A palazzo delle Esposizioni l'anteprima della rassegna, che rivede la luce dopo un buco di otto anni, che ne aveva messo a rischio la sopravvivenza. Un centinaio di autori in mostra. La première con il presidente Mattarella e il ministro Franceschini
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Travi di legno chiaro appoggiate a terra e ammucchiate le une sulle altre, grandi e gravi, apparentemente silenziose. Bisogna avvicinare l'orecchio ed ecco la sorpresa: un sistema audio in loop le fa vibrare e suonare lievemente.
Si tratta dell'opera "Listening Is Making Sense" realizzata nel 2012 dall'artista Michele Spanghero (Gorizia 1979) e ora presente al Palazzo Delle Esposizioni di Roma, nella sezione "Periferiche" curata da Denis Viva. Con questa scultura-installazione potremmo simbolicamente leggere l'intera 16° Quadriennale, perché ci invita tutti ad ascoltare quello che ci sta dicendo l'arte, e a vedere ciò che ci mostrano i novantanove artisti, invitati da undici curatori nelle dieci sezioni di questa quadriennale, che è come una polifonia a più voci.
Roma. La Quadriennale al via
Una molteplicità in cui, come è naturale che accada, qualcuno va per conto suo: c'è chi stona, chi eccelle, chi prende una direzione, chi un'altra. Tutti, insieme, costruiscono una mappatura e una ricognizione di quella che è l'arte contemporanea italiana attuale.
Questa Quadriennale d'arte di Roma, promossa e organizzata dalla Fondazione omonima e dell'azienda speciale Palaexpo, è allestita al primo piano di Palazzo delle Esposizioni per un totale di 2mila metri quadrati circa, con un'esposizione di 150 opere. Le sezioni più vicine all'ingresso principale di via Nazionale sono più "ordinate" e fruibili, con allestimenti che facilitano la visione e la comprensione, che diventa più o meno agevole anche in base al numero di artisti presenti in ogni sala.
(ansa)
Ad esempio, Luigi Fassi concentra su cinque nomi un tema attuale come quello della democrazia in America e rende semplice e interessante la visione della mostra. Stesso discorso per "La seconda volta" di Cristiana Perrella, che dà spazio a cinque artisti tra cui Marcello Maloberti che si distingue per le sue performances, che, nel giorno dell'apertura coinvolgono nomi d'eccezione come l'attore Ninetto D'Avoli, pronto a stringere le mani ai visitatori.
La sezione "A occhi chiusi, gli occhi sono straordinariamente aperti" unisce sette artisti che, insieme, così come sono stati ben allestiti dal curatore Luca Lo Pinto, senza didascalie ma con una puntuale mappa disegnata graficamente sulla parete della sala, forse metterebbero tutti d'accordo all'interno di un padiglione Italia della Biennale. Perché puntano - e in maniera non impegnativa - sulla storia come chiave di volta per capire il contemporaneo, "giocando", tra l'altro, con i segni misteriosi e "furiosi" di Emilio Villa, le interpretazioni "esoteriche" di Roberto Cuoghi, lo storytelling fotografico di Ra di Martino, i suoni di Lorenzo Segni che accompagnano senza invadere la visione della mostra.
Il già citato Denis Viva nella sua selezione si rifa a quel “Policentrismo consapevole”, per dirla con le parole di Enrico Castelnuovo e Carlo Ginzburg per indicare l'evoluzione della cultura visiva italiana lungo i secoli, dando spazio ad artisti che dimostrano anche di essere molto ancorati alla terra, come dimostrano i lavori di Christiane Lohr, che espone semi di cardi, reti di capelli, fili d'erba.
Diventa più "virtuale" il discorso nella sezione"Cyphoria", curata da Domenico Quaranta, in cui gli schermi rovesciati sottosopra da Eva e Franco Mattes fanno quasi da punteggiatura ai tanti lavori in mostra, tra cui si fanno notare le riconoscibili installazioni di Alterazioni Video e di Marco Strappato così come i colorati acrilici con foglia d'oro, plexiglas e led di Federico Solmi.
Vedere la quadriennale diventa più complicato nelle sale in cui le opere sono tante (13, 14) e ravvicinate, con il rischio di "effetto fiera" in cui è difficile distinguere chi e cosa, nonostante l'importanza e la bellezza della maggior parte dei lavori. Conquistano l'attenzione le opere di due artiste donne nella sezione "De Rerum Rurale" curata da Matteo Lucchetti: sono il lavoro fotografico di Moira Ricci e lo studio di performance per nuove voci di Valentina Vetturi, replicata 5 volte durante la Quadriennale.
Promossa e organizzata dalla Fondazione La Quadriennale di Roma e dell'Azienda Speciale Palaexpo, la mostra, allestita al Piano Nobile di Palazzo delle Esposizioni su oltre 2.000 metri quadrati, presenta 10 sezioni espositive ideate da 11 curatori, 99 artisti con 150 opere, tutte recenti, molte realizzate per l'occasione. Il percorso espositivo è libero e il visitatore - a partire dalla Rotonda centrale, che durante la mostra sarà animata da performance, incontri, proiezioni che sono parte integrante dei progetti espositivi di molti curatori - può iniziare la propria esperienza di visita da una delle sezioni espositive.
Il presidente Mattarella all'inaugurazione della Quadriennale (lapresse)
"Torna con una scelta di grande livello, giovani curatori italiani e una varietà di offerte importante, una qualità importante". E' il commento del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini a margine della visita alla Quadriennale, che torna dopo un "buco" di otto anni, e sarà visitabile da domani all'8 gennaio 2017. "C'è già un interesse internazionale significativo - ha proseguito il ministro - e quindi credo davvero che questo farà tornare alla Quadriennale quello che merita e cioè un punto di riferimento dell'arte contemporanea nel mondo".
L'edizione 2012, secondo il ministro, è saltata "colpevolmente, perché rischiava di interrompere una tradizione internazionale, gloriosa, lunga". "L'arte contemporanea è davvero sempre un'esplorazione - ha detto infine il ministro dopo la visita al Palazzo delle Esposizioni - ci sono cose che si apprezzano e si capiscono e cose che ti lasciano un pò stupito ma poi, facendotele spiegare, capisci quello che gli occhi da soli non riescono a capire". La Quadriennale è stata vista in anteprima dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.