Zerocalcare, un (fumettista) marziano a Roma
di LUCA VALTORTA"L'elenco telefonico degli accolli" è il nuovo volume dell'autore che nel 2015 è stato candidato al Premio Strega. Ma che ancora non è stato immortalato dai paparazzi nell'atto di mangiare un supplì insieme alla "gente che conta"
OGGI un marziano è sceso con la sua astronave a Rebibbia: non si parla d'altro, se lo contendono i migliori salotti, tutti lo vogliono e gli chiedono le cose più disparate: "Ciao, visto che il mio ragazzo si laurea vorrei regalargli un tuo disegno del suo cane morto quando era piccolo", oppure, "Allora, è il compleanno di mia nonna e anche se se ne fotte dei fumetti, mi sembrava fico romperti il cxxxo per regalargliene uno...", o ancora "Ciao Calcare, vorrei insegnarti a vivere: devi fare un fumetto su una cosa che interessa a me". E soprattutto, moltissimi: "Facciamo uno scambio: tu fai trenta pagine di fumetti, in cambio io metto il tuo nome in copertina". Questi sono i temibili "accolli" secondo Zerocalcare e il suo nuovo volume, L'elenco telefonico degli accolli, racconta quello che vi può succedere quando la fama bussa alla vostra porta.
La citazione di Un marziano a Roma di Flaiano all'ini…
La citazione di Un marziano a Roma di Flaiano all'ini…
OGGI un marziano è sceso con la sua astronave a Rebibbia: non si parla d'altro, se lo contendono i migliori salotti, tutti lo vogliono e gli chiedono le cose più disparate: "Ciao, visto che il mio ragazzo si laurea vorrei regalargli un tuo disegno del suo cane morto quando era piccolo", oppure, "Allora, è il compleanno di mia nonna e anche se se ne fotte dei fumetti, mi sembrava fico romperti il cxxxo per regalargliene uno...", o ancora "Ciao Calcare, vorrei insegnarti a vivere: devi fare un fumetto su una cosa che interessa a me". E soprattutto, moltissimi: "Facciamo uno scambio: tu fai trenta pagine di fumetti, in cambio io metto il tuo nome in copertina". Questi sono i temibili "accolli" secondo Zerocalcare e il suo nuovo volume, L'elenco telefonico degli accolli, racconta quello che vi può succedere quando la fama bussa alla vostra porta.
La citazione di Un marziano a Roma di Flaiano all'inizio non è dunque insensata: dopo l'arrivo del marziano si parla solo di lui, tutti lo vogliono, tutti lo cercano, tutti gli chiedono qualche cosa per sé, per i figli, per i nonni. Ma, passato qualche tempo, le cose cambiano. Anche al marziano ci si abitua, non è più tanto una novità, però si pensa che lui comunque possa fare molto per noi, se non lo vuole fare è certo colpa sua e così "arrivano lettere nelle quali si chiede al marziano di agire, presto, e lo si rimprovera di perdere tempo prezioso. Già la delusione serpeggia". E c'è anche chi comincia a sussurrare al "tradimento". Per chiosare con Arbasino: "I tre stadi dello scrittore italiano sono: promettente talento; solito stronzo; venerato maestro".
Zerocalcare di mestiere non fa lo scrittore ma il fumettista, ma i tempi cambiano, tutto è più pop, e oggi è addirittura il secondo fumettista, dopo Gipi lo scorso anno, a essere candidato all'Olimpo letterario del Premio Strega. Possiamo dunque considerarlo a tutti gli effetti alla stregua di uno scrittore. E chiederci: in che fase è, arbasinianamente parlando, Zerocalcare? Teoricamente dovremmo ormai incamminarci, avendo superato - proprio con la candidatura allo Strega - la fase del "promettente talento", sulla sdrucciolevole e antipatica strada del "solito stronzo" se non fosse che un solido background da cui non si è mai allontanato (gli amici di sempre e una militanza non sbandierata) gli ha consentito di non fare gli errori del "marziano" di Flaiano. Non lo avete trovato nel giro degli scrittori più trendy e neanche immortalato da Dagospia mentre addenta un supplì con il famoso editor che dice, sullo sfondo, "Adoro i nostri trenini perché non vanno da nessuna parte" (e anzi così siamo già dentro un suo fumetto, in un gioco di specchi che avrebbe appassionato Baudrillard). Al massimo gira qualche foto di lui con una giacca d'obbligo allo Strega, però di due taglie più grande, al posto della usuale felpa nera con teschio. Zerocalcare lo racconta nella storie di questo libro che segnano un'evidente difficoltà a rapportarsi con qualcosa a cui non aveva mai davvero dovuto pensare: la fama. Quella fama per cui ormai il suo nome è diventato il più noto nel mondo del fumetto proprio perché è arrivato anche a un pubblico che i fumetti non li ha mai letti.
LEGGI ANCHE: Zerocalcare: "Vi racconto i nuovi mostri delle nostre città"
Nelle pagine del suo libro, che dietro la patina divertente spesso celano grande amarezza, Zerocalcare racconta come reagisce agli "accolli" che essa comporta, utilizzando un'etica iterata dagli anime de L'uomo tigre, temprata dallo spirito di sacrifico dei Cavalieri dello Zodiaco, corroborata dalla saggezza zen del maestro Joda e dai premurosi avvertimenti di Obi Wan Kenobi di Star Wars.
È dunque evidente che Zerocalcare possiede una consapevolezza che il "marziano" di Flaiano non aveva: quella per cui ormai è chiaro che "i miti d'oggi" sono "un complesso di segni il cui senso può costantemente essere interpretato", come diceva Roland Barthes. E questo è ciò che fa nella sua opera. Anche per lui infatti "Marte non è soltanto la terra, è la Terra piccolo borghese, il piccolo cantone di mentalità coltivato dalla grande stampa illustrata. Appena formato nel cielo, Marte viene in tal modo allineato dalla più forte tra tutte le appropriazioni, quella dell'identità". (sempre da Miti d'oggi, alla voce Marziani).
Zerocalcare racconta come sfuggire a questo allineamento e anzi fa sorgere il dubbio che questa idea del "marziano" sia solo una nostra proiezione, come il Solaris di Stanis?aw Lem, un fantasma creato dalla volontà di assimilazione del diverso secondo le mosse di un collaudato schema. Ma non è detto che questo processo di "addomesticamento" del marziano riesca perché forse egli è meno ingenuo di ciò che si crede, come nel corrosivo, inaspettato Mars Attacks! di Tim Burton. E, quindi sorpresa, Marte in realtà è contro la Terra: non è venuto in pace anche se porta i doni come gli Achei a Troia. Molte cose del nostro mondo non gli piacciono e se leggete con attenzione queste pagine riuscirete a capire molto bene quali. Così, tra qualche anno, Zerocalcare potrebbe davvero riuscire a diventare un "venerato maestro" oppure anche "scomparire completamente" come cantava Thom Yorke dei Radiohead, e come è convinto lui stesso, ma risparmiandosi almeno il passaggio "fecale". Intanto (per fortuna) rimane un alieno.
La citazione di Un marziano a Roma di Flaiano all'inizio non è dunque insensata: dopo l'arrivo del marziano si parla solo di lui, tutti lo vogliono, tutti lo cercano, tutti gli chiedono qualche cosa per sé, per i figli, per i nonni. Ma, passato qualche tempo, le cose cambiano. Anche al marziano ci si abitua, non è più tanto una novità, però si pensa che lui comunque possa fare molto per noi, se non lo vuole fare è certo colpa sua e così "arrivano lettere nelle quali si chiede al marziano di agire, presto, e lo si rimprovera di perdere tempo prezioso. Già la delusione serpeggia". E c'è anche chi comincia a sussurrare al "tradimento". Per chiosare con Arbasino: "I tre stadi dello scrittore italiano sono: promettente talento; solito stronzo; venerato maestro".
Zerocalcare di mestiere non fa lo scrittore ma il fumettista, ma i tempi cambiano, tutto è più pop, e oggi è addirittura il secondo fumettista, dopo Gipi lo scorso anno, a essere candidato all'Olimpo letterario del Premio Strega. Possiamo dunque considerarlo a tutti gli effetti alla stregua di uno scrittore. E chiederci: in che fase è, arbasinianamente parlando, Zerocalcare? Teoricamente dovremmo ormai incamminarci, avendo superato - proprio con la candidatura allo Strega - la fase del "promettente talento", sulla sdrucciolevole e antipatica strada del "solito stronzo" se non fosse che un solido background da cui non si è mai allontanato (gli amici di sempre e una militanza non sbandierata) gli ha consentito di non fare gli errori del "marziano" di Flaiano. Non lo avete trovato nel giro degli scrittori più trendy e neanche immortalato da Dagospia mentre addenta un supplì con il famoso editor che dice, sullo sfondo, "Adoro i nostri trenini perché non vanno da nessuna parte" (e anzi così siamo già dentro un suo fumetto, in un gioco di specchi che avrebbe appassionato Baudrillard). Al massimo gira qualche foto di lui con una giacca d'obbligo allo Strega, però di due taglie più grande, al posto della usuale felpa nera con teschio. Zerocalcare lo racconta nella storie di questo libro che segnano un'evidente difficoltà a rapportarsi con qualcosa a cui non aveva mai davvero dovuto pensare: la fama. Quella fama per cui ormai il suo nome è diventato il più noto nel mondo del fumetto proprio perché è arrivato anche a un pubblico che i fumetti non li ha mai letti.
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Nelle pagine del suo libro, che dietro la patina divertente spesso celano grande amarezza, Zerocalcare racconta come reagisce agli "accolli" che essa comporta, utilizzando un'etica iterata dagli anime de L'uomo tigre, temprata dallo spirito di sacrifico dei Cavalieri dello Zodiaco, corroborata dalla saggezza zen del maestro Joda e dai premurosi avvertimenti di Obi Wan Kenobi di Star Wars.
È dunque evidente che Zerocalcare possiede una consapevolezza che il "marziano" di Flaiano non aveva: quella per cui ormai è chiaro che "i miti d'oggi" sono "un complesso di segni il cui senso può costantemente essere interpretato", come diceva Roland Barthes. E questo è ciò che fa nella sua opera. Anche per lui infatti "Marte non è soltanto la terra, è la Terra piccolo borghese, il piccolo cantone di mentalità coltivato dalla grande stampa illustrata. Appena formato nel cielo, Marte viene in tal modo allineato dalla più forte tra tutte le appropriazioni, quella dell'identità". (sempre da Miti d'oggi, alla voce Marziani).
Zerocalcare racconta come sfuggire a questo allineamento e anzi fa sorgere il dubbio che questa idea del "marziano" sia solo una nostra proiezione, come il Solaris di Stanis?aw Lem, un fantasma creato dalla volontà di assimilazione del diverso secondo le mosse di un collaudato schema. Ma non è detto che questo processo di "addomesticamento" del marziano riesca perché forse egli è meno ingenuo di ciò che si crede, come nel corrosivo, inaspettato Mars Attacks! di Tim Burton. E, quindi sorpresa, Marte in realtà è contro la Terra: non è venuto in pace anche se porta i doni come gli Achei a Troia. Molte cose del nostro mondo non gli piacciono e se leggete con attenzione queste pagine riuscirete a capire molto bene quali. Così, tra qualche anno, Zerocalcare potrebbe davvero riuscire a diventare un "venerato maestro" oppure anche "scomparire completamente" come cantava Thom Yorke dei Radiohead, e come è convinto lui stesso, ma risparmiandosi almeno il passaggio "fecale". Intanto (per fortuna) rimane un alieno.