildonna che vive nello stesso palazzo di Nick, in compagnia di una serie di vecchi, rumorosi frigoriferi, tutti funzionanti. Lei bizzarra, un po' strega, assomiglia alla Novella Parigini degli ultimi tempi e il suo alloggio ha i colori, le cupezze, le vetrate luminose e gli angoli bui dell'atelier della ritrattista di felini dagli occhi grandi. Un bancario sassofonista con la passione di suonare en plen air probabilmente è stato ammazzato dalla moglie e dal suo amante, però il suo corpo non si trova. E poi c'è un quadro misterioso che racconta di un rapporto a tre finito male, anzi malissimo, e di un ragazzino appassionato, innamorato dell'arte, sacrificato per il buon nome della famiglia.
I parenti serpenti di questo romanzo, che ha i tratti della commedia all'italiana ma a poco a poco si trasforma in un sofisticato thriller psicologico, hanno le sbiadite sembianze di una madre ostaggio dei ricordi e di una coppia di filippini e, soprattutto, dell'ingombrante presenza del fratello farmacista, sanguigno esemplare di maschio con Suv. Con l'aiuto di una cronista indomita e di un commissario romantico, avvilito dalla possibile sparizione del leggendario Caffè Notegen in via del Babuino, i vari pezzi del Cadavere squisito si ricompongono sotto gli occhi di Nick, che ne riconosce gli autori. Che poi sono i colpevoli. È la fine o forse solo l'inizio di un altro incubo?
Cadavere squisito
di Luigi Carletti Mondadori pagg. 276 euro 15,90
Anche stavolta Carletti, giornalista e manager editoriale, ambienta il suo noir a Roma, tra le strade del centro, su terrazze dove si tocca il cielo con un dito. C'è un cadavere che non si trova, ce n'è uno che appartiene al passato, ci sono morti d'altro genere, antichi omicidi passati per disgrazie. Il protagonista si chiama Nicola Maria Sadler, detto Nick, guru della comunicazione e della pubblicità, tombeur des femmes, una ex moglie malata, un rapporto hard con la cognata, un amore nuovo che improvvisamente sparisce. Dal suo appartamento a picco sui tetti della capitale tra via del Babuino e via Margutta le tracce di Dora, giovane e bellissima pittrice, dopo una banale litigata si sono perse, così come quelle del gatto Aramis che appartiene (forse) all'anziana nobildonna che vive nello stesso palazzo di Nick, in compagnia di una serie di vecchi, rumorosi frigoriferi, tutti funzionanti. Lei bizzarra, un po' strega, assomiglia alla Novella Parigini degli ultimi tempi e il suo alloggio ha i colori, le cupezze, le vetrate luminose e gli angoli bui dell'atelier della ritrattista di felini dagli occhi grandi. Un bancario sassofonista con la passione di suonare en plen air probabilmente è stato ammazzato dalla moglie e dal suo amante, però il suo corpo non si trova. E poi c'è un quadro misterioso che racconta di un rapporto a tre finito male, anzi malissimo, e di un ragazzino appassionato, innamorato dell'arte, sacrificato per il buon nome della famiglia.
I parenti serpenti di questo romanzo, che ha i tratti della commedia all'italiana ma a poco a poco si trasforma in un sofisticato thriller psicologico, hanno le sbiadite sembianze di una madre ostaggio dei ricordi e di una coppia di filippini e, soprattutto, dell'ingombrante presenza del fratello farmacista, sanguigno esemplare di maschio con Suv. Con l'aiuto di una cronista indomita e di un commissario romantico, avvilito dalla possibile sparizione del leggendario Caffè Notegen in via del Babuino, i vari pezzi del Cadavere squisito si ricompongono sotto gli occhi di Nick, che ne riconosce gli autori. Che poi sono i colpevoli. È la fine o forse solo l'inizio di un altro incubo?
Cadavere squisito
di Luigi Carletti Mondadori pagg. 276 euro 15,90