MOSCA - Sensazionale scoperta musicale in Russia: nella biblioteca del conservatorio di San Pietroburgo è stata ritrovata la partitura orchestrale del Canto funebre, scritta nel 1908 dal giovane Igor Stravinski per la morte del suo maestro Nikolai Rimsky-Korsakov e sparita nel 1909, anno della sua prima e unica esecuzione in un concerto sinfonico diretto da Felix Blumenfeld al conservatorio della città degli zar. Fino a oggi si pensava che fosse andata irreparabilmente perduta durante la rivoluzione d'Ottobre del 1917 o nella successiva guerra civile, ma era solo stata dimenticata tra la polvere in una pila di vecchi spartiti dentro un armadio del conservatorio.
Quelle 106 battute sono tornate alla luce esattamente 106 anni dopo, grazie al caso e all'appassionata tenacia di Natalia Braghinskaya, preside della facoltà di musicologia nello stesso conservatorio ed esperta di Stravinski. E' stata lei a presentare la sensazionale scoperta a San Pietroburgo in un convegno dedicato al grande compositore russo, dove ha mostrato il frontespizio della partitura con l'annotazione del luogo e della data del concerto del 1909, eseguendo anche il brano al pianoforte. Ora sarà necessaria un'edizione critica prima di un'esecuzione sinfonica che farà resuscitare un'opera ineseguita da oltre un secolo. Si tratta, ha spiegato Braghinskaya, di un componimento in la minore della durata di 12 minuti, una lenta e invariata musica da processione con timbri strumentali contrastanti: "Un dialogo di sonorità, con echi di Rimsky Korsakov ma anche di Wagner, che Stravinski ammirava più di quanto in seguito fosse pronto ad ammettere".
Il ritrovamento, secondo la musicologa, copre la lacuna più grande nel corpo delle composizioni dell'autore e aiuterà a comprendere meglio la sua veloce evoluzione artistica. Il Canto funebre è l'anello mancante tra due lavori sinfonici del 1908 (Fuochi d'artificio e Scherzo fantastico) e L'uccello di fuoco (1910), il balletto che lo rese famoso dopo la sua rappresentazione a Parigi da parte dei Ballets Russes di Diaghilev. Lo stesso Stravinski lo considerava una delle sue migliori composizioni prima dell'Uccello di fuoco, ma non riuscì mai a ricordarla per poterla riscrivere.
La scoperta è straordinaria anche per come è avvenuta. Per anni diversi musicologi russi avevano teorizzato che la partitura potesse trovarsi negli archivi non catalogati del conservatorio della Filarmonica di San Pietroburgo. Ma in epoca sovietica non era incoraggiato il frugare, tantomeno per trovare documenti di un espatriato modernista come Stravinski. Eppure nel 1951 un bibliotecario sconosciuto salvò, non si sa quanto consapevolmente, il Canto funebre da una sorta di repulisti. Determinante però è stata l'ostinata indagine di Braghinskaya, che lo scorso autunno aveva chiesto di fare una minuziosa ricerca negli archivi della biblioteca del conservatorio. L'esito fu negativo, ma quando lo scorso febbraio il ministro della Cultura decise di trasferire il conservatorio, nel trasloco di tutti i documenti è spuntato un vecchio armadio con pile di manoscritti nascosti dietro spartiti accatastati.
Ancor più determinante è stata la bibliotecaria, che spulciando tra il materiale si è ritrovata tra le mani il manoscritto di Stravinski che aveva cercato a lungo per conto di Braghinskaya. "Sarebbe bello che qualcuno a Leningrado cercasse la partitura, sarebbe interessante vedere che cosa ho composto proprio prima dell'Uccello di fuoco", scrisse Stravinski nella sua autobiografia.
Quelle 106 battute sono tornate alla luce esattamente 106 anni dopo, grazie al caso e all'appassionata tenacia di Natalia Braghinskaya, preside della facoltà di musicologia nello stesso conservatorio ed esperta di Stravinski. E' stata lei a presentare la sensazionale scoperta a San Pietroburgo in un convegno dedicato al grande compositore russo, dove ha mostrato il frontespizio della partitura con l'annotazione del luogo e della data del concerto del 1909, eseguendo anche il brano al pianoforte. Ora sarà necessaria un'edizione critica prima di un'esecuzione sinfonica che farà resuscitare un'opera ineseguita da oltre un secolo. Si tratta, ha spiegato Braghinskaya, di un componimento in la minore della durata di 12 minuti, una lenta e invariata musica da processione con timbri strumentali contrastanti: "Un dialogo di sonorità, con echi di Rimsky Korsakov ma anche di Wagner, che Stravinski ammirava più di quanto in seguito fosse pronto ad ammettere".
Il ritrovamento, secondo la musicologa, copre la lacuna più grande nel corpo delle composizioni dell'autore e aiuterà a comprendere meglio la sua veloce evoluzione artistica. Il Canto funebre è l'anello mancante tra due lavori sinfonici del 1908 (Fuochi d'artificio e Scherzo fantastico) e L'uccello di fuoco (1910), il balletto che lo rese famoso dopo la sua rappresentazione a Parigi da parte dei Ballets Russes di Diaghilev. Lo stesso Stravinski lo considerava una delle sue migliori composizioni prima dell'Uccello di fuoco, ma non riuscì mai a ricordarla per poterla riscrivere.
La scoperta è straordinaria anche per come è avvenuta. Per anni diversi musicologi russi avevano teorizzato che la partitura potesse trovarsi negli archivi non catalogati del conservatorio della Filarmonica di San Pietroburgo. Ma in epoca sovietica non era incoraggiato il frugare, tantomeno per trovare documenti di un espatriato modernista come Stravinski. Eppure nel 1951 un bibliotecario sconosciuto salvò, non si sa quanto consapevolmente, il Canto funebre da una sorta di repulisti. Determinante però è stata l'ostinata indagine di Braghinskaya, che lo scorso autunno aveva chiesto di fare una minuziosa ricerca negli archivi della biblioteca del conservatorio. L'esito fu negativo, ma quando lo scorso febbraio il ministro della Cultura decise di trasferire il conservatorio, nel trasloco di tutti i documenti è spuntato un vecchio armadio con pile di manoscritti nascosti dietro spartiti accatastati.
Ancor più determinante è stata la bibliotecaria, che spulciando tra il materiale si è ritrovata tra le mani il manoscritto di Stravinski che aveva cercato a lungo per conto di Braghinskaya. "Sarebbe bello che qualcuno a Leningrado cercasse la partitura, sarebbe interessante vedere che cosa ho composto proprio prima dell'Uccello di fuoco", scrisse Stravinski nella sua autobiografia.