ROMA - La Route nazionale Agesci 2014, lo storico raduno dell'Associazione scout dopo i precedenti del 1975 e 1986, è iniziata. Questa mattina oltre 30mila scout sono partiti, zaino in spalla, fazzolettone al collo e scarponi ai piedi. Prima l'incontro tra comunità gemellate provenienti da regioni diverse. Poi il cammino insieme: i 30mila vivranno cinque giorni di strada, condivisione, incontro. Le routes, percorse da rover e scolte, ragazzi e ragazze dai 16 ai 21 anni, sono strade di coraggio, la parola d'ordine della Route 2014, che troveranno il loro punto d'incontro a San Rossore (Pisa) dal 6 al 10 agosto. Si tratta di 456 percorsi che, dunque, attraverseranno l'Italia: 259 nell'area del nord, 127 in quella del centro e 70 nel sud e nelle isole per coprire l'intero territorio nazionale, in nome di un paese migliore e un futuro migliore.
Fare strada significa "partire verso qualcosa che misteriosamente ci attende", come spiega l'Agesci: i ragazzi, partiti oggi senza cellulari, saranno portatori di esperienze di coraggio, vissute, condivise, raccolte in oltre un anno di preparazione, per farne la pietra angolare della Carta del Coraggio che insieme pubblicheranno a San Rossore, dopo averne scritto la bozza online negli ultimi dodici mesi. Repubblica.it ne ha contattato telefonicamente alcuni prima della loro partenza. "Il coraggio di farsi ultimi, aiutare i più deboli: siamo ricchi di tante cose e vogliamo condividerle", spiega Gianni, 18 anni, di Martina Franca, in procinto di partire. "Per me questo evento è una svolta. Faremo strada con persone che non conosciamo, per colmare un piccolo vuoto nella nostra vita". Cosa farete alla Route? "Principalmente parteciperemo a laboratori su mafia, cittadinanza attiva, emergenza immigrati. Le mie tre parole d'ordine per quest'evento? Generosità, servizio, condivisione".
"Avventura, divertimento, crescita sono i miei 'hashtag'. Mi aspetto un grande cambiamento, soprattutto perché la Route 2014 coinvolge tanti giovani sul tema del coraggio", aggiunge Marika, 18 anni (di cui dieci negli scout), sempre di Martina Franca. "E il coraggio oggi è fondamentale per affrontare i sempre maggiori problemi della vita. Coraggio è amare, farsi Chiesa, essere cittadini. Ma soprattutto il coraggio di farsi ultimi, anche nelle piccole cose: ogni mercoledì distribuiamo pane a oltre 50 famiglie in difficoltà presso la Casa del Volontariato, a Martina. Molta gente non pensa minimamente alla povertà di oggi, a chi manca davvero il pane. Noi, nel nostro piccolo, vogliamo condividere la nostra esperienza per migliorare il mondo".
[[ge:rep-locali:repubblica:92391262]]
Federica, 19 anni, di Cervignano del Friuli, si ritiene "fortunata a partecipare a questo evento: oggi faremo un pezzo a piedi, poi ci dirigeremo ad Aquileia e successivamente al Santuario dell'Isola di Barbana, vicino a Grado. Infine, a San Rossore". Per Federica le parole d'ordine della Route sono "condivisione", "legame" e "sorriso": "Il coraggio, il leimotiv di questo evento, è quello di essere buoni cittadini e soprattutto avere rispetto e sensibilità nei confronti della natura. Per esempio, noi operiamo spesso in un bellissimo parco che è nato da una vecchia discarica nel 1989, dopo la nostra bonifica. Alla Route parteciperemo a laboratori con la Protezione Civile, su temi importanti come il lavoro, anche per riflettere con persone esterne allo scoutismo: il confronto è importante".
Concorda Maurizio, 17 anni, anche lui friulano: "La Route per me è importante perché, oltre alla nostra esperienza e al nostro contributo, potremo confrontarci con persone nuove che aprire la nostra mente verso un mondo un diverso. In questi giorni abbiamo scelto di muoverci in bicicletta e canoa proprio perché il rispetto dell'ambiente per noi è fondamentale. Avventura, amicizia, rispetto per la natura. Non vedo l'ora di essere a San Rossore".
Fare strada significa "partire verso qualcosa che misteriosamente ci attende", come spiega l'Agesci: i ragazzi, partiti oggi senza cellulari, saranno portatori di esperienze di coraggio, vissute, condivise, raccolte in oltre un anno di preparazione, per farne la pietra angolare della Carta del Coraggio che insieme pubblicheranno a San Rossore, dopo averne scritto la bozza online negli ultimi dodici mesi. Repubblica.it ne ha contattato telefonicamente alcuni prima della loro partenza. "Il coraggio di farsi ultimi, aiutare i più deboli: siamo ricchi di tante cose e vogliamo condividerle", spiega Gianni, 18 anni, di Martina Franca, in procinto di partire. "Per me questo evento è una svolta. Faremo strada con persone che non conosciamo, per colmare un piccolo vuoto nella nostra vita". Cosa farete alla Route? "Principalmente parteciperemo a laboratori su mafia, cittadinanza attiva, emergenza immigrati. Le mie tre parole d'ordine per quest'evento? Generosità, servizio, condivisione".
"Avventura, divertimento, crescita sono i miei 'hashtag'. Mi aspetto un grande cambiamento, soprattutto perché la Route 2014 coinvolge tanti giovani sul tema del coraggio", aggiunge Marika, 18 anni (di cui dieci negli scout), sempre di Martina Franca. "E il coraggio oggi è fondamentale per affrontare i sempre maggiori problemi della vita. Coraggio è amare, farsi Chiesa, essere cittadini. Ma soprattutto il coraggio di farsi ultimi, anche nelle piccole cose: ogni mercoledì distribuiamo pane a oltre 50 famiglie in difficoltà presso la Casa del Volontariato, a Martina. Molta gente non pensa minimamente alla povertà di oggi, a chi manca davvero il pane. Noi, nel nostro piccolo, vogliamo condividere la nostra esperienza per migliorare il mondo".
[[ge:rep-locali:repubblica:92391262]]
Federica, 19 anni, di Cervignano del Friuli, si ritiene "fortunata a partecipare a questo evento: oggi faremo un pezzo a piedi, poi ci dirigeremo ad Aquileia e successivamente al Santuario dell'Isola di Barbana, vicino a Grado. Infine, a San Rossore". Per Federica le parole d'ordine della Route sono "condivisione", "legame" e "sorriso": "Il coraggio, il leimotiv di questo evento, è quello di essere buoni cittadini e soprattutto avere rispetto e sensibilità nei confronti della natura. Per esempio, noi operiamo spesso in un bellissimo parco che è nato da una vecchia discarica nel 1989, dopo la nostra bonifica. Alla Route parteciperemo a laboratori con la Protezione Civile, su temi importanti come il lavoro, anche per riflettere con persone esterne allo scoutismo: il confronto è importante".
Concorda Maurizio, 17 anni, anche lui friulano: "La Route per me è importante perché, oltre alla nostra esperienza e al nostro contributo, potremo confrontarci con persone nuove che aprire la nostra mente verso un mondo un diverso. In questi giorni abbiamo scelto di muoverci in bicicletta e canoa proprio perché il rispetto dell'ambiente per noi è fondamentale. Avventura, amicizia, rispetto per la natura. Non vedo l'ora di essere a San Rossore".