Cultura

Atwood: "Racconto la fantascienza contro la cattiva scienza"

Ecoterroristi. Una peste come Ebola. Sperimentazioni genetiche Parla Margaret Atwood, di cui esce un nuovo romanzo, "L'altro inizio"

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ARDUO descrivere la prosa densa ed essenziale, limpida ma sibillina nei suoi ieratici sottotesti, della scrittrice canadese Margaret Atwood. Coi suoi quaranta titoli e l'alone di culto da cui è circonfusa in Nord America, Atwood proietta in un futuro non lontano scenari violentemente distopici, registrando le ferite della Terra condannata da perverse strategie ambientali, e dipingendo metafore pescate da un immaginario perturbante.

Vedi certe vergini germogliate sugli alberi con la lingua mozzata, come in un inferno alla Bosch. Vedi certi mostruosi eserciti addetti alla protezione di tecnocrati che manipolano le menti con goduria omicida. Vedi stuoli di creature di luminosa perfezione, modellate in laboratorio e assorte nell'estasi di una gioia piatta.

In maliziosa attesa della fine del mondo, la cantastorie Margaret (nata a Ottawa nel '39, aria da strega buona o da fata cattiva, con molto humour nel volto premiato da un'aureola di ricci sale e pepe) ricama apocalittiche tele di Penelope pronte a sbrogliarsi in visioni inquiete e sfasate, ferocemente simboliche. Qualcosa di mitico e fiabesco pulsa nei suoi affreschi, come L'altro inizio , appena uscito in Italia per Ponte alle Grazie (che ripropone anche il suo romanzo L'assassino cieco , vincitore del Booker Prize 2000).

È la puntata conclusiva della Trilogia sull'Adamo Pazzo (gli altri tasselli sono L'ultimo degli uomini e L'anno del Diluvio), e per promuoverlo Atwood farà un tour in Italia (domani a Roma, Teatro Argentina, Festival Letterature, ore 21, il 20 settembre a Pordenonelegge, Piazza San Marco, ore 15,30).

Nell'epilogo del suo allucinato trittico il pianeta è scosso da bande di ecoterroristi, mentre gruppi di sopravvissuti (da un diluvio-ecatombe) lottano fra loro. Dilaga una peste simile a Ebola, e il flagello della sperimentazione genetica contempla episodi di sottomissione e sacrificio della donna. Oltre a essere una fanta-scienziata, Margaret è una fanta-femminista. Complice la collega e amica Alice Munro: "Abbiamo condiviso ieri un lunch delizioso ", riferisce da Toronto. "Siamo legate dal '69 e ho scritto l'introduzione alle sue Selected Short Stories , libro che ci ha rese felici per tre motivi: siamo donne, siamo canadesi e amiamo i racconti brevi".

Signora Atwood: la sua Trilogia pare altamente pessimistica sui rischi della scienza.
"No! Io stessa sono una scienziata, o quasi. Ogni tecnologia può essere usata a scopo buono o cattivo e può avere effetti non previsti. Ma quando l'uomo crea in laboratorio nuove forme di vita, si apre il vaso di Pandora, si fa uscire il genio dalla bottiglia".

La scienza muove il mondo...
"Come sanno i poeti, da Yeats a Blake, l'energia che lo muove è il cuore umano. Di per sé la scienza è neutrale, come l'elettricità. È l'odio a distruggere le città, non le bombe. Abbiamo la maturità emotiva sufficiente per far uso di certe formidabili scoperte scientifiche?".

Sua madre era nutrizionista, suo padre entomologo. Nasce così la sua ossessione per l'ambiente?
"La mia famiglia di ricercatori mi ha influenzata, certo. Ma mi hanno stimolato soprattutto il contatto estremo con la natura e i libri. Da bambina, con i miei genitori, passavo metà dell'anno in un bungalow nelle foreste del Québec. Niente film, niente televisione, niente scuola. Sono diventata una lettrice accanita e precoce. In autunno pioveva molto! Leggere era una risorsa ".

Un altro suo tema ricorrente è il controllo esercitato sull'individuo, grazie a Internet, dai totalitarismi in atto e a venire.
"Stupefacente il modo in cui si raccolgono informazioni ovunque e su chiunque, a uso di aziende e agenzie pubblicitarie. Internet è uno strumento utilissimo per comunicare, ma anche un dispositivo di localizzazione e identificazione. Come dicono i Giardinieri di Dio nell'Anno del diluvio, se puoi vedere loro, loro possono vedere te".

Lei comunque se ne serve molto: è vero che se la spassa navigando di continuo nel cyberspazio?
"Dubito che ci sia un Paese dove i servizi segreti abbiano voglia di seguire le mie interazioni con i lettori! Ho 513.000 followers e twitto ogni giorno. La gente mi manda di tutto, dalla composizione del primo hamburger di carne artificiale agli studi sui polli e sugli organi umani. Corrispondo con molti scienziati".

Quale fantascienza predilige?
"Orwell, Huxley, Bradbury... Conosco il campo, che risalendo all'indietro giunge fino a Platone. Ma non leggo solo fantascienza, sono onnivora".

Qualcosa di magico, buffo e malinconico pervade la sua prosa dal profumo shakespeariano.
"Ho sempre studiato Shakespeare: ne sono impregnata. È un geniale innovatore del teatro e della lingua. Sto partecipando a un progetto di celebrazioni per il suo anniversario che coinvolge alcuni scrittori nel mondo, invitati a rivisitare un play. Io riscrivo La Tempesta ".

Ricorre nella sua narrativa il cibo. È la mania di Iris nel noir L'assassi-no cieco ; e la Marian di La donna da mangiare decide di non alimentarsi più perché crede che siano gli altri a mangiarla, e che tutto ciò che mangia sia vivo.
"Il rapporto col cibo e la sua degenerazione sono aspetti-chiave di questa civiltà. Ho scritto La donna da mangiare prima che si parlasse di anoressia, termine pronunciato solo in anni recenti, come il cancro, e da allora non si è più smesso. Penso che oggi siano in molti a soffrire di un'anomalia cerebrale che fa percepire i propri corpi in maniera non realistica: immancabilmente grassi. Ogni relazione umana è condizionata da come ci si sente. Desiderabili? Accettabili? Le risposte variano nei secoli e nei decenni. La grande pittura dimostra come la nozione di beltà cambi nel tempo".

Conduce concrete battaglie politiche per l'ambiente?
"Sono battaglie tout-court: la politica non c'entra. È sbagliato dividere la natura dall'economia. Uccidendo la natura, non avremo più un'economia".