I LIBRI ci accompagnano per tutta la vita, formandoci e cambiando il nostro modo di pensare. Pagine per allargare i propri orizzonti, per condividere i momenti di gioia e quelli di tristezza, le notti insonni e il tempo libero. Letti, riposti e poi riaperti. Sottolineati, spiegazzati o semplicemente amati. Tracce indelebili nel percorso di crescita di ognuno.
Repubblica.it ha chiesto ai lettori di indicare il proprio libro "maestro di vita" e il successo è stato travolgente; in pochi minuti l'hashtag twitter #librimaestri è balzato ai primi posti tra i trend topics del social network.
L'iniziativa è stata accolta, con un tweet entusiasta, anche da Roberto Saviano. Proprio grazie a lui è nato lo spunto per coinvolgere tutti nella scelta dei capolavori preferiti. Su Repubblica di oggi, l'autore di "Gomorra" ha raccontato il suo rapporto con "Se questo è un uomo" di Primo Levi: "il libro che più di ogni altro ha determinato la mia visione della letteratura".
[[ge:rep-locali:repubblica:70352993]]
Orwell e lo sguardo sul futuro. Quasi a sorpresa, però, il libro più influente per il popolo della rete è "1984" di George Orwell. Secondo Paola, il romanziere britannico "aveva capito come l'uomo può ridurre il concetto di Democrazia e Stato". Una scelta forse determinata dal momento storico in cui viviamo; un'epoca in cui la tecnologia sempre più invadente nelle nostre vite sembra far avverare la profezia di un "Grande Fratello" che ci controlli e governi a distanza. Ma non sfigura neanche l'altro grande capolavoro orwelliano: "La fattoria degli animali", allegoria agrodolce sui totalitarismi.
Il Piccolo principe. Sempre presente in ogni classifica sui testi più influenti del '900, nel nostro elenco non poteva mancare la poesia de "Il Piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry, vero e proprio manualetto sull'educazione sentimentale. "C'è tutto: il senso della vita, il significato dell'amicizia e dell'amore", commenta Roberta.
Tripletta per Dickens. "Oliver Twist", "Grandi speranze", "Il circolo Pickwick": ben tre i romanzi di Dickens in cima alle preferenze dei lettori. C'è chi li ha studiati a scuola e, da allora, non li ha più abbandonati; cè chi, al contrario, li ha rivalutati in età adulta. In ogni caso rappresentano dei capisaldi della letteratura mondiale.
Tutto Calvino. A tenere alta la bandiera dell'Italia ci pensano le pagine oniriche ma sempre attuali di Italo Calvino. Difficile scegliere il libro preferito; piacciono praticamente tutti: da "Marcovaldo" al "Sentiero dei nidi di ragno" passando per "Se una notte d'inverno un viaggiatore" e "Il barone rampante".
Formazione e beat generation. Ottimo risultato anche per "Il giovane Holden" di Jerome David Salinger, secondo i lettori "libro di formazione per intere generazioni", e per il capostipite della beat generation, Jack Kerouac, che con il suo "Sulla strada" ha cambiato il modo di pensare di milioni di ragazzi in tutto il mondo.
Sudamerica e medioriente. Non solo Europa e Nordamerica. "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcìa Màrquez ("la mia bibbia" dice Rosa) e "La casa degli spiriti" di Isabel Allende rappresentano per molti i testi perfetti per capire la storia e la cultura dell'America latina. Mentre "Il cacciatore di aquiloni" e "Mille splendidi soli" Khaled Hosseini ci accompagnano con delicatezza nel mondo islamico.
Gli intramontabili. Sparsi qua e la nella classifica, però, troviamo quasi tutti i titoli considerati "capolavori" della letteratura: "Il vecchio e il mare" di Hernest Hemingway, che ha dato a Oriana "il coraggio di affrontare le sfide interiori per dare senso a una vita intera"; le "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar; "L'idiota" di Dostoevskij; la Virginia Woolf di "Gita al faro"; "Il maestro e Margherita" di Bulgakov; "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde; Hugo e i suoi "Miserabili"; "Il processo" di Kafka ("Libro totale sull'uomo, la legge, Dio, la colpa"); "I dolori del giovane Werther" di Goethe; "Il conte di Montecristo" di Dumsa; Molnàr e i suoi "Ragazzi della Via Pal" ("Nemecsek mio primo eroe", dice Matteo); "Opinioni di un clown" di Böll; "Cime tempestose" di Emily Bronte. Ognuno ha il "suo" libro della vita.
Tantissimi italiani. Molti gli autori italiani del Novecento scelti: Sciascia con "Il giorno della civetta", "Pinocchio" di Collodi, "Cuore" di De Amicis. E ancora: tanto Pirandello ("Il fu Mattia Pascal" e "Uno, nessuno, centomila" su tutti), Tabucchi con "Sostiene Pereira", i "Ragazzi di vita" di Pasolini, Svevo con "La coscienza di Zeno", "I promessi sposi" di Manzoni, "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa.
I contemporanei. Italia ben rappresentata anche dagli scrittori (e non solo) contemporanei. Per Gianluca, "Novecento" di Baricco è "l'emozione in poche pagine ma lunghe quanto un viaggio infinito per i mari". Tris di donne al top grazie a Michela Murgia ("Accabadora"), Melania Mazzucco ("Il bacio della medusa") e Margaret Mazzantini ("Venuto al mondo"). "La rabbia e l'orgoglio" e "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci ma anche i libri di Tiziano Terzani ci mostrano, invece, come grandi giornalisti possano diventare anche autori apprezzati e influenti. Imprescindibile, poi, "In nome della rosa" di Umberto Eco.
I grandi classici. Ma a cambiare la vita di qualcuno non sono stati solo racconti o romanzi moderni bensì testi ormai nella storia della letteratura classica: Iliade, Odiessea, Antigone. Non mancano alcune pietre miliari del pensiero: da Platone ("La Repubblica") a Cicerone, da Hegel a Schopenauer ("per sottolineare l'importanza dell'essere e non dell'avere", il credo di Marco), fino alle "Confessioni" di Sant'Agostino.
Gli outsider. Tanti i "non famosi" indicati. Segno che il "libro maestro" non deve necessariamente essere un best seller. Nuove scoperte e spunti di riflessione per gli altri lettori, per arricchire il patrimonio di conoscenze ed emozioni che ognuno porta con sé.
Così, c'è chi adora alla follia "Il gabbiano Jonathan Livingston" perché gli ha insegnato "il coraggio di superare i propri limiti" e chi ha rivalutato solo da adulto il "Candido" di Voltaire perché "a 15 anni lo odi, ma a 30 lo ami". Alla fine a uscirne fuori è un quadro quantomai variopinto; gusti differenti per un'unica passione: la lettura.
In fondo, come dice Massimo, il libro della vita è "Ogni scritto che ti faccia ridere, piangere, pensare, sognare e ti dia la motivazione per leggerne uno nuovo".
Repubblica.it ha chiesto ai lettori di indicare il proprio libro "maestro di vita" e il successo è stato travolgente; in pochi minuti l'hashtag twitter #librimaestri è balzato ai primi posti tra i trend topics del social network.
L'iniziativa è stata accolta, con un tweet entusiasta, anche da Roberto Saviano. Proprio grazie a lui è nato lo spunto per coinvolgere tutti nella scelta dei capolavori preferiti. Su Repubblica di oggi, l'autore di "Gomorra" ha raccontato il suo rapporto con "Se questo è un uomo" di Primo Levi: "il libro che più di ogni altro ha determinato la mia visione della letteratura".
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Orwell e lo sguardo sul futuro. Quasi a sorpresa, però, il libro più influente per il popolo della rete è "1984" di George Orwell. Secondo Paola, il romanziere britannico "aveva capito come l'uomo può ridurre il concetto di Democrazia e Stato". Una scelta forse determinata dal momento storico in cui viviamo; un'epoca in cui la tecnologia sempre più invadente nelle nostre vite sembra far avverare la profezia di un "Grande Fratello" che ci controlli e governi a distanza. Ma non sfigura neanche l'altro grande capolavoro orwelliano: "La fattoria degli animali", allegoria agrodolce sui totalitarismi.
Il Piccolo principe. Sempre presente in ogni classifica sui testi più influenti del '900, nel nostro elenco non poteva mancare la poesia de "Il Piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry, vero e proprio manualetto sull'educazione sentimentale. "C'è tutto: il senso della vita, il significato dell'amicizia e dell'amore", commenta Roberta.
Tripletta per Dickens. "Oliver Twist", "Grandi speranze", "Il circolo Pickwick": ben tre i romanzi di Dickens in cima alle preferenze dei lettori. C'è chi li ha studiati a scuola e, da allora, non li ha più abbandonati; cè chi, al contrario, li ha rivalutati in età adulta. In ogni caso rappresentano dei capisaldi della letteratura mondiale.
Tutto Calvino. A tenere alta la bandiera dell'Italia ci pensano le pagine oniriche ma sempre attuali di Italo Calvino. Difficile scegliere il libro preferito; piacciono praticamente tutti: da "Marcovaldo" al "Sentiero dei nidi di ragno" passando per "Se una notte d'inverno un viaggiatore" e "Il barone rampante".
Formazione e beat generation. Ottimo risultato anche per "Il giovane Holden" di Jerome David Salinger, secondo i lettori "libro di formazione per intere generazioni", e per il capostipite della beat generation, Jack Kerouac, che con il suo "Sulla strada" ha cambiato il modo di pensare di milioni di ragazzi in tutto il mondo.
Sudamerica e medioriente. Non solo Europa e Nordamerica. "Cent'anni di solitudine" di Gabriel Garcìa Màrquez ("la mia bibbia" dice Rosa) e "La casa degli spiriti" di Isabel Allende rappresentano per molti i testi perfetti per capire la storia e la cultura dell'America latina. Mentre "Il cacciatore di aquiloni" e "Mille splendidi soli" Khaled Hosseini ci accompagnano con delicatezza nel mondo islamico.
Gli intramontabili. Sparsi qua e la nella classifica, però, troviamo quasi tutti i titoli considerati "capolavori" della letteratura: "Il vecchio e il mare" di Hernest Hemingway, che ha dato a Oriana "il coraggio di affrontare le sfide interiori per dare senso a una vita intera"; le "Memorie di Adriano" di Marguerite Yourcenar; "L'idiota" di Dostoevskij; la Virginia Woolf di "Gita al faro"; "Il maestro e Margherita" di Bulgakov; "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde; Hugo e i suoi "Miserabili"; "Il processo" di Kafka ("Libro totale sull'uomo, la legge, Dio, la colpa"); "I dolori del giovane Werther" di Goethe; "Il conte di Montecristo" di Dumsa; Molnàr e i suoi "Ragazzi della Via Pal" ("Nemecsek mio primo eroe", dice Matteo); "Opinioni di un clown" di Böll; "Cime tempestose" di Emily Bronte. Ognuno ha il "suo" libro della vita.
Tantissimi italiani. Molti gli autori italiani del Novecento scelti: Sciascia con "Il giorno della civetta", "Pinocchio" di Collodi, "Cuore" di De Amicis. E ancora: tanto Pirandello ("Il fu Mattia Pascal" e "Uno, nessuno, centomila" su tutti), Tabucchi con "Sostiene Pereira", i "Ragazzi di vita" di Pasolini, Svevo con "La coscienza di Zeno", "I promessi sposi" di Manzoni, "Il Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa.
I contemporanei. Italia ben rappresentata anche dagli scrittori (e non solo) contemporanei. Per Gianluca, "Novecento" di Baricco è "l'emozione in poche pagine ma lunghe quanto un viaggio infinito per i mari". Tris di donne al top grazie a Michela Murgia ("Accabadora"), Melania Mazzucco ("Il bacio della medusa") e Margaret Mazzantini ("Venuto al mondo"). "La rabbia e l'orgoglio" e "Lettera a un bambino mai nato" di Oriana Fallaci ma anche i libri di Tiziano Terzani ci mostrano, invece, come grandi giornalisti possano diventare anche autori apprezzati e influenti. Imprescindibile, poi, "In nome della rosa" di Umberto Eco.
I grandi classici. Ma a cambiare la vita di qualcuno non sono stati solo racconti o romanzi moderni bensì testi ormai nella storia della letteratura classica: Iliade, Odiessea, Antigone. Non mancano alcune pietre miliari del pensiero: da Platone ("La Repubblica") a Cicerone, da Hegel a Schopenauer ("per sottolineare l'importanza dell'essere e non dell'avere", il credo di Marco), fino alle "Confessioni" di Sant'Agostino.
Gli outsider. Tanti i "non famosi" indicati. Segno che il "libro maestro" non deve necessariamente essere un best seller. Nuove scoperte e spunti di riflessione per gli altri lettori, per arricchire il patrimonio di conoscenze ed emozioni che ognuno porta con sé.
Così, c'è chi adora alla follia "Il gabbiano Jonathan Livingston" perché gli ha insegnato "il coraggio di superare i propri limiti" e chi ha rivalutato solo da adulto il "Candido" di Voltaire perché "a 15 anni lo odi, ma a 30 lo ami". Alla fine a uscirne fuori è un quadro quantomai variopinto; gusti differenti per un'unica passione: la lettura.
In fondo, come dice Massimo, il libro della vita è "Ogni scritto che ti faccia ridere, piangere, pensare, sognare e ti dia la motivazione per leggerne uno nuovo".