Gli ammiragli della cultura del mare: festa per il premio Carlo Marincovich
di SIMONA CASALINI
Un momento della consegna del premio Carlo Marincovich
La settima edizione del riconoscimento letterario dedicato a libri e articoli che parlano di navigazione, avventure e tanti nuovi naufragi. Vincono "La frontiera" sui migranti nelle carrette del Mediterraneo, e "Siamo liberi", diario di bordo di sette anni a vela da Milano al Pacifico. Con l'autrice che dichiara: "Il mio vero eroismo è stato quello di tornare a Milano". I premi? Solo cimeli dell'arte della marineria
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Le galeazze della battaglia di Lepanto, così lontana e così contemporanea, e il diario di bordo di sette anni a vela, da Milano agli oceani, con famiglia e neonato al seguito; il misterioso baule di Conrad, nei suoi primi vent'anni da marinaio, e la sfortunata storia di due piroscafi della Regia Marina dedicati ad altrettante sfortunate principesse di casa Savoia. Poi, tanto Mediterraneo di oggi, che ha abissi di ferocia e di vite disgraziate: con i naufragi e gli eroismi, le zattere di salvataggio e gli annegati, nuove battaglie in mare con l'umanità disperata sulle coste del sud.
È un mare magnum di naviganti di ogni tempo l'elenco dei libri e degli articoli vincitori della settima edizione del premio letterario Carlo Marincovich, dedicato al nostro collega che scritto grandi pagine di sfide a vela oceaniche e di velocità terrestri, organizzato da Patrizia Melani Marincovich. Per la sezione articoli “cultura del mare”, il primo classificato è il lavoro di Daniele Busetto, con "Le navi dei Papi, i mille anni della marineria pontificia", con il sogno di aprire a Roma il primo museo Navale di Roma, negli spazi dell'elegante e abbandonato ex Arsenale Pontificio a Porta Portese.
Momenti della festa per il premio letterario Carlo Marincovich
Per gli articoli di "navigazione", vince Roberto Neglia con "Not all is lost", reportage su come sopravvivere in mare, dopo i naufragi, tornati di stretta attualità. E i libri dell'andar per mare. Primo classificato "La Frontiera", Feltrinelli Editore, di Alessandro Leogrande, sulle terribili rotte tra guerre e emigrazioni, dall'Eritrea a Lampedusa passando dal deserto della Libia. Premi anche a Bruno Cianci con il suo saggio "Le navi della Mezzaluna", Odoya Editore, dettagliata ricostruzione storica della marina dell'impero Ottomano dal 1299 al 1923, data dell'ascesa di Ataturk, e a Giorgio Cingolani con il suo "Adriatico", Mursia editore, libro di storie di costa, vendette e pulizie etniche tra le Isole e Incoronate fino al Montenegro, dove si sono giocati i destini della ex Jugoslavia.
Per la narrativa, avanti a tutti una donna, Elena Sacco, col suo diario di bordo di sette anni in oceano, a vela, con famiglia e bebé, "Siamo Liberi", Chiarelettere Editore, con l'autrice che ha sottolineato che "il vero eroismo è stato quello di ritornare a Milano". Poi due premi ex equo: "Il baule di Conrad", di Dario Portuale, Nutrimenti editore, sui vent'anni da marinaio del più grande degli scrittori di mare, e "Di mare, barche e marinai" (Mursia), racconti brevi di storie "liquide", scritto da Carlo Romeo.
Nella sezione libri Junior, vince Massimo Minella con le sue "Storie di navi e principesse che non fecero ritorno" De Ferrari Editore, con la promessa di scrivere presto una nuova storia, quella sull'elica del Rex, sui fondali di Capodistria, il cui recupero è un affare di Stato tra l'Italia e la Slovenia.
E un premio speciale, il più applaudito, per la solidarietà in mare, quello a Catia Pellegrino, Mondadori editore, per il suo "La scelta di Catia", lei prima comandante donna della Marina militare al comando della nave Libra, pattugliatore in servizio nel canale di Sicilia. A tutti loro solo premi-cimeli: pezzi di timoni di barche oceaniche, vessilli d'epoca, oggetti simboli della marineria, bozzetti, bitte e manovelle di bordo. Solo per veri intenditori del Grande Blu.