PER IL GIORNALISMO italiano è un giorno molto triste, questo venerdì 29 novembre. Nel frenetico rincorrersi delle notizie sui repentini mutamenti del panorama politico, nelle redazioni il tempo è rimasto sospeso, anche solo per un attimo, apprendendo della scomparsa di Candida Curzi, caporedattore centrale dell'Ansa fino allo scorso agosto.
Testimone e narratrice del suo e del nostro tempo, aveva abituato facilmente tutti i protagonisti della professione alla sua presenza, intelligente e confortante. Ora che se n'è andata, all'improvviso nella notte, sarà certamente più difficile abituarsi all'idea che Candida non è più tra noi, con la sua curiosità, il suo scrupolo, il suo impegno, le sue idee. Il suo esempio. Che è la vera eredità di una professionista che non sarà mai sbagliato imitare, rileggere, persino copiare.
Candida se n'è andata troppo presto, a 58 anni, lasciando il marito e collega Vitantonio Lopez e tre figli, Emilio, Corallina e Olivia. Ma nel tempo che le è stato concesso ha continuato a seminare il fertile solco tracciato dai genitori e colleghi, Bruna Bellonzi, scomparsa pochi mesi fa, e Sandro Curzi, morto nel 2008. Ed è bello immaginare che da qualche parte, lontano dalle febbrili vicende del presente, si sia ripetuto l'abbraccio genitoriale che accolse Candida il giorno della sua nascita, il 29 gennaio del 1954.
Non è invece immaginario ma reale e convinto, l'abbraccio che a Candida dedicano i colleghi, quelli che l'hanno conosciuta e amata lavorando al suo fianco, come quelli che la apprezzavano da lontano, ma mai troppo.
Generazioni di giornalisti che in Candida Curzi vedevano, e vedono, non solo il prototipo della cacciatrice di notizie di razza, rigorosa, appassionata e curiosa. Un'intera carriera trascorsa all'agenzia Ansa, dove tra gli anni '80 e '90 era stata inviata di punta su alcuni dei maggiori fatti di cronaca, poi responsabile delle redazioni cronache italiane e cultura e spettacoli, prima di approdare all'ufficio centrale come caporedattrice.
Ma Candida era anche altro, coinvolta in un impegno sindacale negli enti di categoria a difesa dei diritti, della deontologia e dell'integrità della professione. Un esempio per tutti, appunto. Riferimento per i giovani e speranza per le donne, con il suo discreto richiamo a una maggiore presenza femminile nelle redazioni e tra le figure di vertice della professione.
I colleghi del Cdr dell'Ansa piangono oggi "un altro pezzo della storia" dell'agenzia. "Instancabile, è riuscita a sorprenderci fino alla fine. Come faceva nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Ricordiamo il suo sorriso accennato, la sua determinazione, il rigore professionale, ma anche le sue battute. L'amore per il lavoro, per l'Ansa, e la sua famiglia".
"E' difficile parlare di Candida - continua il toccante comunicato del Cdr -, perché il dolore è tanto e riesce difficile fare i conti con una realtà atroce: non c'è più. Non ci saranno i suoi consigli ai colleghi, la sua indiscutibile professionalità. Aveva lasciato l'agenzia col suo stile: sobrietà ed eleganza e con un ultimo e discreto richiamo all'impegno e ai valori che contano. E così se ne è andata. Il Cdr esprime il dolore di tutta la redazione dell'Ansa e si stringe con affetto al marito e collega Vitantonio Lopez e ai tre figli Emilio, Corallina e Olivia".
Dal mondo sindacale, giungono alla famiglia le condoglianze dell'Associazione Stampa Romana, che ricorderà la giornalista durante il consiglio direttivo osservando un minuto di silenzio. Cordoglio dai colleghi dell'agenzia AdnKronos.
Le Federazione Nazionale della Stampa, sottolinea quanto Candida Curzi fosse "tosta e battagliera nel suo lavoro di giornalista", ma come anche nella vita privata abbia dimostrato "la stessa forza", in questi mesi, con la "riservatezza del dramma che stava vivendo".
La Fnsi aggiunge al profilo di Candida lo stesso impegno professionale profuso, dopo aver lasciato l'Ansa, come presidente della commissione alloggi dell'Inpgi. Ma prevale nel ricordo, ancora una volta, quello di una vita professionale vissuta "per l'affermazione di un giornalismo più vicino allo spirito dei lettori e dell'opinione pubblica, che fino all'ultimo giorno ha portato avanti con rigore e spirito di servizio".
Ai familiari di Candida va il cordoglio di tutta la redazione di "Repubblica".
Testimone e narratrice del suo e del nostro tempo, aveva abituato facilmente tutti i protagonisti della professione alla sua presenza, intelligente e confortante. Ora che se n'è andata, all'improvviso nella notte, sarà certamente più difficile abituarsi all'idea che Candida non è più tra noi, con la sua curiosità, il suo scrupolo, il suo impegno, le sue idee. Il suo esempio. Che è la vera eredità di una professionista che non sarà mai sbagliato imitare, rileggere, persino copiare.
Candida se n'è andata troppo presto, a 58 anni, lasciando il marito e collega Vitantonio Lopez e tre figli, Emilio, Corallina e Olivia. Ma nel tempo che le è stato concesso ha continuato a seminare il fertile solco tracciato dai genitori e colleghi, Bruna Bellonzi, scomparsa pochi mesi fa, e Sandro Curzi, morto nel 2008. Ed è bello immaginare che da qualche parte, lontano dalle febbrili vicende del presente, si sia ripetuto l'abbraccio genitoriale che accolse Candida il giorno della sua nascita, il 29 gennaio del 1954.
Non è invece immaginario ma reale e convinto, l'abbraccio che a Candida dedicano i colleghi, quelli che l'hanno conosciuta e amata lavorando al suo fianco, come quelli che la apprezzavano da lontano, ma mai troppo.
Generazioni di giornalisti che in Candida Curzi vedevano, e vedono, non solo il prototipo della cacciatrice di notizie di razza, rigorosa, appassionata e curiosa. Un'intera carriera trascorsa all'agenzia Ansa, dove tra gli anni '80 e '90 era stata inviata di punta su alcuni dei maggiori fatti di cronaca, poi responsabile delle redazioni cronache italiane e cultura e spettacoli, prima di approdare all'ufficio centrale come caporedattrice.
Ma Candida era anche altro, coinvolta in un impegno sindacale negli enti di categoria a difesa dei diritti, della deontologia e dell'integrità della professione. Un esempio per tutti, appunto. Riferimento per i giovani e speranza per le donne, con il suo discreto richiamo a una maggiore presenza femminile nelle redazioni e tra le figure di vertice della professione.
I colleghi del Cdr dell'Ansa piangono oggi "un altro pezzo della storia" dell'agenzia. "Instancabile, è riuscita a sorprenderci fino alla fine. Come faceva nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. Ricordiamo il suo sorriso accennato, la sua determinazione, il rigore professionale, ma anche le sue battute. L'amore per il lavoro, per l'Ansa, e la sua famiglia".
"E' difficile parlare di Candida - continua il toccante comunicato del Cdr -, perché il dolore è tanto e riesce difficile fare i conti con una realtà atroce: non c'è più. Non ci saranno i suoi consigli ai colleghi, la sua indiscutibile professionalità. Aveva lasciato l'agenzia col suo stile: sobrietà ed eleganza e con un ultimo e discreto richiamo all'impegno e ai valori che contano. E così se ne è andata. Il Cdr esprime il dolore di tutta la redazione dell'Ansa e si stringe con affetto al marito e collega Vitantonio Lopez e ai tre figli Emilio, Corallina e Olivia".
Dal mondo sindacale, giungono alla famiglia le condoglianze dell'Associazione Stampa Romana, che ricorderà la giornalista durante il consiglio direttivo osservando un minuto di silenzio. Cordoglio dai colleghi dell'agenzia AdnKronos.
Le Federazione Nazionale della Stampa, sottolinea quanto Candida Curzi fosse "tosta e battagliera nel suo lavoro di giornalista", ma come anche nella vita privata abbia dimostrato "la stessa forza", in questi mesi, con la "riservatezza del dramma che stava vivendo".
La Fnsi aggiunge al profilo di Candida lo stesso impegno professionale profuso, dopo aver lasciato l'Ansa, come presidente della commissione alloggi dell'Inpgi. Ma prevale nel ricordo, ancora una volta, quello di una vita professionale vissuta "per l'affermazione di un giornalismo più vicino allo spirito dei lettori e dell'opinione pubblica, che fino all'ultimo giorno ha portato avanti con rigore e spirito di servizio".
Ai familiari di Candida va il cordoglio di tutta la redazione di "Repubblica".