Cultura

Luca Bizzarri: "Ti costringe alla chiarezza. Basta prolissi"

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 UN MILIONE e duecentomila seguaci e non sentirli. Luca Bizzarri, comico e attore che compare quasi sempre in coppia con Paolo Kessisoglu, a Twitter è affezionato. Gli piace esattamente così com'è. "Se lo chiudono è colpa mia. Capita sempre: dove ho successo porto sventura".

Lo vogliono cambiare. Ci stanno provando.
"I 140 caratteri non si toccano. Quella è la chiave di volta. Ti costringono ad esser conciso. Ad esser chiaro. Si strillano fatti, o presunti tali, concetti e idee. Poi sta alle persone scegliere, selezionare. Se si passasse a 10mila caratteri diventerebbe impossibile usarlo. Il mondo è pieno di individui prolissi, che parlano troppo e inutilmente".

Altri social network hanno una crescita maggiore e più presa sulle cosiddette nuove generazioni.
"Possibile. Io però, se non ci fosse Twitter, non saprei cosa leggere quando ho la colite. È perfetto in quei momenti".

Ci sono le riviste, volendo.
"Perché? Mi perderei le sparate di Maurizio Gasparri (Bizzarri ha polemizzato a lungo con Gasparri su Twitter, ndr). Ma è vero: è un social network per pochi. A volte, durante le trasmissioni televisive, scoppiano discussioni infinite su Twitter che sembrano infiammare il paese. Fino a quando, il giorno dopo, scopri che il programma in questione ha avuto un indice di share basso".

Lei però ha oltre un milione di persone che la segue.
"Persone che non sempre apprezzano quel che faccio. Ma è una delle cose belle di Twitter. Forse dovrebbero assumermi".

Alcune posizioni di vicepresidente sono ufficialmente vacanti.
"Se mi pagano bene lo faccio. Faccio tutto se mi pagano bene. A parte gli scherzi, non sono preoccupato. Se lo chiudessero leggerei più libri e amplierei il mio periodo di disintossicazione da digitale che attualmente è di almeno un giorno a settimana. Ma non corriamo questo pericolo. In Italia siamo talmente indietro che se Twitter sparisse ce ne accorgeremmo con dieci anni di ritardo".