<span dir="auto">Addio copyright, da Ian Fleming a Glenn Miller: le opere diventano di tutti<br /></span>
Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944). Noto soprattutto per essere l'autore del "Piccolo Principe" - romanzo tradotto in 250 lingue - ma anche per i suoi racconti sul mondo dei primi voli aerei, è stato uno scrittore e aviatore francese. Durante la seconda guerra mondiale Saint-Exupéry si arruolò nell'aeronautica militare francese e la sua morte in volo fu avvolta dal mistero per molti anni, finché nel 2004 venne localizzato il relitto del suo aereo nel mare antistante la costa di Marsiglia. Ad abbattere il velivolo fu un caccia tedesco della Luftwaffe
Glenn Miller (1904-1964). Trombonista, direttore d'orchestra e compositore statunitense, fu un musicista jazz tra i più apprezzati della sua epoca e autore di brani celebri come "Moonlight Serenade", "At Last" e "Little Brown Jug". Nel 1942 Miller si arruolò nell'aviazione degli Stati Uniti e nel 1944 venne messo a capo di un'orchestra militare assegnata all'intrattenimento delle truppe in Inghilterra. Il musicista scomparve improvvisamente il 15 dicembre 1944, mentre sorvolava la Manica per raggiungere Parigi, dove la sua orchestra avrebbe dovuto suonare per i soldati che avevano liberato da poco la capitale francese. Il suo corpo non venne mai recuperato
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Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944). Poeta, scrittore e drammaturgo noto soprattutto per essere stato il fondatore del Movimento futurista, prima avanguardia storica del Novecento in Italia. Il manifesto futurista - che ne riassume i capisaldi - venne pubblicato su Le Figaro il 20 febbraio 1909, dopo l'anteprima comparsa il 5 febbraio sul Giornale di Bologna. Nella sostanza il proposito di Marinetti e dei suoi compagni era quello di eliminare qualsiasi asservimento dell'arte al passato, arrivando a invocare la distruzione di musei, librerie e ogni tipo di accademia
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Rachel Louise Carson (1907-1964). Fu una biologa e zoologa statunitense, autrice di molti libri tra cui "Primavera Silenziosa", pubblicato nel 1962, che denunciò per la prima volta gli effetti nocivi dei pesticidi sull'ambiente. Grazie alle sue opere, la Carson è considerata una delle principali iniziatrici del movimento ambientalista americano. Le sue opere, tra le altre cose, resero cosciente l'opinione pubblica della tossicità del Ddt e di altri pesticidi, e contribuirono alla creazione della Environmental Protection Agency americana
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Vasilij Vasil'evi Kandinskij (1866-1944). E' stato uno degli artisti più influenti del Novecento, considerato uno dei fondatori dell'astrattismo. La sua carriera artistica inizia relativamente tardi: compiuti trent'anni Kandinskij decide di abbandonare una promettente carriera da avvocato (gli era stata offerta una cattedra in diritto romano all'università di Dorpat) per iniziare gli studi di pittura. Lo sviluppo della sua arte è influenzato dal composito panorama culturale del tempo: il lavoro di Monet, soprattutto il suo ultimo periodo, la musica di Wagner e il movimento teosofico rivisitato da Helena Petrovna Blavatsky. Tra il 1911 e il 1914 Kandinskij sviluppa quello che diventerà il suo inconfondibile stile, impegnato a esprimere il mondo interiore dell'artista piuttosto che quello esterno. Kandinskij fu anche un grande teorico dell'arte, tanto che fu chiamato a insegnare alla Bauhaus dal 1922 al 1933
Edvard Munch (1863-1944). Artista norvegese, considerato il precursore dell'arte espressionista e famoso soprattutto per "L'Urlo", opera più nota della serie denominata "Il fregio della vita". Munch inizia la sua carriera artistica nel solco dello stile naturalista ed espressionista; è solo sotto l'influenza dell'ambiente bohémien dell'Accademia di belle arti di Oslo, l'allora Christiana, che l'artista inizia a sviluppare il suo stile, così vicino ai temi psicologici che tanto lo affascinano. Nel 1885 Munch si trasferisce a Parigi, dove lavora a stretto contatto con il pittore freancese Léon Bonnat. Ma è solo a partire dal 1890 che lo stile dell'artista inizia a caratterizzarsi per quell'uso di colori e ombre tanto legato all'angoscia e al disagio esistenziale che Munch vuole esprimere
Edith Sitwell (1887-1964). Poetessa e saggista inglese di nobili origini, sorella degli scrittori Osbert e Sacheverell Sitwell, dedicò gran parte della sua vita agli studi ed è considerata una delle principali avanguardie letterarie inglesi. Pubblicò il suo primo lavoro nel 1915, "La madre e altre poesie", mentre tra il 1916 e il 1921 diresse con i suoi fratelli la rivista "Wheels", portavoce delle correnti poetiche di avanguardia. Il suo approccio innovativo alla poesia - incline agli elementi estetizzanti e all'innovazione metrica - ebbe talmente successo da portare nel salotto letterario che si teneva nel suo appartamento londinese, personalità come quelle di Dylan Thomas e Denton Welch
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Piet Mondrian (1872-1944). Pittore olandese esponente del movimento artistico De Stijl (o Neoplasticismo), fondato da Theo van Doesburg. Conosciuto soprattutto per le sue opere non rappresentative - forme rettangolari di rosso, giallo, blu o nero - portò avanti una delle sperimentazioni artistiche più importanti del XX° secolo. L'apparente semplicità delle sue opere è smentita dagli accurati studi sulla composizione neoplastica che le hanno precedute
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Felix Nussbaum (1904-1944). Pittore surrealista tedesco. L'opera di Nussbaum è fortemente influenzata dagli avvenimenti della seconda guerra mondiale e in particolare - essendo l'artista di origine ebraica - dall'olocausto. Tra le sue opere più note, "Autoritratto con la carta di identità ebraica" e "Trionfo della morte". Nussbaum, rifugiatosi in Belgio, fu catturato nel luglio del 1944 dalla polizia tedesca e mandato ad Auschwitz, dove venne ucciso una settimana dopo all'età di 39 anni
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Flannery O'Connor (1925-1964). Scrittrice e saggista statunitense conosciuta soprattutto per i due romanzi "La saggezza nel sangue" e "Il cielo è dei violenti". Ereditò dal padre il Lupus eritematoso sistemico, una malattia cronica di natura autoimmune che colpisce diversi organi e tessuti del corpo. Nonostante le fossero stati diagnosticati cinque anni di vita, Flannery sopravvisse per quindici anni alla malattia, portando avanti una tranquilla esistenza nella fattoria di famiglia di Milledgeville