Cultura

Bob Dylan colpisce ancora: snobba incontro fra Obama e i Nobel Usa alla Casa Bianca

Dopo l'assenza a causa di "impegni precedenti" annunciata per la cerimonia di Stoccolma il 10 dicembre, l'artista ha deciso di saltare anche l'invito a cena del presidente americano uscente. Lo ha annunciato il portavoce Josh Earnest, con ironia e senza fornire giustificazioni

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WASHINGTON - Prima Stoccolma, ora la Casa Bianca. Bob Dylan non va alle cerimonie, è "occupato, ha impegni precedenti", si sa, ormai sarebbe quasi più stravagante se accettasse qualcosa. Lui non va, non importa che ad invitarlo sia l'Accademia svedese o il presidente degli Stati Uniti, tanto più quello uscente. E oggi non si è presentato a una cerimonia in onore dei vincitori americani del Nobel organizzata gentilmente da Barack Obama. A riferirlo, ovviamente, è stata la Casa Bianca.

I Nobel proprio non gli vanno a genio. Dylan non ha in programma né di andare a Stoccolma per ricevere il suo premio alla serata del 10 dicembre, né da Obama che voleva rendere omaggio a lui e agli altri premiati Usa. "Purtroppo, per chi se lo stava chiedendo, Bob Dylan oggi non sarà alla Casa Bianca, così tutti si possono rilassare", ha annunciato il portavoce di Obama, Josh Earnest. Senza specificare chi siano i più stressati. Dylan non ha mai accennato al Nobel dal primo minuto in cui gli è stato assegnato.

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Il 13 ottobre, il Nobel per la Letteratura per aver "creato una nuova espressione poetica nell'ambito della tradizione della grande canzone americana". Primo cantautore, e primo americano dai tempi della scrittrice Toni Morrison nel 1993. Il suo nome tra quelli di Saul Bellow, John Steinbeck e Ernest Hemingway. Una scelta sorprendente che, non altrettanto sorprendentemente, lui ha snobbato.

Il portavoce di Obama però non si è limitato a dire, 'no, non viene'. Anzi, ha tenuto molto a ricordare che l'artista "ha indicato pubblicamente di essere onorato per avere ricevuto il premio Nobel" anche se non ha in programma di andare a ritirarlo. E poi, insomma, sì, "c'è stata almeno un'occasione precedente in cui il signor Dylan ha visitato la Casa Bianca e al presidente ha fatto piacere conoscerlo", ha detto Earnest. Ma le sue dichiarazioni, senza musica di sottofondo, sono stonate, come le scuse.

Dylan da Obama c'era andato nel 2012, aveva ricevuto la Presidential Medal of Freedom, la Medaglia della libertà, la più alta onorificenza civile negli Stati Uniti. In effetti il presidente, suo fan dichiarato, l'aveva incontrato anche nel febbraio del 2010. Ad un evento riservato a pochi Dylan aveva cantato The Times They Are A-Changin.

"È stato come ci aspettavamo fosse. Non è venuto alle prove. Non ha voluto fare la foto con me", aveva detto allora Obama. Anche quella volta di fronte all'uomo più potente del pianeta, Dylan era sceso dal palco dopo aver distorto la canzone, gli aveva stretto la mano, ed era andato via senza dire una parola.
[[ge:rep-locali:repubblica:149690195]]Ad andare in falsetto, imbarazzato, dopo i silenzi del menestrello meno menestrello del mondo, anche la stessa Accademia di Svezia che dopo mesi senza avere neanche una risposta, era finalmente venuta a conoscenza che Dylan non sarebbe andato. Qualcuno aveva commentato la maleducazione, ma l'Accademia più paziente, aveva detto di essere fiduciosa e di sperare che l'artista 75enne "possa ritirare il premio l'anno prossimo, se dovesse visitare la città svedese per tenere un concerto". Insomma, magari in tourné, non si sa mai. Ma l'incantesimo c'è. Per ricevere gli 8 milioni di corone svedesi del premio, circa 818mila euro, Dylan deve pronunciare un discorso di accettazione entro sei mesi a partire dal 10 dicembre, il giorno del 'gran ballo' a Stoccolma. Inviti e cene a parte, restano sei mesi per capire che farà allo scadere della mezzanotte, e che finale scriverà per questa favola distorta.

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