BERLINO - I suoi campioni sono strani, ammettiamolo: chi si tuffa da più in alto in una vaschetta d'acqua per bimbi di 30 cm di profondità, chi colleziona più insetti o serpenti, chi viaggia più veloce sui veicoli più singolari. Eppure da sessant'anni spopola: tra tutti i libri editi nel mondo, solo la Bibbia e il Corano sono stati stampati e comprati e letti in più copie di lui.
Parliamo del mitico Guinness' book of records, il catalogo dei primati assurdi e originali d'ogni sorta stampato ogni anno in Irlanda e tradotto in oltre 25 lingue. Già, il Guinness' book of records sta festeggiando orgoglioso i suoi primi sessant'anni, e scoppia di salute. Davvero non mostra segni di vecchiaia, ed è stato già stampato e acquistato in oltre 130 milioni di esemplari.
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L'idea risale appunto al 1955. Venne a Sir Hugh Beaver, direttore amministrativo della celebre birreria irlandese Guinness, insomma quella della birra scura che va per la maggiore nei pub dell'isola smeralda e anche altrove in Europa e nel mondo. Durante una battuta di caccia con un gruppo d'amici, non riuscì a colpire un uccello che volava troppo veloce. E allora poi, per consolarsi (con gli amici al pub naturalmente) si fece venire l'idea geniale: compilare un libro che raccogliesse i record più discussi sconosciuti e singolari. Dall'uccello più veloce del mondo, che poi non era nemmeno quello da lui mancato con la doppietta, ai tuffatori, ai collezionisti. Tutti argomenti da discorsi a' baton rompu in birreria, se volete. Ma l'idea ebbe subbito successo. La prima edizione già contava ben 198 pagine, fitta di record verificati certificati ed elencati, e fu subito un best-seller.
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Ogni anno qualcuno tenta di stabilire un nuovo record per battere un record esistente e strappargli il posto della citazione nel Guinness', e molti altri ancora cercano di inventare nuove discipline in cui diventare numeri uno ed entrare nel curioso catalogo del mito. Da Darren Taylor, che nel 2014 si tuffò da un trampolino alto 11 metri e 56 centimetri in una pisci netta di gomma per bimbi con l'acqua profonda 30 centimetri e subito divenne 'mister splash', all'americano Chris Walton che possiede, primato chi sa perché invidiabile, l'unghia più lunga del mondo, per la precisione sei metri, lasciata crescere in 18 anni.
Pazienza e tenacia magari sono degne di miglior causa, comunque entrare nel Guinness ne richiede molte. La fama apparentemente è garantita, così come il successo dell'annuario dei primati strani: la curiosità del genere umano è imprevedibile e instancabile, sembra. In fondo, non è detto che la si debba spendere solo per cose serie.
Parliamo del mitico Guinness' book of records, il catalogo dei primati assurdi e originali d'ogni sorta stampato ogni anno in Irlanda e tradotto in oltre 25 lingue. Già, il Guinness' book of records sta festeggiando orgoglioso i suoi primi sessant'anni, e scoppia di salute. Davvero non mostra segni di vecchiaia, ed è stato già stampato e acquistato in oltre 130 milioni di esemplari.
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L'idea risale appunto al 1955. Venne a Sir Hugh Beaver, direttore amministrativo della celebre birreria irlandese Guinness, insomma quella della birra scura che va per la maggiore nei pub dell'isola smeralda e anche altrove in Europa e nel mondo. Durante una battuta di caccia con un gruppo d'amici, non riuscì a colpire un uccello che volava troppo veloce. E allora poi, per consolarsi (con gli amici al pub naturalmente) si fece venire l'idea geniale: compilare un libro che raccogliesse i record più discussi sconosciuti e singolari. Dall'uccello più veloce del mondo, che poi non era nemmeno quello da lui mancato con la doppietta, ai tuffatori, ai collezionisti. Tutti argomenti da discorsi a' baton rompu in birreria, se volete. Ma l'idea ebbe subbito successo. La prima edizione già contava ben 198 pagine, fitta di record verificati certificati ed elencati, e fu subito un best-seller.
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Ogni anno qualcuno tenta di stabilire un nuovo record per battere un record esistente e strappargli il posto della citazione nel Guinness', e molti altri ancora cercano di inventare nuove discipline in cui diventare numeri uno ed entrare nel curioso catalogo del mito. Da Darren Taylor, che nel 2014 si tuffò da un trampolino alto 11 metri e 56 centimetri in una pisci netta di gomma per bimbi con l'acqua profonda 30 centimetri e subito divenne 'mister splash', all'americano Chris Walton che possiede, primato chi sa perché invidiabile, l'unghia più lunga del mondo, per la precisione sei metri, lasciata crescere in 18 anni.
Pazienza e tenacia magari sono degne di miglior causa, comunque entrare nel Guinness ne richiede molte. La fama apparentemente è garantita, così come il successo dell'annuario dei primati strani: la curiosità del genere umano è imprevedibile e instancabile, sembra. In fondo, non è detto che la si debba spendere solo per cose serie.