A PISA, verso la fine degli anni sessanta, arrivava su un'auto scoperta, o almeno così mi sembra di ricordare: aveva indosso una bella camicia bianca e forse l'auto era rossa. Luca Canali, Professore di Letteratura Latina alla facoltà di Lingue, la macchina la parcheggiava direttamente in Via Santa Maria, di fronte alla Facoltà. Uno strano latinista, il professor Canali, perché certo erano pochi i latinisti, anzi i professori in genere, che venivano a insegnare guidando un'auto scoperta. Lui poi veniva addirittura da Roma, ed era difficile non pensare al Sorpasso.
Fra noi studenti si diceva anche che Canali avesse scritto un romanzo, La resistenza impura, che era stato lodato nientemeno che da Eugenio Montale come il miglior esempio di prosa civile in Italia. Prosa civile? E davvero i latinisti scriverebbero prosa civile? A vedere i suoi colleghi non si sarebbe detto, ad esclusione di qualche eccezione illustre.
L'ADDIO A LUCA CANALI
Ma questo era Canali, un uomo che aveva amato profondamente la politica, così come amava anche la vita, fino a restarne bruciato dentro, e soprattutto amava la letteratura. Anche gli autori latini erano, per lui, letteratura. Questa affermazione potrà sembrare strana - ma come, Virgilio Lucano Ovidio non sarebbero dunque letteratura? - eppure non sto dicendo nulla di strano, perché spesso per noi classicisti gli autori antichi non sono letteratura in quel senso lì. Sono testi, da studiare e commentare, oppure fonti da cui estrapolare informazioni di vario genere sul mondo greco e romano, ma non sono letteratura di quella che fa infiammare la fantasia o suscitare la passione. Per Canali invece gli autori latini - anzi "i padri antichi", come li chiamò una volta tracciandone "l'identikit" - erano solo e soltanto letteratura. Tant'è vero che da un certo momento in poi, dopo aver dato vita a qualche saggio importante (Potere e consenso nella Roma di Augusto, per esempio), il mondo romano e i suoi scrittori Canali cominciò direttamente a raccontarli, da un romanzo all'altro: quasi si fosse convinto che l'antichità esiste non tanto se si continua a studiarla, quanto se si continua a narrarne le vicende. E ripensandoci, è anche possibile che avesse ragione lui.
*L'autore è docente di Filologia Classica all'Università di Siena e ha fondato il centro "Antropologia e Mondo antico"
Fra noi studenti si diceva anche che Canali avesse scritto un romanzo, La resistenza impura, che era stato lodato nientemeno che da Eugenio Montale come il miglior esempio di prosa civile in Italia. Prosa civile? E davvero i latinisti scriverebbero prosa civile? A vedere i suoi colleghi non si sarebbe detto, ad esclusione di qualche eccezione illustre.
L'ADDIO A LUCA CANALI
Ma questo era Canali, un uomo che aveva amato profondamente la politica, così come amava anche la vita, fino a restarne bruciato dentro, e soprattutto amava la letteratura. Anche gli autori latini erano, per lui, letteratura. Questa affermazione potrà sembrare strana - ma come, Virgilio Lucano Ovidio non sarebbero dunque letteratura? - eppure non sto dicendo nulla di strano, perché spesso per noi classicisti gli autori antichi non sono letteratura in quel senso lì. Sono testi, da studiare e commentare, oppure fonti da cui estrapolare informazioni di vario genere sul mondo greco e romano, ma non sono letteratura di quella che fa infiammare la fantasia o suscitare la passione. Per Canali invece gli autori latini - anzi "i padri antichi", come li chiamò una volta tracciandone "l'identikit" - erano solo e soltanto letteratura. Tant'è vero che da un certo momento in poi, dopo aver dato vita a qualche saggio importante (Potere e consenso nella Roma di Augusto, per esempio), il mondo romano e i suoi scrittori Canali cominciò direttamente a raccontarli, da un romanzo all'altro: quasi si fosse convinto che l'antichità esiste non tanto se si continua a studiarla, quanto se si continua a narrarne le vicende. E ripensandoci, è anche possibile che avesse ragione lui.
*L'autore è docente di Filologia Classica all'Università di Siena e ha fondato il centro "Antropologia e Mondo antico"