Parigi, Proust alle nozze di Greffulhe: il video scoperto in Québec
Nel filmato compaiono valletti di supremo sfarzo, gli sposi, e poi fotografi e invitati, tutti indistintamente in cilindro e tight scuro. Su tutti domina la scena la donna più affascinante della sua epoca, Elisabeth Greffulhe, la madre della sposa. Già una foto la mostrava, quel giorno, scendere la scalinata della chiesa al braccio del consuocero, avvolta nell'abito d'oro bordato di ermellino che ne esaltava, con la consueta, squisita teatralità, la bellezza di granito. Nel filmato, la leggerezza dell'incedere, nel volo del gran cappello di piume, rendono alla sua fama la grazia che ci era sconosciuta - nata Caraman-Chimay, resterà alla storia, suo malgrado, come la demi-Guermantes, avendo prestato i suoi tratti - a metà con l' amica che discendeva dal divin marchese de Sade, Laure de Chévigné - alla duchessa Oriane e alla principessa della Recherche proustiana.
Ed eccolo comparire in bombetta e un incongruo cappotto chiaro, che pende un po' abbondante sulle spalle piuttosto gracili, un giovane che assomiglia a Marcel. Scende le scale con rapidità e sicurezza, senza attardarsi a osservare il mondo di cui sarà il romanziere. Luc Fraisse, il proustiano direttore della "Revue d'études proustiennes" che pubblica la scoperta, sottolinea che Proust all'epoca prediligeva la sobria eleganza inglese del suo cappotto grigio perla, rispetto alla tenuta formale da cerimonia dei grandi aristocratici mondani. È in effetti un abbigliamento approssimativo, e tipico di Proust; è l'opinione del grande specialista Jean-Yves Tadié, emozionato come tutti i proustiani al mondo. Se il signore che attraversa il filmato per pochi secondi è, come sembra, Proust, dovremo rivedere le immagini interiori che di lui ci siamo formati. Nulla di sognante, di snob o di fragile nel suo incedere; un trentenne riservato e sicuro, padrone dei suoi movimenti decisi. Un solo vezzo appena accennato: l'inclinazione della bombetta, calcata in avanti, a ombreggiare un volto sottile, squisito.