Julia M. Cameron, prima fotografa della storia: i ritratti social dell'epoca vittoriana
Giovani fanciulle, eteree, inafferrabili, con i volti prigionieri di una mestizia che somiglia alla morte, ma anche uomini del calibro di Charles Darwin o del poeta Alfred Lord Tennyson. Sono le fotografie realizzate da Julia Margaret Cameron, considerata la prima fotografa della storia, definita dalla sua bisnipote Virginia Woolf fotografa per eccellenza dell'Ottocento inglese. I suoi ritratti e i suoi autoscatti ne fanno una pioniera di ''Instagram'', di un utilizzo 'social' della macchina fotografica il cuo obbiettivo ritrae amici artisti, letterati e scienziati, molti dei quali coinvolti nelle sue sessioni fotografiche, insieme a dame alto-borghesi e ragazze proletarie. Nata a Calcutta nel 1815 da un ufficiale britannico e un'aristocratica francese, iniziò a fotografare all'età di 48 anni, quando si trasferì con suo marito sull'Isola di Wight. La sua passione sono i ritratti, realizzati in studio con un'estetica preraffaellita, diventati lo specchio dell'anima vittoriana. La sua ricchezza economica le permise comportamenti stravaganti come adottare la figlioletta di una mendicante per poi, da adulta, usarla come modella, o assumere un giardiniere semplicemente perché dotato di ''una bellissima schiena''. Molti lavori dell'autrice sono state recentemente raccolti nel volume ''Fotografie vittoriane di uomini famosi e donne affascinanti'', edito dalla casa editrice Elliot, che contiene una prefazione di Virginia Woolf e dell'artista Roger Fry. Nel bicentenario dalla sua nascita, l'archivio Getty Images la celebra con questa galleria. (A cura di Flavia Cappadocia)