ROMA - L’acquisizione di RCS Libri da parte del gruppo Mondadori, a cui l'Antitrust, con una delibera del 23 marzo scorso, a patto del rispetto di alcuni vincoli, ha dato l'ok, preoccupa il mondo dell'editoria e, in particolare, Alessandro e Giuseppe Laterza che, in occasione del Salone del libro di Torino, hanno inviato una lettera aperta al presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato.
Nella lettera, i due editori ricordano che in un primo momento l'Antitrust aveva rilevato, dopo un'attenta analisi dei diversi segmenti del mercato, che l'operazione da parte di Mondadori non fosse possibile, dato che avrebbe potuto "determinare la creazione o il rafforzamento di posizione dominante nei mercati dell’acquisizione dei diritti d’autore di libri italiani e stranieri di narrativa e di saggistica; dell’editoria di narrativa e di saggistica; dell’editoria di libri per ragazzi; dell’editoria di fumetti; dell’editoria di eBook e della relativa distribuzione".
Questa, per Laterza, era la corretta valutazione sul rischio che la 'posizione dominante' potesse compromettere i meccanismi di funzionamento del libero mercato, con danno per gli editori, i librai, ma anche per i consumatori e i lettori.
Le clausule per l'ok. In seguito, però, la decisione dell'Autorità è cambiata, a condizione che Mondadori introducesse "una serie di rimedi nell’arco dei successivi 3 anni e 6 mesi". E cioe: "l’invio agli autori, entro 60 giorni dalla delibera, di una comunicazione scritta con la proposta di sospendere le clausole di prelazione; la cessione a terzi delle società Bompiani e Marsilio; la messa a disposizione dell’intero catalogo eBook a tutte le piattaforme di vendita che ne faranno richiesta; la presenza e visibilità dei libri di editori terzi nei punti vendita di proprietà di Mondadori e affiliati per almeno il 40% dei titoli esposti, nei Comuni in cui non siano presenti librerie delle catene Feltrinelli, Giunti e Ubik; un finanziamento pari a 225.000 euro per le prossime tre edizioni della fiera “Più Libri Più Liberi”; l’impegno a non peggiorare le condizioni applicate prima della delibera alle librerie indipendenti e di catena; la donazione di libri a scuole e biblioteche pubbliche, carceri minorili e ospedali per un milione di euro a prezzo di copertina".
Più sorveglianza. La corretta applicazione di queste clausule, però, secondo i firmatari, è difficile da sorvegliare: "Per questo - si legge nel documento - le chiediamo di dare massima evidenza ai risultati dei controlli che l’Antitrust porrà in essere, con un dettagliato e chiaro resoconto nell’ambito della relazione che verrà presentata al Parlamento, in modo tale che se ne possa discutere pubblicamente...Riteniamo, infatti, che la situazione anomala del mercato del libro italiano − con un gruppo editoriale che non solo ne controlla una quota superiore a quella di qualsiasi altro gruppo editoriale europeo nel proprio mercato ma che ha dimensioni tre volte superiori rispetto a quella dei più diretti concorrenti − rappresenti un fattore di condizionamento rilevante delle dinamiche della concorrenza e di conseguenza anche della produzione e circolazione dei libri nel nostro Paese".
Nella lettera, i due editori ricordano che in un primo momento l'Antitrust aveva rilevato, dopo un'attenta analisi dei diversi segmenti del mercato, che l'operazione da parte di Mondadori non fosse possibile, dato che avrebbe potuto "determinare la creazione o il rafforzamento di posizione dominante nei mercati dell’acquisizione dei diritti d’autore di libri italiani e stranieri di narrativa e di saggistica; dell’editoria di narrativa e di saggistica; dell’editoria di libri per ragazzi; dell’editoria di fumetti; dell’editoria di eBook e della relativa distribuzione".
Questa, per Laterza, era la corretta valutazione sul rischio che la 'posizione dominante' potesse compromettere i meccanismi di funzionamento del libero mercato, con danno per gli editori, i librai, ma anche per i consumatori e i lettori.
Le clausule per l'ok. In seguito, però, la decisione dell'Autorità è cambiata, a condizione che Mondadori introducesse "una serie di rimedi nell’arco dei successivi 3 anni e 6 mesi". E cioe: "l’invio agli autori, entro 60 giorni dalla delibera, di una comunicazione scritta con la proposta di sospendere le clausole di prelazione; la cessione a terzi delle società Bompiani e Marsilio; la messa a disposizione dell’intero catalogo eBook a tutte le piattaforme di vendita che ne faranno richiesta; la presenza e visibilità dei libri di editori terzi nei punti vendita di proprietà di Mondadori e affiliati per almeno il 40% dei titoli esposti, nei Comuni in cui non siano presenti librerie delle catene Feltrinelli, Giunti e Ubik; un finanziamento pari a 225.000 euro per le prossime tre edizioni della fiera “Più Libri Più Liberi”; l’impegno a non peggiorare le condizioni applicate prima della delibera alle librerie indipendenti e di catena; la donazione di libri a scuole e biblioteche pubbliche, carceri minorili e ospedali per un milione di euro a prezzo di copertina".
Più sorveglianza. La corretta applicazione di queste clausule, però, secondo i firmatari, è difficile da sorvegliare: "Per questo - si legge nel documento - le chiediamo di dare massima evidenza ai risultati dei controlli che l’Antitrust porrà in essere, con un dettagliato e chiaro resoconto nell’ambito della relazione che verrà presentata al Parlamento, in modo tale che se ne possa discutere pubblicamente...Riteniamo, infatti, che la situazione anomala del mercato del libro italiano − con un gruppo editoriale che non solo ne controlla una quota superiore a quella di qualsiasi altro gruppo editoriale europeo nel proprio mercato ma che ha dimensioni tre volte superiori rispetto a quella dei più diretti concorrenti − rappresenti un fattore di condizionamento rilevante delle dinamiche della concorrenza e di conseguenza anche della produzione e circolazione dei libri nel nostro Paese".