Una grande mostra dedicata a Paul Signac apre la stagione del MASI, Museo d'Arte Svizzera italiana, l'esposizione propone un viaggio ideale nell’opera dell’artista francese, grande precursore della pittura moderna
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Sembra uno sciame di punti colorati, che si appoggia sulla tela con leggerezza e compone paesaggi chiarissimi. L'intensa pittura di Paul Signac è delicata come una carezza, fatta di piccole macchie a volte sovrapposte, da cui scaturiscono forme che l'occhio coglie e sintetizza. Il Pointellisme, la tecnica che il maestro aveva abbracciato da subito e mai abbandonerà, fondata sulle ricerche scientifiche del suo tempo dedicate ai fenomeni ottici, per lui non aveva segreti. Padroneggiata al meglio, gli permise di arrivare a risultati di grande qualità espressiva.
A Lugano, dal 4 settembre al Museo d'arte della Svizzera italiana, si potrà godere di questa grazia pittorica, presentata nella mostra Paul Signac. Riflessi sull’acqua, che riunisce oltre centoquaranta opere, fra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni, appartenenti a un’eccezionale collezione d’arte, uno dei più importanti nuclei di opere dell’artista proveniente da privati. L'esposizione permette di capire l'evoluzione artistica del pittore, ripercorrendo le fasi che hanno segnato i mutamenti della sua tecnica pittorica. Le opere esposte infatti, vanno dai primi dipinti impressionisti, fino agli ultimi acquerelli della serie dei Porti di Francia, passando per gli anni del Neoimpressionismo, dal fulgore di Saint-Tropez, alle immagini di Venezia, Rotterdam e Costantinopoli.
Lugano, Paul Signac: punti, colore, emozioni e riflessi
Il Museo d’arte della Svizzera italiana (MASI Lugano) apre la nuova stagione museale con una mostra dedicata a Paul Signac (1863-1935), che riunisce oltre centoquaranta opere, fra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni, appartenenti a un’eccezionale collezione d’arte, uno dei più importanti nuclei di opere dell’artista conservato in mani private Paul Signac. Riflessi sull’acqua
4 settembre 2016 – 8 gennaio 2017 LAC Lugano Arte e Cultura
Paul Signac arrivò alla pittura dopo aver abbandonato gli studi di architettura, che aveva inizialmente intrapreso. Dal 1882, iniziò a dipingere come autodidatta e venne a contatto con gli impressionisti, in particolare con Pisarro. L'esperienza lo coinvolse a tal punto che, nel 1884, fu tra i fondatori a Parigi della Société des artistes indépendant, dove espose per la prima volta le sue opere. Fu in questa occasione che conobbe George Seurat, con il quale avviò un'intensa collaborazione che portò all'elaborazione del Neoimpressionismo, di cui furono i massimi esponenti. Giovane battagliero, dal carattere forte, seppe diffondere il movimento anche attraverso molti scritti teorici. Dal 1885, studiò con attenzione gli effetti cromatici della vibrazione luminosa, approfondì le potenzialità espressive della tecnica pointilliste in una serie di studî e dipinti en plein air. Amava variare tipo di colore, infatti accanto ai quadri a olio realizzati durante i frequenti soggiorni in Francia, nei Paesi Bassi, in Turchia e in Italia, produsse anche numerosi acquerelli, capaci di esaltare ulteriormente i riflessi di luce ed acqua. Solo alla fine degli anni '90 passò ad uno stile più sciolto, meno fedele al puntinismo, in cui ricorreva anche a pennellate larghe e compatte e ad un colore più contrastato, più espressionista.
La mostra, che rimarrà aperta al MASI fino all'8 gennaio, è stata curata da Marina Ferretti Bocquillon, direttore scientifico del Musee des Impressionnismes di Giverny e corresponsabile degli Archives Signac, è posta sotto l’alto patronato di Sua Eccellenza, Signor Rene Roudaut, Ambasciatore di Francia in Svizzera ed è stata organizzata in collaborazione con la Fondation de l’Hermitage di Losanna.